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Schifani esclude le dimissioni e punge Minardo: «Non deluderò i siciliani»

Dopo il confronto con Tajani, il presidente conferma la volontà di completare il mandato. Restano le tensioni in Forza Italia, mentre sulla ricandidatura frena: «Il tema non è all’ordine del giorno».

Renato Schifani chiude all’ipotesi delle dimissioni e annuncia che resterà alla guida della Regione Siciliana fino alla conclusione del mandato. Dopo giorni di indiscrezioni e tensioni politiche, il presidente interviene da Palermo con una dichiarazione esplicita: «Onorerò il mio mandato fino al termine e non deluderò i siciliani».

Le parole arrivano a margine dell’incontro “La Sicilia fa scuola”, ai Cantieri Culturali della Zisa, all’indomani del confronto romano con Antonio Tajani. Il segretario nazionale di Forza Italia ha rinnovato la fiducia al governatore, esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto e invitandolo a proseguire nell’attuazione del programma. Un sostegno accompagnato dall’incoraggiamento a Nino Minardo a portare avanti il rinnovamento del partito siciliano.

Schifani descrive il colloquio con Tajani come un incontro tra persone legate da una conoscenza trentennale. Respinge le ricostruzioni su presunti retroscena e sostiene che a Roma si sia svolta un’analisi della situazione politica, in un clima che definisce sereno.

La conferma della permanenza a Palazzo d’Orléans, tuttavia, si accompagna a nuove frecciate verso Minardo. Al commissario regionale di Forza Italia, che lo aveva invitato a non tradire il mandato ricevuto dagli elettori, il presidente risponde rivendicando la propria storia politica e il rispetto delle istituzioni.

«Io l’etica politica la conosco», afferma Schifani, respingendo al mittente il richiamo del commissario. Una replica che lascia emergere quanto il confronto interno al partito resti aperto, anche dopo il passaggio romano.

Il governatore invita quindi Minardo a dedicarsi alla presenza di Forza Italia sul territorio, girando la Sicilia in vista delle prossime amministrative. Nel farlo, sottolinea che l’incarico parlamentare del commissario limita il tempo a disposizione per la guida del partito e richiama il risultato del 23 per cento ottenuto dagli azzurri nell’Isola alle ultime elezioni europee.

Non manca un giudizio critico sulla situazione nazionale di Forza Italia. Interpellato sullo stato di salute del partito, Schifani premette di seguirne le vicende soprattutto dall’esterno, essendo concentrato sull’attività in Sicilia. Poi aggiunge una valutazione netta: «Non è eccezionale».

La decisione di completare il mandato non scioglie, invece, la questione della ricandidatura. Su questo punto il presidente evita di anticipare scelte e considera prematuro il confronto sul possibile bis alle regionali del 2027.

«Il tema della mia ricandidatura non è all’ordine del giorno», chiarisce. Secondo Schifani, discutere già adesso delle candidature sottrae attenzione ai problemi della Sicilia e all’attività dell’esecutivo. Il governatore lamenta, in particolare, che le polemiche politiche finiscano per oscurare i risultati che rivendica per il proprio governo.

Un altro passaggio riguarda le nomine negli organismi di sottogoverno. Il presidente annuncia criteri più rigorosi e controlli più approfonditi, richiamando la necessità di rafforzare le verifiche anche alla luce delle vicende recenti. Per alcuni incarichi non esclude di richiedere un parere all’anticorruzione: una possibilità prospettata per accompagnare le future scelte, sulla quale non fornisce ulteriori dettagli operativi.

Nel suo intervento dedicato alla scuola, Schifani pone infine l’accento sul rapporto tra formazione e occupazione. L’obiettivo dichiarato è consentire ai giovani di trasformare le competenze acquisite in opportunità concrete di lavoro, attraverso il sostegno agli investimenti e alle imprese.

Il presidente ringrazia dirigenti scolastici, insegnanti e personale della scuola, riconoscendo il valore del loro lavoro anche in condizioni difficili. Ammette che restano problemi da affrontare e sostiene che alle preoccupazioni dei ragazzi la politica debba rispondere con risultati concreti. L’impegno indicato è costruire condizioni che permettano ai giovani di studiare, lavorare e progettare il proprio futuro in Sicilia, senza essere costretti a lasciare la propria terra.

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