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Torrenova, 110 mila euro per due eventi: stessa piazza, date sovrapposte e un unico organizzatore

Due delibere consecutive affidano alla Nuova Pro Loco l’organizzazione delle iniziative: 80 mila euro per Amunì, in programma dal 28 al 30 agosto, e altri 30 mila per Sapore di Mare, previsto il 29 e 30 agosto. Finanziamenti distinti e finalità differenti, ma la coincidenza di luogo e di due giornate pone una domanda: come saranno separate attività e relative spese?

TORRENOVA – Due progetti distinti, due differenti linee di finanziamento, due deliberazioni della Giunta comunale. Ma anche lo stesso soggetto chiamato a realizzarli, la stessa piazza e, per due giornate, esattamente le stesse date. È quanto emerge dalla lettura delle deliberazioni n. 145 e n. 146 del 6 agosto 2026 del Comune di Torrenova, attraverso le quali vengono approvati gli schemi di convenzione con l’Associazione Pro Loco Nuova Torrenova APS per la realizzazione di “Amunì 2026 – Agroalimentare in Festa” e “Sapore di Mare 2026”.

Il valore complessivo delle due operazioni è significativo: 110 mila euro di risorse pubbliche, dei quali 69.590,15 provenienti da finanziamenti regionali e 40.409,15 dal bilancio del Comune. Numeri che, insieme alla particolare sovrapposizione del calendario, rendono legittimo approfondire come siano strutturate le due iniziative e, soprattutto, come verranno distinti i relativi costi.

Amunì: 80 mila euro per tre giornate

La prima deliberazione riguarda “Amunì 2026 – Agroalimentare in Festa”, manifestazione prevista in piazza Mare nei giorni 28, 29 e 30 agosto. Il quadro finanziario indicato dall’amministrazione è di 80 mila euro: 45 mila euro derivano dal contributo concesso dall’Assessorato regionale competente con DRS n. 4762 del 21 luglio 2026, mentre altri 35 mila euro vengono messi a disposizione dal bilancio comunale.

L’intera somma viene destinata, previa sottoscrizione della convenzione, alla Pro Loco Nuova Torrenova APS per l’organizzazione e la realizzazione della manifestazione. Dagli atti emerge inoltre che il Comune aveva presentato la richiesta di finanziamento il 9 aprile e successivamente comunicato una variazione delle date. Il 28 luglio è stato poi trasmesso all’Assessorato regionale anche un piano finanziario rimodulato.

Sapore di Mare: altri 30 mila euro

La deliberazione immediatamente successiva, la n. 146, riguarda invece “Sapore di Mare 2026”. In questo caso la manifestazione è prevista il 29 e 30 agosto, sempre in piazza Mare, e dispone di un finanziamento complessivo di 30 mila euro.

La composizione è anche qui chiaramente indicata: 24.590,15 euro provengono da un contributo regionale, mentre 5.409,15 euro sono a carico del bilancio comunale. Anche questa somma viene destinata alla Pro Loco Nuova Torrenova APS per l’organizzazione dell’evento.

“Sapore di Mare” ha, peraltro, una propria e specifica origine progettuale. Il Comune aveva presentato richiesta al Dipartimento regionale della Pesca Mediterranea nell’ambito dell’avviso per la sensibilizzazione del pubblico sul consumo dei prodotti ittici siciliani pescati, allevati o trasformati. Il finanziamento regionale è stato quindi concesso con DDG n. 339 del 2 luglio 2026 e il progetto dispone di un proprio codice intervento e CUP.

Due finanziamenti diversi: questo va chiarito

Un punto deve essere evidenziato per evitare interpretazioni che gli atti, allo stato, non consentono di sostenere. Amunì e Sapore di Mare risultano formalmente due progetti distinti, finanziati attraverso percorsi regionali differenti e con differenti finalità. La coincidenza delle date e del luogo, pertanto, non rappresenta di per sé un’anomalia e tantomeno dimostra una duplicazione della spesa.

È perfettamente possibile che due iniziative autonome, magari complementari, vengano realizzate contemporaneamente all’interno di un più ampio calendario di eventi. Ed è altrettanto possibile che determinate attività di Sapore di Mare convivano, il 29 e 30 agosto, con quelle previste da Amunì. Il punto di interesse pubblico è un altro.

