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Sequenza sismica nel Tirreno: la Protezione Civile chiede controlli urgenti su scuole e infrastrutture

La sequenza sismica nel Tirreno meridionale continua a evolversi. Dopo le forti scosse di venerdì, lo sciame sismico è proseguito nella notte tra il 23 e il 24 ottobre con decine di eventi minori, tra cui una scossa di magnitudo 3.4 registrata dall’INGV alle ore 5:13 a circa 10 chilometri di profondità.

Per garantire la sicurezza pubblica, la Protezione Civile regionale ha invitato i Comuni delle province di Palermo e Messina a effettuare verifiche strutturali immediate e a valutare la sospensione delle attività negli edifici più vulnerabili.

Il piano di verifiche e sicurezza

Le linee guida della Protezione Civile indicano precise priorità d’intervento per sindaci e responsabili delle strutture:

  • Edifici prioritari: Controlli immediati su scuole, ospedali, municipi, caserme, cinema e teatri.
  • Infrastrutture: Verifiche di stabilità su strade, ponti e viadotti.
  • Elementi secondari: Massima attenzione a immobili già lesionati e a oggetti a rischio distacco, come stucchi, controsoffitti e lampadari.
  • Piani di emergenza: Verifica dell’accessibilità delle aree di accoglienza e dei piani di evacuazione (soprattutto negli istituti scolastici). In caso di nuove scosse rilevanti, scatterà l’attivazione immediata dei Centri Operativi Comunali (COC) e delle associazioni di volontariato.

I provvedimenti a Palermo e Messina

I principali centri urbani hanno già attivato le prime misure precauzionali:

  • Palermo: Il sindaco Roberto Lagalla ha disposto tramite ordinanza la chiusura di tutte le scuole e delle sedi universitarie fino alle ore 8:00 di domenica 25 ottobre. Nel frattempo sono stati avviati i sopralluoghi tecnici e il rafforzamento dei presidi territoriali.
  • Messina: Il sindaco Federico Basile ha attivato il Centro Operativo Comunale (COC) e ha partecipato al tavolo di coordinamento in Prefettura per gestire i soccorsi e monitorare il territorio.

I dati della sequenza sismica

L’attività è iniziata il 20 ottobre a circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi. I momenti più critici si sono registrati venerdì 23 ottobre:

  • Ore 12:19: Scossa principale di magnitudo Mw 5.5 (ipocentro a 9 km di profondità).
  • Ore 12:24: Replica di magnitudo ML 4.0.
  • Ore 15:55: Ulteriore scossa avvertita lungo la costa siciliana, registrata come Mw 5.0 dal catalogo INGV (segnalata inizialmente come ML 4.6 per via dei differenti metodi di misurazione).

Nota sui danni e allerta maremoto: I primi monitoraggi non hanno evidenziato crolli strutturali significativi, registrando solo alcuni distacchi di roccia sui costoni di Alicudi e Filicudi. L’allerta maremoto, attivata precauzionalmente dopo la scossa principale, è stata definitivamente revocata venerdì alle 13:22 dopo le verifiche negative sui mareografi di Strombolicchio e Ginostra.

Il contesto geologico

Secondo gli esperti del CNR, l’area marina compresa tra le Eolie e Ustica rappresenta una sezione del limite geologico in piena formazione tra la placca Africana e quella Eurasiatica. Il movimento reciproco di queste placche deforma la roccia, alimentando le faglie locali.

L’INGV specifica che i dati attuali non consentono di prevedere la durata dello sciame sismico né la possibilità di future scosse. Il presidente della Regione Renato Schifani e il capo della Protezione Civile regionale Salvatore Cocina restano in costante contatto con i sindaci e le Prefetture per coordinare gli aggiornamenti alla popolazione.

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