La politica siciliana si rimette in movimento in vista delle elezioni regionali del 2027. Nel giro di poche ore arrivano segnali che riguardano entrambi gli schieramenti: il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo annuncia le dimissioni, il deputato Carlo Auteri lascia la Democrazia Cristiana per aderire alla Lega e, a Palazzo dei Normanni, si parla di un nuovo percorso comune per l’area moderata.
Sono vicende diverse, che raccontano però una fase di preparazione e di ricerca di nuovi equilibri. Il centrodestra deve misurarsi con le tensioni tra gli alleati e con la questione della candidatura alla presidenza della Regione. Il centrosinistra, intanto, è chiamato a ricomporre le divisioni interne al Pd e a costruire un’alternativa politica credibile.
Il passo di lato di Barbagallo: «La ricomposizione ancora non arriva»
La novità che riguarda il centrosinistra è la decisione di Anthony Barbagallo di lasciare la segreteria regionale del Partito democratico.
Il deputato nazionale ha comunicato la scelta attraverso un messaggio sui social, rimettendo il mandato nelle mani della segreteria nazionale e auspicando che venga individuata una soluzione condivisa per guidare il partito siciliano verso le prossime scadenze.
Nel suo intervento, Barbagallo ha riconosciuto che i tentativi di ricucire le diverse sensibilità interne non hanno ancora prodotto il risultato sperato. «La ricomposizione ancora non arriva», ha scritto, spiegando di ritenere necessario un nuovo assetto capace di restituire fiducia alle varie anime del Pd.
Il segretario dimissionario ha definito la propria decisione un «passo di lato» per favorire l’unità del partito, precisando di voler continuare a mettere a disposizione la propria esperienza politica.
Le dimissioni arrivano dopo una lunga stagione di contrasti. Barbagallo era stato confermato alla guida del Pd siciliano nel giugno del 2025, al termine di un percorso congressuale segnato da polemiche e dalla mancata partecipazione di una parte della classe dirigente. Da allora il confronto interno è proseguito senza arrivare a una ricomposizione stabile.
Si apre ora il tema della successione. La segreteria nazionale dovrà valutare il percorso da seguire per individuare una guida e accompagnare il partito verso la sfida del 2027. Una scelta che peserà anche sul dialogo con il Movimento 5 Stelle e con le altre forze interessate a costruire un progetto alternativo al governo regionale.
Auteri lascia la Dc e aderisce alla Lega
Sul fronte del centrodestra, il passaggio più concreto riguarda Carlo Auteri. Il deputato regionale siracusano ha ufficializzato a Catania la propria adesione alla Lega Italia Federale, lasciando la Democrazia Cristiana.
Auteri, eletto all’Ars nell’area di Fratelli d’Italia e approdato alla Dc nel giugno 2025, ha spiegato di voler tornare in un partito nazionale per rafforzare la rappresentanza del territorio siracusano e portarne le esigenze anche all’attenzione delle istituzioni romane.
Alla presentazione erano presenti, tra gli altri, il vicepresidente della Regione Luca Sammartino, il segretario regionale della Lega Nino Germanà, il capogruppo all’Ars Salvo Geraci e il deputato regionale Pippo Laccoto.
L’adesione rafforza la presenza leghista a Palazzo dei Normanni. Nei mesi scorsi si era parlato anche di un’intesa più ampia tra la Lega e la Dc, ma il passaggio che si è concretizzato è quello individuale di Auteri.

Sammartino: sostegno a Schifani e invito al dialogo
A Catania, Sammartino è intervenuto anche sugli equilibri della maggioranza regionale. Il vicepresidente ha ribadito la valutazione positiva della Lega sull’esperienza del governo guidato da Renato Schifani.
«Noi sosteniamo il buon governo di Renato Schifani di questi anni», ha dichiarato, osservando poi che all’interno di Forza Italia è in corso una riflessione e auspicando che la fase possa essere superata attraverso il dialogo con gli alleati.
Il messaggio conferma il sostegno della Lega all’attuale presidente in un momento delicato per la coalizione. Resta invece affidata al confronto tra i partiti la definizione degli equilibri e delle candidature in vista delle prossime regionali.
All’Ars il progetto di un nuovo spazio per i moderati
Mentre Auteri sceglie la Lega, nell’area di centro si lavora a una possibile aggregazione tra esponenti di Democrazia Cristiana, Noi Moderati e Udc.
Secondo le ricostruzioni diffuse nelle ultime ore, il progetto di un gruppo parlamentare comune all’Ars coinvolgerebbe Ignazio Abbate, Nuccia Albano, Marianna Caronia, Serafina Marchetta e Carmelo Pace. La presentazione dell’iniziativa sarebbe prevista nei primi giorni di novembre. Restano da verificare la formalizzazione del gruppo, la denominazione e i dettagli dell’intesa.
Il tentativo si colloca nel solco del dibattito aperto dal coordinatore politico di Noi Moderati Saverio Romano, che nelle scorse settimane aveva proposto la costruzione di un soggetto popolare comune, rivolto alle diverse esperienze della tradizione democratico-cristiana.
Se il progetto troverà conferma, potrà incidere sugli equilibri interni all’Assemblea. Sarà poi da capire se la collaborazione resterà legata all’attività parlamentare o se diventerà la base per una proposta politica ed elettorale più ampia.
Il nodo De Luca e le alleanze da definire
Nel confronto sul futuro della coalizione resta aperta anche la posizione di Cateno De Luca e di Sud chiama Nord.
Il rapporto costruito sul piano nazionale con esponenti del centrodestra non definisce automaticamente le alleanze in Sicilia. Il presidente del Senato Ignazio La Russa, intervenendo alla convention del movimento, ha spiegato che il tema regionale dovrà essere affrontato più avanti e ha respinto le ricostruzioni su un accordo diretto contro qualcuno.
Le sue parole lasciano dunque aperta la discussione: non certificano un’intesa per le regionali, ma neppure consentono di parlare di un veto già deciso sulla candidatura di De Luca.
La strada verso il 2027 è ancora lunga, ma le mosse di queste ore mostrano che i partiti hanno già cominciato a prepararsi. Il centrodestra cerca una sintesi tra continuità di governo e nuovi equilibri; il Pd affronta il cambio di guida nel tentativo di ritrovare unità. Su entrambi i fronti, alle dichiarazioni dovranno seguire scelte su programmi, alleanze e candidati.





