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Tusa, estate da tutto esaurito. Tudisca: “la sfida è portare i visitatori tutto l’anno”

Sold out in buona parte di luglio e agosto nei 683 posti letto certificati del comune. Castel di Tusa traina l’accoglienza, mentre archeologia, bosco di Tardara e iniziative primaverili e autunnali aprono prospettive oltre la stagione balneare.

A Tusa l’estate riempie le strutture ricettive e rilancia una sfida: trasformare il successo dei mesi balneari in un’opportunità duratura per l’economia locale. Buona parte del mese luglio e buona parte del mese di agosto i 683 posti letto certificati del territorio comunale hanno registrato il tutto esaurito, con gran parte dei visitatori richiamata da Castel di Tusa. Un risultato che conferma l’attrattività del borgo marinaro e invita a guardare alle potenzialità dell’intero territorio.

Castel di Tusa viene spesso definito la “bomboniera” del comune. Un’immagine che ne restituisce la dimensione raccolta e il fascino: le case affacciate sulla costa, la spiaggia, gli scogli e il mare compongono un paesaggio nel quale l’identità marinara è ancora immediatamente riconoscibile.

A consolidarne la reputazione contribuisce la Bandiera Blu, ottenuta ripetutamente da Tusa e confermata anche nel 2026 per il Lungomare, presente nell’elenco ufficiale pubblicato dal Ministero del Turismo. Un riconoscimento che accompagna il richiamo del paesaggio con l’attenzione alla qualità delle acque, all’ambiente e ai servizi per i bagnanti.

La costa è anche la porta d’ingresso a un patrimonio più ampio. Il centro storico, l’area archeologica di Halaesa Arconidea e il bosco di Tardara offrono ragioni per spingersi nell’entroterra e scegliere Tusa in periodi diversi dell’anno.

Sindaco di Tusa Angelo Tudisca

Sindaco Angelo Tudisca, il tutto esaurito estivo è un risultato importante. Come si trasforma in una presenza turistica più continua?

«Continuiamo a lavorare affinché Tusa venga riconosciuta per l’insieme delle esperienze che offre. Il mare è una risorsa straordinaria, ma il nostro territorio merita di essere visitato durante tutto l’anno. Penso al parco archeologico di Halaesa Arconidea, al centro storico e alle attività primaverili e autunnali, che già richiamano numerosi visitatori. Dobbiamo collegare queste opportunità e dare continuità alla proposta: chi arriva per una giornata deve trovare motivi per fermarsi, chi ci conosce in agosto deve poter scegliere di tornare in un’altra stagione. Da questo lavoro possono nascere prospettive più stabili per le strutture ricettive, la ristorazione e le attività locali».

Il passaggio decisivo riguarda la capacità di trasformare l’interesse per un luogo o un’iniziativa in soggiorni. Escursioni ed eventi portano visitatori e alimentano i consumi; quando generano anche pernottamenti, il beneficio si estende. Per questo, accanto alla promozione, contano un calendario coordinato, servizi disponibili e collaborazione tra gli operatori.

L’archeologia offre una motivazione di viaggio che attraversa le stagioni. Tardara permette di conoscere il patrimonio naturalistico attraverso il cammino e le attività all’aperto. Primavera e autunno possono così rafforzare una propria offerta turistica, valorizzando luoghi che restano spesso ai margini delle vacanze balneari.

Trakking bosco Tardara

Quale ruolo può avere il bosco di Tardara e come garantire che la crescita turistica porti benefici all’intera comunità?

«Tardara racconta una Tusa diversa e complementare a quella marinara – continua Tudisca. La partecipazione alle attività organizzate in primavera e in autunno dimostra che esiste un interesse per questo patrimonio. Vogliamo dare continuità alle iniziative, favorendo il collegamento con il paese, l’archeologia e l’accoglienza locale, nel rispetto dei luoghi. Allo stesso tempo, la crescita deve poggiare su condizioni eque. Stiamo lavorando a un progetto obiettivo per individuare gli affitti in nero nelle case vacanze e nelle locazioni brevi. L’intento è tutelare chi opera regolarmente e recuperare risorse dovute al Comune, utili anche a sostenere i servizi per visitatori e residenti».

Il progetto affronta uno degli aspetti meno visibili del successo turistico. L’ospitalità sommersa penalizza gli operatori regolari e rende più difficile conoscere la consistenza effettiva dei flussi, proprio quando questa conoscenza diventa essenziale per organizzare i servizi.

Raccolta dei rifiuti, pulizia, approvvigionamento idrico e manutenzione degli spazi pubblici devono rispondere anche alla domanda di chi soggiorna fuori dai circuiti dichiarati. Far emergere queste presenze significa disporre di un quadro più attendibile e distribuire con maggiore equità i costi dell’accoglienza. Il programma comunale è ancora in preparazione: modalità operative, tempi e risultati permetteranno di valutarne l’efficacia.

Le locazioni brevi regolari possono contribuire allo sviluppo turistico: valorizzano abitazioni, integrano i redditi familiari e ampliano le possibilità di soggiorno. Inserite in un sistema trasparente, affiancano le altre strutture ricettive e aiutano a trattenere sul territorio la ricchezza generata dai visitatori.

Per capire quanto Tusa riesca ad allungare la stagione, occorrerà osservare soprattutto ciò che accade oltre luglio e agosto: quanti ospiti si fermano dopo un’iniziativa autunnale, quanti scelgono un fine settimana di primavera, quanto durano i soggiorni e quali attività ne beneficiano.

Il territorio dispone di risorse capaci di sostenere questa prospettiva. Castel di Tusa, il centro storico di Tusa, Halaesa e Tardara possono diventare tappe di un’unica esperienza, nella quale mare, storia e natura offrono una ragione in più per restare e un’occasione per tornare.

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