Denaro contante, ma anche pesce fresco, vino, olio e perfino astici e gamberoni. Sarebbero stati questi alcuni dei “compensi” utilizzati per favorire il rilascio di certificazioni sanitarie e indirizzare pazienti verso specifiche aziende di dispositivi ortopedici. È il presunto sistema corruttivo scoperto dalla polizia di Stato nell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura che ha portato all’esecuzione di sei misure cautelari.
Il giudice per le indagini preliminari Ivana Vassallo ha disposto gli arresti domiciliari per Giuseppe Nicoletti, 65 anni, ritenuto un faccendiere e intermediario tra pazienti e medici; per l’ortopedico Leonardo “Armando” Gaziano, 53 anni; e per l’imprenditore Massimiliano Contino, 51 anni, amministratore unico dell’Ortopedia Barbanera srl con sede a Tommaso Natale e titolare di un’attività di procacciatore d’affari nel settore dei presidi ortopedici.
Misure meno afflittive — obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e sospensione dall’attività per un anno — sono state invece disposte per il fisiatra dell’ospedale Enrico Albanese Sigismondo “Dino” Brunetto, 46 anni, per la neuropsicologa del Buccheri La Ferla Sonia Alcamisi, 36 anni, e per l’imprenditore ennese Biagio Mendolia, socio amministratore della Ormeva.
Il presunto sistema
Secondo gli investigatori della sezione Anticorruzione della Squadra mobile, Nicoletti avrebbe gestito pratiche di invalidità civile per conto dei clienti, chiedendo compensi compresi tra 1.500 e 7.000 euro. In cambio, si sarebbe rivolto a medici compiacenti per ottenere certificazioni sanitarie favorevoli, anche in assenza di visite mediche o di reali patologie.
Durante le perquisizioni eseguite nei giorni scorsi, gli agenti hanno trovato oltre 1,2 milioni di euro in contanti nascosti tra scatole e l’automobile di Nicoletti. La somma è stata sequestrata perché ritenuta sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati.
Le indagini, coordinate dai sostituti procuratori Gianluca De Leo e Andrea Zoppi, sono state condotte tra il 2024 e il 2025 con intercettazioni e pedinamenti. Gli elementi raccolti delineerebbero un meccanismo consolidato volto ad alterare il riconoscimento di benefici assistenziali e pensioni di invalidità.
Favori alle aziende “amiche”
Uno dei filoni principali dell’inchiesta riguarda il presunto rapporto tra alcuni medici e aziende del settore ortopedico. Secondo l’accusa, l’ortopedico Gaziano avrebbe indirizzato pazienti visitati all’Asp verso specifiche ditte per l’acquisto di presidi ortopedici a carico del Servizio sanitario regionale.
In cambio, avrebbe ricevuto denaro ma anche regali in natura — tra cui pesce fresco, vino, olio e prodotti ittici provenienti da Mazara del Vallo. Inoltre, sempre secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe percepito somme tra i 100 e i 500 euro per attestare patologie senza effettuare visite.
Contestazioni analoghe riguardano anche altri professionisti coinvolti nell’inchiesta.
Le dichiarazioni e la decisione del giudice
Nel provvedimento cautelare il gip evidenzia il comportamento collaborativo di Nicoletti durante gli interrogatori preventivi, nei quali avrebbe ammesso parte delle condotte contestate e indicato i compensi versati ai professionisti coinvolti.
Diversamente, le versioni fornite dall’ortopedico e dai due imprenditori sono state ritenute contraddittorie e non compatibili con quanto emerso dalle intercettazioni e dai servizi di osservazione degli investigatori. L’inchiesta resta nella fase delle indagini preliminari e tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.




