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Sciopero generale in Sicilia, migliaia in piazza a Palermo e Catania contro caro vita e guerra

Il costo della vita, i salari bassi, le difficoltà della sanità e della scuola pubblica, ma anche il rifiuto della guerra e della corsa agli armamenti. Sono i temi che hanno portato oggi, venerdì 30 ottobre, migliaia di persone nelle strade di Palermo e Catania per lo sciopero generale proclamato dall’Unione sindacale di base.

Alla mobilitazione, indetta a livello nazionale per le categorie del lavoro pubblico e privato, hanno aderito anche altre sigle del sindacalismo di base, tra cui Cobas e Cub, insieme a collettivi studenteschi, associazioni e forze politiche. Per i promotori, la giornata di protesta mette insieme rivendicazioni sul lavoro, difesa dei servizi pubblici e opposizione alle politiche di riarmo.

Palermo, il corteo dal Politeama verso il porto

Nel capoluogo siciliano il concentramento è avvenuto in piazza Politeama, da dove il corteo si è mosso attraversando il centro cittadino, con l’obiettivo di raggiungere l’area portuale. Striscioni, bandiere, musica e cori hanno accompagnato la manifestazione, alla quale hanno preso parte lavoratori, studenti, disoccupati e rappresentanti di realtà sociali.

Le stime sulla partecipazione sono differenti e sono cambiate nel corso della mattinata. In un aggiornamento successivo all’avvio del corteo, l’Ansa ha riferito di 5 mila presenze secondo gli organizzatori e 1.500 secondo le forze dell’ordine.

Tra le rivendicazioni emerse a Palermo figurano l’aumento delle risorse per la sanità pubblica, interventi per l’edilizia scolastica e misure capaci di contrastare il peso dei rincari su stipendi e redditi. Nel corteo erano presenti anche bandiere di Potere al Popolo e studenti di alcuni istituti cittadini, in una fase di mobilitazione che nei giorni scorsi ha coinvolto diverse scuole del capoluogo.

A Catania partenza dal porto

Partecipata anche la manifestazione di Catania, dove il concentramento è stato organizzato davanti al porto. Secondo le prime stime riportate da MeridioNews, i partecipanti erano oltre 3 mila per gli organizzatori e circa 2.500 per la Digos.

Da lì il corteo ha imboccato il percorso lungo gli Archi della Marina, in direzione di piazza Stesicoro. La scelta del porto richiama anche la mobilitazione dei lavoratori portuali: l’Usb catanese aveva annunciato nelle scorse settimane la volontà di estendere la protesta a una più ampia giornata di sciopero generale, collegando i temi della guerra e del riarmo a quelli del caro vita e delle condizioni di lavoro.

In vista della manifestazione, l’Amts aveva avvisato gli utenti della possibilità di deviazioni per diverse linee degli autobus nelle strade interessate dal passaggio del corteo.

Salari e servizi pubblici al centro della protesta

A Palermo il responsabile provinciale dell’Usb, Luigi Del Prete, ha contestato la manovra nazionale, giudicandola insufficiente a rispondere alle difficoltà di chi lavora. Il sindacato chiede una diversa distribuzione delle risorse e maggiori investimenti in istruzione, sanità e trasporto pubblico.

La protesta si concentra anche sulle condizioni dei giovani lavoratori. Marco Militello, delegato della federazione del sociale Usb Palermo, ha denunciato la presenza nel territorio di occupazioni pagate pochi euro l’ora, con contratti part-time che, secondo il sindacato, non sempre rispecchiano le ore effettivamente lavorate.

Dalle realtà associative arriva invece l’allarme sulle conseguenze quotidiane dei rincari. Ippolita Basile, di Officina del Popolo, ha richiamato le difficoltà incontrate dalle persone che frequentano lo spazio sociale, descrivendo un malessere legato al costo della vita e alla difficoltà di accedere a servizi adeguati.

Il nodo del lavoro in Sicilia

La questione occupazionale resta una delle fragilità dell’Isola. Secondo i dati Istat riportati dalla Banca d’Italia, nel 2025 il tasso di disoccupazione complessivo in Sicilia era pari al 12,2%. Un dato che va distinto dagli indicatori riferiti ai giovani o alla mancata partecipazione al lavoro, che misurano fenomeni diversi.

Accanto alla ricerca di un’occupazione, la piazza siciliana ha posto il tema della qualità del lavoro: retribuzioni, stabilità contrattuale e possibilità di sostenere le spese essenziali. Questioni che i promotori dello sciopero chiedono di riportare al centro dell’agenda politica nazionale e regionale.

La mobilitazione si inserisce in una giornata di proteste organizzate in numerose città italiane. Per l’Usb, quello di oggi è un passaggio di una vertenza più ampia, destinata a proseguire nei prossimi mesi.

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