Sarà la presenza a Palermo di Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri della segreteria nazionale del Pd, a offrire una nuova occasione di confronto sul futuro dei democratici siciliani. Dopo le dimissioni di Anthony Barbagallo, il partito cerca una guida capace di accompagnarlo verso le prossime scadenze elettorali e, soprattutto, di ricomporre una frattura interna che dura da mesi.
La soluzione sulla quale si concentra il confronto è quella di una cabina di regia ristretta, composta da tre o cinque esponenti e affidata allo stesso Provenzano. Al momento, però, non c’è ancora un’intesa definitiva: la composizione dell’organismo e il ruolo che potrebbe assumervi Barbagallo restano tra i passaggi più delicati.
Come già raccontato da QuadroChiaro, il segretario dimissionario ha rimesso il mandato nelle mani della segreteria nazionale il 27 ottobre, riconoscendo che i tentativi di ricucire le divisioni non avevano ancora prodotto il risultato atteso. Un «passo di lato», lo aveva definito, compiuto con l’obiettivo di favorire una soluzione condivisa.
Provenzano e la sfida di tenere insieme il partito
L’ipotesi di un organismo collegiale sembra, nelle ricostruzioni circolate in queste ore, prevalere su quella di un commissariamento. A Provenzano spetterebbe il compito di guidare una fase di transizione politicamente complessa, nella quale il Pd dovrà affrontare sia le proprie tensioni interne sia il confronto con i possibili alleati del centrosinistra.
Sul tavolo ci sono questioni decisive: la costruzione di un progetto alternativo al governo regionale, la scelta del candidato alla presidenza della Regione e la definizione degli equilibri che porteranno alla formazione delle liste. Tutti passaggi che richiedono una linea riconoscibile e una leadership in grado di far dialogare le diverse componenti.
La presenza di Provenzano a Palermo nella giornata di oggi, 30 ottobre, potrebbe favorire un avanzamento della trattativa. Un incontro utile a cercare una sintesi, dunque, senza che questo significhi necessariamente una decisione immediata.
Il possibile ritorno di Barbagallo nella cabina di regia
Il punto politicamente più sensibile riguarda proprio l’ex segretario. La sua eventuale partecipazione al nuovo organismo incontra le resistenze di esponenti dell’area che fa riferimento a Stefano Bonaccini, protagonista nei mesi scorsi dello scontro con la guida regionale del partito.
Per la segreteria nazionale, secondo quanto riportato da LiveSicilia, il passo indietro di Barbagallo rappresenterebbe già un’apertura significativa: la sua presenza nella futura cabina di regia resterebbe quindi tra le possibilità sul tavolo.
È il nodo che misura la difficoltà dell’operazione. Da un lato c’è l’esigenza di dare continuità a una parte della classe dirigente che ha guidato il Pd siciliano; dall’altro, quella di convincere le componenti più critiche che il cambio di assetto possa segnare davvero l’avvio di una fase nuova.
Da Chinnici a Piccione e Catanzaro: i nomi in campo
La trattativa riguarda anche il numero dei componenti. Nell’ipotesi di una cabina di regia a tre, Provenzano e Barbagallo rappresenterebbero l’area vicina alla segretaria nazionale Elly Schlein, con un terzo posto da definire.
Se invece si arrivasse a una soluzione a cinque, tra i nomi circolati figurerebbe anche quello di Valentina Chinnici, deputata regionale ed ex vicesegretaria del Pd siciliano.
Per l’area Bonaccini vengono indicati la segretaria del Pd palermitano Teresa Piccione, vicina all’eurodeputato Giuseppe Lupo, e il capogruppo democratico all’Assemblea regionale siciliana Michele Catanzaro. Si tratta, allo stato, di ipotesi legate a una trattativa ancora aperta, non di una composizione già definita.
L’area Orfini chiede chiarezza sul metodo
A sollevare un’ulteriore questione è l’area che fa riferimento a Matteo Orfini, che rischierebbe di rimanere fuori dagli schemi finora emersi. Per Antonio Rubino, il tema non riguarda soltanto le persone chiamate a comporre il nuovo organismo, ma anche le modalità con cui sarà individuato, le sue funzioni e il coinvolgimento della comunità democratica siciliana.
Una richiesta che riporta l’attenzione sulle regole e sulla rappresentanza interna: aspetti che potrebbero pesare sulla tenuta dell’accordo quanto la scelta dei singoli nomi.
Dal fronte di Barbagallo arriva invece l’appello ad andare avanti insieme. Valentina Chinnici, in un’intervista a LiveSicilia, ha sostenuto che dopo le dimissioni del segretario sia arrivato il momento di superare le contrapposizioni e lavorare a un percorso comune. livesicilia.it
La partita delle alleanze verso il 2027
La ricerca di una nuova guida si intreccia con un quadro politico regionale già in movimento. Mentre nel centrodestra proseguono le discussioni sugli equilibri della coalizione e sulla candidatura alla presidenza, il Pd deve ancora definire le condizioni interne per presentarsi al confronto con il Movimento 5 Stelle e con le altre forze interessate a costruire un’alternativa.
La cabina di regia, se nascerà, sarà quindi chiamata a una prova che va oltre la distribuzione degli incarichi: trasformare un accordo tra le correnti in una proposta politica capace di parlare ai territori e di affrontare i nodi aperti della Sicilia.
Le dimissioni di Barbagallo hanno sbloccato la discussione sulla guida del partito. Resta da capire se basteranno anche a chiudere una stagione di divisioni che i precedenti tentativi di mediazione non erano riusciti a superare.





