La possibilità di continuare a percorrere la Messina-Palermo e la Messina-Catania passa dalla verifica delle loro condizioni di sicurezza. Gli ispettori del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono tornati in Sicilia per controllare se il Consorzio per le Autostrade Siciliane abbia dato seguito alle prescrizioni impartite a settembre e avviato gli interventi necessari a ridurre i rischi per gli automobilisti. I sopralluoghi sono cominciati ieri, lunedì 5 ottobre, sulla A20, nel tratto fra Buonfornello e Santo Stefano di Camastra, con il personale del Cas al seguito dei tecnici ministeriali.
A guidare le verifiche è l’ingegnere Placido Migliorino, che ha indicato un orizzonte di cinque-sei mesi per completare le misure urgenti di mitigazione del rischio. L’obiettivo è consentire alle infrastrutture di restare aperte, anche con limitazioni, mentre si prepara il risanamento definitivo. Il messaggio è netto: se mancheranno le condizioni minime di sicurezza, «si dovranno prendere altre decisioni».
Il programma dei controlli prevede il proseguimento lungo la A20 verso Messina e successivamente sulla A18, con verifiche annunciate almeno fino a giovedì. L’esito complessivo dell’ispezione è quindi ancora atteso: le prime dichiarazioni non consentono di considerare superata l’emergenza.
Il direttore generale del Cas, Calogero Franco Fazio, ha descritto una prima giornata senza particolari intoppi nel tratto esaminato, manifestando fiducia nel programma degli interventi. Una valutazione che dovrà confrontarsi con gli accertamenti del Ministero, chiamato a verificare l’effettiva attuazione delle misure richieste.
La nuova missione arriva dopo la scadenza del 3 ottobre, fissata per l’avvio degli interventi urgenti. È un passaggio da distinguere dal termine di cinque-sei mesi richiamato da Migliorino per il loro completamento. Nella comunicazione di settembre il Ministero aveva prospettato, in caso di mancata attuazione, la necessità di valutare anche l’interdizione al traffico delle infrastrutture. Una possibilità subordinata alle condizioni riscontrate, che non equivale a una chiusura generale già disposta.
Le criticità riguardano diversi elementi della rete. Nelle ricostruzioni della relazione ministeriale pubblicate dalla stampa figurano barriere di sicurezza originarie considerate inadeguate, problemi nelle gallerie e condizioni dei viadotti che richiedono interventi e limitazioni. Fra le misure richiamate compaiono riduzioni della velocità, distanziamento e divieto di sorpasso per i mezzi pesanti, insieme al ripristino della segnaletica e alla riqualificazione delle protezioni.
Il programma delle lavorazioni comprende inoltre pavimentazioni, giunti di dilatazione, illuminazione e ventilazione delle gallerie, cabine elettriche e recinzioni. È un insieme di necessità che restituisce la dimensione del problema: più componenti delle due autostrade richiedono attenzione contemporaneamente.
Sul fronte finanziario, il piano dei 19 appalti, già illustrato da QuadroChiaro, presenta un quadro complessivo di circa 46,87 milioni di euro: 36,19 milioni per lavori e 10,68 milioni per somme a disposizione. La quota indicata a carico del Cas è di circa 13,55 milioni, mentre il finanziamento richiesto ammonta a 33,31 milioni. Il cronoprogramma riportato prevede una spesa di circa 13,32 milioni entro il 31 dicembre 2026. Si tratta di previsioni da verificare attraverso l’avanzamento effettivo degli interventi.
La Regione, attraverso l’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, aveva annunciato il reperimento di 32,5 milioni dai fondi del Programma operativo complementare, oltre a due milioni per lavori di somma urgenza, rassicurando sulla continuità della circolazione. La disponibilità delle risorse dovrà tradursi in affidamenti, cantieri e opere completate nei tempi richiesti.
L’adeguamento strutturale complessivo resta una questione molto più ampia. Il Ministero ha indicato un fabbisogno stimato di 5,5 miliardi di euro nell’arco di dieci anni: una cifra che misura la distanza fra gli interventi necessari per affrontare l’emergenza e il pieno recupero delle infrastrutture. Lo stesso dicastero ha chiesto al Cas di rafforzare la propria organizzazione, assicurando risorse umane, tecniche e finanziarie adeguate.
Per chi percorre ogni giorno queste autostrade, soprattutto lungo la costa tirrenica e nei collegamenti con i Nebrodi, la verifica dovrà produrre risposte comprensibili: quali criticità sono state risolte, quali limitazioni restano necessarie e quando termineranno i lavori. Cas e Regione sono chiamati a rendere verificabile ogni passaggio del programma. Dall’ispezione ministeriale si attende un quadro preciso delle condizioni della rete e delle misure ancora indispensabili per garantire la sicurezza di chi viaggia.




