Negli ultimi anni, anche a Messina, il West Nile Virus è tornato ciclicamente a destare preoccupazione, specie durante la stagione estiva, quando la proliferazione delle zanzare favorisce la trasmissione della malattia. Sebbene nella maggior parte dei casi l’infezione decorra in maniera lieve o addirittura asintomatica, le possibili complicanze neurologiche, soprattutto nei soggetti più fragili, rendono necessario mantenere alta l’attenzione e promuovere una corretta informazione.
Per fare chiarezza sui reali rischi legati al West Nile, sui sintomi da riconoscere e sulle strategie più efficaci di prevenzione, Quadrochiaro ha raccolto il contributo del Dottore Lorenzo Mondello, già Direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Papardo di Messina. Medico di grande esperienza, specialista in Malattie Infettive, Parassitologia Medica e Patologie del fegato e del ricambio, il Dott. Mondello ha dedicato la sua carriera alla gestione clinica e alla ricerca nel campo delle infezioni virali e parassitarie, diventando un punto di riferimento autorevole sul territorio. Nell’intervista che segue, il professore illustra con linguaggio chiaro e accessibile a tutti i principali aspetti dell’infezione da West Nile.
Quali sono i sintomi più comuni dell’infezione da West Nile e come distinguerli da una normale influenza estiva?
La maggior parte delle persone infette non presenta alcun sintomo, circa il 20%
delle persone contagiate lamenta febbre, mal di testa, probabile nausea e
successivo vomito, ingrossamento dei linfonodi ed esantema cutaneo a morfologia
aspecifica. I bambini accusano, per lo più, febbricola che si risolve spontaneamente
in pochi giorni, mentre nei giovani, più reattivi immunologicamente, la febbre si
manifesta più elevata con congiuntivite, cefalea e dolori muscolari diffusi, con
interessamento soprattutto degli arti inferiori. In definitiva, i sintomi sono
sovrapponibili a quelli della comune sindrome influenzale. Negli anziani, specie in
quelli con grave compromissione del sistema immunitario, i sintomi descritti si
presentano con maggiore gravità a causa dell’interessamento del Sistema Nervoso
Centrale, con un quadro clinico di encefalite.
Qual è il trattamento disponibile per i pazienti con West Nile? Esiste una terapia specifica o solo di supporto?
Non esiste una terapia specifica, ma solo sintomatica. Nei casi complicati da
encefalite si ricorre al protocollo standard per le encefaliti virali.
Il virus può essere trasmesso anche da persona a persona o solo attraverso le
punture di zanzara?
Il virus non si trasmette da persona a persona, tramite il contatto con una persona
infetta. Si trasmette con la puntura della zanzara del genere Culex, diversa da quella
che trasmette la malaria (genere Anopheles). Più improbabile il contagio attraverso
uccelli selvatici.
Quali categorie di persone sono considerate più a rischio di complicanze e devono prestare maggiore attenzione?
Anziani e immunodepressi.
Quali misure di prevenzione sono realmente efficaci contro la puntura delle zanzare e quali repellenti sono consigliati?
Non esiste un vaccino. Utilizzo di repellenti cutanei, abiti coprenti l’intero corpo,
zanzariere, bonificato le raccolte di acqua dolce.
La presenza di un caso a Messina indica un rischio concreto di diffusione locale del virus o si tratta di un episodio isolato?
Nessun rischio per la popolazione!
Esistono programmi di monitoraggio e controllo delle zanzare a livello regionale e come i cittadini possono collaborare attivamente?
Non risulta che esistano piani di monitoraggio e controllo delle regioni, tranne
quelli predisposti dall’Istituto Superiore di Sanità. Ogni cittadino può fare la sua
parte, svuotando tutte le raccolte d’acqua dolce di sua pertinenza, a cominciare dai
sottovasi della fioriere.




