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Santo Stefano di Camastra, la ceramica punta alla tutela europea: presentato a Roma il progetto contro le imitazioni

Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’incontro con il direttore generale dell’OMPI, Daren Tang. Il percorso coinvolgerà i laboratori stefanesi nella costruzione del disciplinare e di un’associazione di produttori.

Proteggere il nome della Ceramica di Santo Stefano di Camastra, difendere il lavoro degli artigiani dalle imitazioni e dare maggiore forza a una produzione che custodisce oltre tre secoli di storia. È l’obiettivo del progetto pilota WIPO-UIBM, presentato oggi, 14 ottobre, a Roma, nella Sala delle Ceramiche del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Per la cittadina dei Nebrodi si apre un percorso che punta a trasformare il legame tra manifattura, territorio e tradizione in una tutela riconosciuta a livello europeo. Il riconoscimento non è ancora stato ottenuto: il progetto servirà ad accompagnare i produttori nella preparazione degli strumenti necessari per richiederlo, attraverso un lavoro che interesserà direttamente le botteghe e gli operatori del settore.

All’incontro hanno partecipato il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale, Daren Tang, il capo del Dipartimento Mercato e Tutela, Amedeo Teti, rappresentanti dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, del Ministero degli Affari Esteri e delle delegazioni istituzionali coinvolte. A rappresentare Santo Stefano di Camastra erano il sindaco Francesco Re e l’assessore all’Artigianato Agostino Pellegrino.

A illustrare il progetto è stato l’esperto OMPI Fabrizio Monticelli. Secondo quanto comunicato dal Comune, si tratta del primo progetto in Europa sostenuto dall’OMPI nell’ambito del nuovo sistema di tutela delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali.

Il percorso guarda all’Indicazione Geografica europea per i prodotti artigianali e industriali prevista dal Regolamento UE 2023/2411. L’obiettivo dichiarato è proteggere il nome “Ceramica di Santo Stefano di Camastra” in tutta l’Unione europea, contrastandone le imitazioni e gli utilizzi impropri.

Una prospettiva che tocca un punto centrale per il futuro del comparto: rendere riconoscibile il valore di una produzione legata al territorio e al sapere dei suoi artigiani. Per Santo Stefano, la ceramica rappresenta infatti insieme un’attività economica, un patrimonio culturale e uno degli elementi più forti dell’identità cittadina. La tutela del nome punta a rafforzare questa relazione, offrendo alle imprese locali maggiori possibilità di valorizzare il proprio lavoro.

Il programma, la cui conclusione è prevista per dicembre 2027, comprende la mappatura dei laboratori, attività formative rivolte agli operatori, la definizione di una struttura associativa dei produttori e la redazione del disciplinare di produzione necessario al percorso di riconoscimento.

Sarà soprattutto in questi passaggi che il progetto dovrà tradursi in un lavoro condiviso. Censire le realtà produttive consentirà di delineare il quadro del settore; raccogliere le esigenze degli artigiani servirà a individuare le priorità; costruire una rappresentanza dei produttori e un disciplinare richiederà un confronto sulle caratteristiche della ceramica da tutelare.

La scadenza del dicembre 2027 riguarda dunque il completamento delle attività progettuali annunciate e non va confusa con una data già fissata per l’ottenimento dell’Indicazione Geografica.

Il lavoro sul territorio è già cominciato. Una prima missione tecnica si è svolta il 6 e 7 ottobre, con visite ai laboratori ceramici, al Museo della Ceramica e all’Istituto d’Arte per la Ceramica, oltre a un confronto diretto con gli artigiani locali. Un avvio che ha coinvolto produzione, conservazione del patrimonio e formazione: tre dimensioni strettamente legate alla continuità della tradizione stefanese.

Nelle prossime settimane i laboratori saranno chiamati a partecipare alle attività di censimento e alla raccolta dei fabbisogni. Il coinvolgimento degli operatori sarà decisivo per dare al percorso una base concreta, capace di rappresentare le caratteristiche e le necessità delle imprese.

Al termine dell’incontro romano, il sindaco Francesco Re ha consegnato a Daren Tang un piatto in ceramica realizzato a Santo Stefano di Camastra, simbolo della produzione che il progetto intende valorizzare e proteggere.

«Portare la nostra ceramica all’attenzione della OMPI rappresenta un riconoscimento prestigioso del lavoro svolto da generazioni di artigiani. Il Comune sosterrà con convinzione questo percorso perché tutelare il nome di Santo Stefano di Camastra significa difendere il nostro patrimonio culturale, rafforzare la competitività delle imprese e creare nuove opportunità di sviluppo per il territorio», ha dichiarato Re.

Dopo la presentazione istituzionale, il passaggio centrale sarà quindi nelle botteghe: coinvolgere i produttori e costruire regole condivise per sostenere la richiesta di tutela europea. È su questo lavoro che si misurerà la possibilità di trasformare l’attenzione internazionale ricevuta a Roma in un risultato concreto per la ceramica stefanese.

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