Il 29 e 30 agosto i due progetti si sovrappongono

Il calendario indicato nelle stesse deliberazioni determina infatti una situazione particolare. Amunì si svolgerà 28, 29 e 30 agosto. Sapore di Mare 29 e 30 agosto. Entrambe le manifestazioni sono previste in piazza Mare. Entrambe vengono organizzate attraverso la Pro Loco Nuova Torrenova APS.

E complessivamente vengono messe a disposizione risorse pubbliche per 110 mila euro. È quindi naturale chiedersi quale sarà, nelle due giornate comuni, la distinzione concreta tra le attività riconducibili al progetto Amunì e quelle finanziate attraverso Sapore di Mare.

Una domanda che diventa ancora più importante sul piano economico.

Palco, service, spettacoli, allestimenti, strutture, sicurezza, promozione e ogni eventuale altro servizio necessario alla realizzazione delle iniziative saranno riconducibili a quale dei due progetti? Quali servizi saranno specifici di Amunì e quali di Sapore di Mare? Vi saranno servizi condivisi e, in questo caso, secondo quali criteri verranno imputati i relativi costi?

Sono interrogativi, non contestazioni.

E soprattutto non implicano che vi sia stata o vi sarà una duplicazione delle spese, circostanza per la quale, sulla base dei documenti esaminati, non emerge alcun elemento. Riguardano piuttosto la necessità, del tutto naturale quando vengono utilizzate risorse pubbliche provenienti da finanziamenti differenti, di poter ricostruire con chiarezza la destinazione delle somme.

Oltre 40 mila euro arrivano direttamente dal Comune

C’è poi un dato che rende la questione ancora più direttamente collegata alla comunità torrenovese. Dei 110 mila euro complessivamente destinati alle due iniziative, 40.409,15 euro sono risorse del bilancio comunale: 35 mila euro per Amunì e 5.409,15 euro per Sapore di Mare.

Per Amunì, inoltre, la deliberazione specifica che i 35 mila euro comunali sono imputati al capitolo 10720/2021. Per Sapore di Mare, l’atto dispone l’erogazione complessiva dei 30 mila euro, specificando la quota regionale e quella comunale e indicando anch’esso il capitolo 10720/2021 per l’uscita.

Anche questo elemento, naturalmente, non costituisce di per sé alcuna irregolarità. È però un ulteriore dato utile alla comprensione di come siano finanziate le due iniziative.

Una questione di trasparenza, non un processo alle intenzioni

Il tema, dunque, non dovrebbe essere quello di stabilire preventivamente se sia opportuno o meno spendere 110 mila euro per due manifestazioni estive. Questa appartiene alla sfera delle scelte amministrative e politiche, sulle quali saranno eventualmente i cittadini a formulare le proprie valutazioni.

La questione posta dagli atti è più semplice e concreta.

Come saranno materialmente distinti due progetti finanziati separatamente che, per due giorni, avranno stesso luogo, stesso soggetto organizzatore e date coincidenti?

La risposta potrebbe essere contenuta proprio nei rispettivi programmi e nei quadri economici delle iniziative, documentazione attraverso la quale sarebbe possibile comprendere quali attività siano previste per ciascun progetto e come siano distribuite le relative risorse.

Nel caso di Amunì, come detto, la stessa deliberazione dà conto dell’avvenuta trasmissione alla Regione, il 28 luglio, di un piano finanziario rimodulato. La conoscenza dei quadri economici analitici dei due progetti permetterebbe dunque di fugare ogni possibile equivoco e di comprendere esattamente come saranno utilizzati e successivamente rendicontati i 110 mila euro complessivi.

Non c’è, sulla base degli atti esaminati, una conclusione da anticipare né un’irregolarità da denunciare. Ci sono però numeri, date e coincidenze oggettive che rendono legittime alcune domande. E quando si parla di denaro pubblico — regionale o comunale che sia — chiedere come venga impiegato non significa formulare accuse. Significa esercitare quella funzione di controllo e di trasparenza che appartiene all’informazione e, prima ancora, alla collettività.

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