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Guerra giudiziaria per una proprietà: rinviati a giudizio avvocata e marito di Sant’Agata di Militello

Una contesa immobiliare sull’isola di Vulcano, nata come una trattativa mai andata in porto, si è trasformata in una lunga e aspra guerra giudiziaria che ora approda in aula. Un’avvocata di 57 anni di Sant’Agata Militello e il marito, architetto di 59 anni, dovranno rispondere davanti al Tribunale di Messina dei reati di tentata estorsione aggravata e calunnia.

Il giudice per l’udienza preliminare, ritenendo che non sussistessero le condizioni per il proscioglimento, ha disposto il rinvio a giudizio della coppia. Il processo si aprirà il 4 febbraio 2026 alle ore 9, davanti al Tribunale di Messina, in composizione monocratica, Sezione Penale Unificata.

Al centro della vicenda c’è una proprietà immobiliare a Vulcano, acquistata nel 2021 da un noto penalista messinese, oggi parte offesa nel procedimento. L’avvocato, dopo aver ottenuto tutti i permessi necessari, aveva avviato i lavori di demolizione e ricostruzione delle strutture presenti sul terreno. In passato, però, la collega santagatese si era detta interessata all’acquisto di un compendio immobiliare confinante, trattativa poi mai conclusa.

Da quel momento, secondo l’accusa, sarebbe iniziato un vero e proprio calvario giudiziario per il penalista messinese. Nell’arco di circa tre anni sarebbero state presentate oltre 17 denunce, in sede penale, civile e amministrativa, non solo contro il proprietario del terreno ma anche contro il progettista e il costruttore dell’opera. Tutti i procedimenti si sono conclusi con archiviazioni o rigetti, per infondatezza delle accuse.

Non solo tribunali penali: la professionista si sarebbe rivolta anche al Tribunale civile di Barcellona Pozzo di Gotto, al Tar e al Cga, senza però ottenere alcun risultato. Secondo quanto ricostruito dall’autorità giudiziaria, falliti tutti i tentativi sul piano legale, la donna avrebbe fatto recapitare un messaggio chiaro tramite un conoscente della persona offesa: o la proprietà fosse stata venduta, oppure le denunce sarebbero continuate “a vita”, con il supporto del marito.

A quel punto il penalista, assistito dagli avvocati Alessandro Billè e Gabriele Lombardo, ha deciso di denunciare quanto stava accadendo. Le indagini avrebbero confermato il racconto della vittima, portando la Procura a chiedere il rinvio a giudizio della coppia. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Pinuccio Calabrò, Nino Zanghì e Candeloro Nania.

Ora la parola passa al Tribunale. Dopo anni di carte bollate e accuse incrociate, sarà il processo a fare chiarezza su una vicenda che, da semplice disputa immobiliare, si è trasformata in uno dei casi giudiziari più complessi e discussi legati all’isola di Vulcano.

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