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Truffa superbonus tra Mistretta e Tusa: parla Alessandra, la figlia del commercialista Nigrelli

L’intervista di Alessandra Nigrelli a Quadrochiaro offre un ritratto dettagliato della complessa vicenda giudiziaria che ha al centro la SIC srl e il meccanismo del superbonus edilizio tra Mistretta e Tusa. Alessandra, figlia del commercialista Michele Nigrelli, ritenuto dalla Procura di Patti la mente di un sistema di truffa da oltre 1,6 milioni di euro, racconta una situazione in cui la SIC pare aver incassato somme importanti attraverso lo sconto in fattura, lasciando però cantieri incompleti e immobili inabitabili, senza pagare subappaltatori, tecnici e professionisti. Il meccanismo dello sconto in fattura ha permesso alla SIC – secondo le indagini – di accedere e cedere crediti fiscali fittizi, con gravi ricadute economiche e legali.

Alessandra difende con fermezza la figura del padre, spiegando come lui abbia agito da mediatore senza trarre – secondo la stessa – vantaggi economici personali, e sottolinea che non gli vengono contestati reati di riciclaggio, diversamente dalla SIC srl. L’intervista mette in luce la complessità delle responsabilità e la forte amarezza dovuta al tradimento di fiducia e alla gestione illecita dei lavori. Alessandra giustifica la sua scelta di parlare nonostante il clima giudiziario ancora aperto, per evitare fraintendimenti e lasciare spazio a una rappresentazione onesta della vicenda.

Vicenda per la quale il Tribunale di Patti si è dichiarato incompetente per questioni territoriali. Proprio ieri il GIP del Tribunale di Palermo ha confermato questa decisione e ha disposto perquisizioni per approfondire le indagini.

Questa vicenda coinvolge non solo la SIC srl e la sua struttura gestionale, ma anche altri soggetti fra costruttori, tecnici e professionisti asseveratori, rappresentando uno dei casi più controversi legati al superbonus in Sicilia. Il racconto di Alessandra Nigrelli fornisce uno spaccato umano e sociale, andando oltre la cronaca giudiziaria, e mette in evidenza le fragilità del sistema di controlli e le conseguenze per chi ha subito danni economici e morali

INTERVISTA

Può raccontarci cosa è successo con i lavori affidati alla SIC srl e i rapporti con l’impresa?

Ho dato incarico alla SIC srl per l’esecuzione di alcuni lavori a Castel di Tusa su un immobile perfettamente abitabile; la SIC si impegnava ad effettuarli ricorrendo allo strumento dello sconto in fattura. Al raggiungimento del I SAL ha incassato le somme, ed è sparita senza completare i lavori, rendendo la casa completamente inabitabile, non ha pagato né il subappaltatore, né i tecnici né i professionisti coinvolti.

Inoltre, negli ultimi anni ho svolto attività professionale in qualità di esperta in superbonus per conto della SIC srl e per tale attività non ho mai ricevuto alcun compenso, tanto che ho in corso un’azione legale per il recupero delle somme.

Mi può dare delucidazioni sul meccanismo dello sconto in fattura?

La SIC srl si impegnava ad effettuare i lavori attraverso il meccanismo dello sconto in fattura. Ciò vuol dire che i crediti di imposta maturavano direttamente nel cassetto fiscale della Sic, non nel mio, era la SIC l’unico soggetto che poteva procedere alla vendita di tali crediti con conseguente incasso di consistenti somme di denaro o all’utilizzo degli stessi in compensazione per il pagamento delle tasse; ed è ciò che è successo.

Come giustifica la ricezione di fatture per operazioni inesistenti e può dimostrare se i lavori siano stati effettuati?

