Il ministro della Protezione civile e delle Politiche del mare Nello Musumeci ha effettuato oggi, giovedì 22 gennaio 2026, un intenso sopralluogo nelle aree più devastate dal ciclone Harry lungo la costa orientale siciliana, confermando che “non è e non sarà un problema di risorse” garantendo impegno nazionale per la ripresa e la ricostruzione.
La visita del ministro, accompagnato dal capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano, si è svolta in due tappe principali: prima sul lungomare di Santa Teresa di Riva (ME), una delle località più danneggiate, poi nel porticciolo di Ognina a Catania, dove le mareggiate hanno devastato il celebre lungomare.
Devastazione e danni: un’urgenza per il territorio
La costa jonica siciliana si presenta profondamente trasformata dopo il passaggio del ciclone Harry, che ha causato danni ingenti alle infrastrutture, ai lungomari e ai sistemi di servizi essenziali. Le prime stime regionali parlano di oltre 740 milioni di euro di danni solo in Sicilia, e considerando le attività economiche colpite, il conto complessivo potrebbe superare il miliardo di euro.
A Santa Teresa di Riva, gran parte del lungomare è stato spazzato via dal mare, mentre strutture di servizio come condotte idriche e linee elettriche risultano seriamente compromesse, lasciando vaste aree senza acqua potabile e luce.
Stato di emergenza nazionale: la tabella di marcia
Durante il sopralluogo Musumeci ha chiarito i prossimi passi istituzionali per affrontare l’emergenza: i comuni colpiti dovranno quantificare i danni e relazionare alle rispettive regioni, che a loro volta formalizzeranno le richieste al Dipartimento nazionale. Il ministro ha confermato che riunirà il Consiglio dei Ministri nella prossima settimana per proporre la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.
“I sindaci potranno operare in deroga con ordinanze di somma urgenza; tutto il resto sarà valutato nelle prossime ore” ha spiegato Musumeci, ribadendo che le risorse non saranno un limite alla ricostruzione e ci sarà sostegno coordinato tra enti locali, Regione e governo nazionale.
La Regione Siciliana, intanto, ha già decretato lo stato di calamità e stanziato 70 milioni di euro come primo intervento immediato.
Ricostruzione e prevenzione: guardare oltre l’emergenza
Musumeci ha sottolineato l’importanza di non limitarsi alla mera riparazione dei danni, ma di avviare una ricostruzione che tenga conto della possibilità di eventi estremi sempre più frequenti. “Se si ricostruisce si deve pensare che possa esserci una replica tra dieci, venti o cinquanta anni”, ha dichiarato, evidenziando l’urgenza di una nuova pianificazione territoriale e di prevenzione strutturale.
Il ministro ha espresso anche la speranza che questa drammatica esperienza serva a rimettere in moto le attività commerciali e turistiche di un territorio la cui economia dipende fortemente dalle stagioni estive.
Verso la normalità tra sfide e prospettive
Nonostante l’eccezionale forza del ciclone Harry, che ha inferto un colpo durissimo alle comunità costiere, gli interventi di protezione civile e di allerta preventiva hanno evitato vittime o feriti gravi, un risultato importante secondo le autorità.
Ora l’attenzione si sposta sulla conta dei danni, sulle procedure per lo stato di emergenza nazionale e sull’avvio dei lavori di ripristino dei servizi essenziali e delle infrastrutture. Il lavoro di coordinamento tra Stato, Regione e comuni sarà fondamentale per affrontare una sfida che non è solo di ricostruzione, ma anche di adattamento ai cambiamenti climatici.




