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Santo Stefano, la ceramica siciliana cambia linguaggio: Terrecotte del Sole lancia “Sicilian Pop”

Girato tra Santo Stefano di Camastra e Mistretta, lo spot “La forma si evolve, l’anima resta” è stato presentato a Palazzo Trabia. Dietro la nuova linea di design, una storia d’impresa nata nel 1984 e il dialogo tra tradizione, creatività e territorio.

Una tradizione artigiana si riconosce anche da ciò che sa trasformare. È da questa idea che prende forma “La forma si evolve, l’anima resta”, il nuovo spot di Terrecotte del Sole, realizzato da A-Kube ADV per presentare “Sicilian Pop”, la nuova linea decorativa del marchio. Santo Stefano di Camastra e Mistretta hanno accolto le riprese e offerto alla troupe i luoghi in cui ambientare i diversi scenari del progetto. L’anteprima è stata presentata domenica 27 settembre a Palazzo Trabia, a Santo Stefano.

Il titolo dello spot racchiude la sfida della nuova collezione: portare gli elementi riconoscibili della ceramica siciliana dentro un linguaggio contemporaneo e pop, lasciando che forme e decori continuino a parlare delle proprie origini. Nel repertorio dell’azienda, figure come le Teste di Moro e le pigne custodiscono da sempre una parte di quell’immaginario. Con Sicilian Pop, la tradizione diventa anche materia di ricerca: un patrimonio visivo da reinterpretare per raggiungere nuovi pubblici.

Una storia d’impresa che parte dalla terra

A Santo Stefano di Camastra la ceramica è parte della vita del paese: il Comune lega la storia degli artigiani stefanesi alla lavorazione dell’argilla e segnala tracce di fornaci e testimonianze d’archivio che fanno ipotizzare un’attività fittile in epoca greco romana per il ritrovamento, alcuni anni fa, di una discarica collegata ad by un insediamento produttivo situato a pochi passi dalla battigia di contrada Barche Grosse e a qualche centinaio di metri dalle cave di creta. Palazzo Trabia, sede della presentazione, ospita il Museo civico delle ceramiche, dove gli oggetti della vita quotidiana e le maioliche — la cui produzione ebbe rilievo già dal Settecento — convivono con opere di artisti contemporanei. È un luogo in cui la storia della ceramica si misura da tempo con le sue possibilità espressive.

Per Terrecotte del Sole, Palazzo Trabia è anche una tappa già attraversata. Nel 2020 l’azienda vi aveva presentato una propria collezione; nel racconto pubblicato allora sul suo sito, descriveva la ceramica come un’arte capace di rinnovare temi, decori e tecniche. Il ritorno, oggi, con Sicilian Pop dà continuità a quella riflessione: conservare un’identità significa anche trovare modi nuovi per esprimerla.

Da sinistra: Piero Grasso, Bernadette Amato Sottosanti, Graziella Marino, Calogero Amato Sottosanti, Rosario Amato Sottosanti, Lisa Militello

Le radici dell’impresa risalgono al 1984. L’Atlante del Distretto della Ceramica di Santo Stefano di Camastra racconta il percorso di Calogero Amato: dopo il lavoro nelle botteghe dei maestri ceramisti, decise di avviare un’attività autonoma. L’azienda affiancò alla produzione di manufatti finiti anche quella del biscotto, il semilavorato destinato ai ceramisti del territorio. Un dettaglio che restituisce il legame tra il marchio e la filiera locale: la sua storia si è intrecciata con quella di chi, nel paese, lavora la ceramica. Oggi il percorso prosegue con i figli Bernadette, Rosario e Teresa.

Bernadette Amato Sottosanti, designer della nuova linea, vede nella Sicilia «parte integrante della nostra identità» e, insieme, «il punto di partenza per continuare a sperimentare e guardare al futuro». L’internazionalizzazione, spiega, nasce dalla volontà di portare quell’identità oltre i confini dell’isola. La sua idea di innovazione è racchiusa in una frase: «Non significa allontanarsi dalle proprie radici, ma trovare nuovi modi per interpretarle e farle evolvere». Per questo ha ringraziato le amministrazioni di Santo Stefano di Camastra e Mistretta, che hanno accolto il progetto e contribuito a rendere possibili le riprese.

I luoghi entrano nel racconto

La collaborazione istituzionale ha permesso alla produzione di lavorare nei luoghi individuati per i diversi scenari, a stretto contatto con le realtà locali. Santo Stefano e Mistretta, così, partecipano al racconto come parte della geografia da cui la ceramica trae origine. Il coinvolgimento delle persone e dei territori, nelle intenzioni del progetto, accompagna la promozione dei manufatti con quella dei luoghi e della cultura che li hanno generati.

Da sinistra Bernadette Amato Sottosanti, Calogero Amato Sottosanti, Rosario Amato Sottosanti

Lo spot si inserisce nel percorso di comunicazione e internazionalizzazione portato avanti da Terrecotte del Sole, che da oltre quarant’anni lavora per far conoscere la ceramica siciliana in Italia e all’estero. La nuova campagna affianca alla creatività del marchio un’identità profondamente legata all’isola: un modo per raccontare il prodotto e, insieme, il patrimonio culturale che gli dà significato.

La presentazione a Palazzo Trabia ha ripercorso anche le tappe precedenti di questo racconto. Al pubblico è stato mostrato “Una terra, tante culture”, il primo spot dell’azienda, dedicato alla multiculturalità siciliana e all’isola come terra di speranza e accoglienza. Alla visione è seguito un momento dedicato alla poesia, un inno all’atto creativo e alla nascita dell’arte della ceramica che produce bellezza immortale nelle tradizioni che sanno parlare al mondo, “E bellezza…fu”, scritta e declamata da Santina Folisi. Ad accompagnare la serata in musica, dal vivo, di Nino Nobile. La serata si è conclusa con un momento conviviale curato da Giuseppe Pellizzeri. Tra i presenti alla serata il sindaco Francesco Re e gli onorevoli Peppe Antoci e Gaspare Vitrano hanno mostrato soddisfazione per l’evento e vicinanza e sostegno alla Terracotte del Sole.

Santina Folisi

Tra immagini, parole e musica, la presentazione ha dato spazio a una storia d’impresa che continua a cercare un equilibrio fra memoria e cambiamento. La creta conserva i segni di una cultura e delle mani che l’hanno lavorata; le forme, intanto, possono evolvere. È in questo passaggio — dalle botteghe di Santo Stefano a un progetto che guarda anche ai mercati internazionali — che il titolo del nuovo spot trova il suo senso più concreto.

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