La segnalazione di due cicloturisti e l’iniziativa di Legambiente hanno portato alla luce un’attività di controllo già conclusa. Il deferimento all’autorità giudiziaria risale infatti ad agosto, ma la Capitaneria di porto di Milazzo ne ha dato comunicazione a Legambiente Nebrodi solo pochi giorni fa. L’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Agata di Militello ha svolto gli accertamenti e trasmesso gli atti alla magistratura.
Il ruolo dei cicloturisti
Tutto sarebbe partito da una giovane coppia di cicloturisti veneti, impegnata nel giro della Sicilia in bicicletta. I due, iscritti a Legambiente nella propria città, avrebbero notato gli interventi sul litorale di Torrenova e scattato alcune fotografie. Si sono quindi rivolti alla direzione regionale dell’associazione, che li ha indirizzati al circolo dei Nebrodi.
Da quel contatto è nata la segnalazione alla Guardia Costiera, con la richiesta di verificare la regolarità dei lavori. Nel comunicato che rende nota la risposta della Capitaneria, Legambiente torna a parlare di «scempio», giudizio severo su quanto documentato sulla spiaggia, in aree demaniali a valle della litoranea esistente.
Il deferimento
La richiesta del circolo Legambiente Nebrodi “Tiziano Granata” di Capo d’Orlando riguardava l’accertamento della regolarità degli interventi. L’ufficio marittimo di Sant’Agata di Militello ha condotto una «mirata attività di polizia», conclusa con il «deferimento alla competente Autorità Giudiziaria dell’Amministrazione locale del Comune di Torrenova e del titolare della ditta esecutrice degli interventi, per reati in materia ambientale e demaniale».
Il deferimento porta i fatti all’attenzione della magistratura, ma non costituisce un accertamento di responsabilità. Eventuali profili penali dovranno essere verificati nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza. La lettera non riferisce di decisioni giudiziarie successive.
Cosa resta da chiarire
Restano da chiarire quali interventi siano stati eseguiti sulla spiaggia, quali atti amministrativi li abbiano disposti e di quali autorizzazioni disponessero. Sono informazioni che aiuterebbero la comunità a comprendere la vicenda e permetterebbero all’amministrazione di esporre la propria ricostruzione su basi documentali.
La comunicazione ricevuta da Legambiente non riporta la posizione del Comune né quella dell’impresa; le loro eventuali precisazioni potranno completare il quadro. Intanto, le fotografie di due visitatori e la successiva iniziativa dell’associazione hanno portato all’attenzione pubblica un’attività della Guardia Costiera che aveva già prodotto ad agosto un deferimento alla magistratura.
Il sindaco Castrovinci è solito dedicare ogni settimana un video ai cittadini per illustrare il lavoro svolto dall’amministrazione. Proprio per questa abitudine di dialogo diretto, sarebbe utile che affrontasse anche questa vicenda, chiarendo quali interventi siano stati realizzati sulla spiaggia e con quali atti. Il piano giudiziario e quello politico, infatti, restano distinti: al primo spetta l’accertamento di eventuali responsabilità, nel rispetto della presunzione di innocenza; al secondo spetta il dovere di rendere conto alla comunità di ciò che è stato fatto in suo nome.