In realtà non credo si tratti di fatture per operazioni inesistenti. Si parla di lavori mai realizzati ma basta fare una passeggiata per vedere che non è così: nell’immobile di Tusa sono stati realizzati tutti i lavori di consolidamento, i lavori preparatori per l’applicazione del cappotto già acquistato e depositato in cantiere, la sistemazione di tetti, la realizzazione di muretti, la rimozione degli infissi e di tutta la pavimentazione. L’immobile di Nucera è sì allo stato rustico ma è lì, visibile a tutti, nei suoi tre piani e con il cappotto già installato. Quello di Festa Francesco? C’è più traccia della casina rossa?! Immobile demolito, fondazioni fatte, nuovo immobile realizzato con impianti già realizzati e schermature solari già installate. Si tratta di lavori non completati, è vero, ma non di lavori mai realizzati.

Quindi lavori effettuati anche se non completati?

Assolutamente sì. Il D.L. 212 del 2023 stabilisce che le detrazioni del Superbonus non sono soggette a recupero nel caso di mancata ultimazione dell’intervento. Il contributo non spetta solo per la parte di lavori non completati, in questi casi si dovrebbe procedere con una restituzione solo parziale e non dell’intero (come richiesto).

Qual è stato il ruolo di suo padre nei lavori con la SIC srl e come risponde alle accuse di aver agito senza un tornaconto personale?

Il coinvolgimento di mio padre è veramente incredibile e, mi permetta di dirlo, una conseguenza del suo nome. Nell’esclusivo interesse mio, di Festa Francesco e di Serafino Nucera si è adoperato per trovare una società disponibile ad effettuare i lavori che la Sic voleva dare in subappalto ma non aveva abbastanza conoscenze in zona per sapere a chi rivolgersi. E’ vero ha anticipato delle somme in contanti agli operai per permettere l’avviamento del cantiere nell’interesse esclusivo dei committenti. Non ha mai incassato somme, mai incassato crediti, mai avuto alcun tornaconto economico personale. Ritengo doloroso quanto scritto nel decreto di sequestro “non è credibile che si sia speso con energia e impegno, con rischi elevati, solo per favorire un terzo senza alcun guadagno personale” : il guadagno era la realizzazione di una casa per la figlia, per il genero e per il figlio di un caro amico.

Leggendo gli atti del GIP ho notato che a Nigrelli Michele non viene contestato il reato di riciclaggio, di cui unico indagato è la SIC.  Come mai considerando che tale reato è una conseguenza dell’utilizzo/incasso di somme illecite?

Non mi permetto di esprimere considerazioni sul lavoro di altri ma sicuramente mio padre non ha mai ricevuto somme e/o benefici di alcun genere dalla SIC srl o dal Sign. Tarantino, pertanto non poteva essere coinvolto nel reato di riciclaggio

Non teme che parlare in questa fase delicata, con le indagini ancora aperte, possa complicare ulteriormente la sua posizione? Perché’ ha scelto di farsi intervistare?

Sono consapevole che parlare adesso può sembrare una scelta imprudente e qualcuno potrebbe pensare che sarebbe stato meglio il silenzio, le indagini sono ancora in corso e ogni parola può essere interpretata in mille modi. Ma credo che il mio silenzio sarebbe più rischioso: lascerebbe campo libero a supposizioni, illazioni, equivoci e ricostruzioni arbitrarie, dando ad altri la possibilità di parlare al mio posto. Ho scelto di farmi intervistare perché so cosa significa chiamarsi Michele Nigrelli, la mente di ogni truffa e operazione illecita, e sono consapevole che esser la figlia non semplifica le cose, ma è davvero utile questo accanimento?! Ritengo e spero che la verità non possa essere compromessa da una semplice intervista e penso che la mia posizione non si possa complicare per risposte date con la massima onestà. Se verrà visto come un errore? Pazienza! Sarà un errore commesso a voce alta e con dignità.

Dalle sue risposte colgo un po’di amarezza. Vuole esprimere qualche considerazione finale?

La SIC srl che non completa i lavori, incassa, truffa, non paga i consulenti, i collaboratori, i tecnici, i professionisti, le tasse etc etc è stata trattata, almeno nella fase iniziale, al pari se non meglio degli altri soggetti coinvolti che abbiamo avuto soltanto la sfortuna di incontrare il sign. Tarantino e abbiamo commesso l’errore di fidarci di lui. Lei al mio posto non avrebbe amarezza?

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