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Armao, anche la Corte dei conti indaga: sequestrati in Regione i documenti sulle consulenze

Si apre un nuovo fronte giudiziario sul caso Gaetano Armao. La Procura regionale della Corte dei conti ha avviato un’inchiesta sui compensi percepiti dall’avvocato per l’attività di consulente del presidente della Regione Siciliana. I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo hanno sequestrato negli uffici regionali la documentazione relativa ai contratti e agli incarichi. Al centro degli accertamenti entrano così i rapporti economici tra l’amministrazione e l’ex vicepresidente della Regione.

L’iniziativa della magistratura contabile si affianca all’indagine penale per presunta corruzione condotta dalla Squadra mobile e coordinata dalla Procura di Palermo. Due procedimenti che riguardano la stessa figura, ma che devono essere tenuti distinti: l’apertura del fascicolo sui compensi non equivale all’accertamento di irregolarità, né consente, sulla base delle informazioni finora disponibili, di indicare somme da restituire o un danno erariale già quantificato.

Armao aveva ricoperto contemporaneamente l’incarico di consulente del governatore Renato Schifani e quello di presidente della Commissione tecnica specialistica, la Cts. Dalla consulenza si è dimesso dopo l’emersione dell’inchiesta penale; la presidenza della Commissione era invece terminata ad agosto e non era stata rinnovata. Secondo quanto riportato da LiveSicilia, i compensi dei due incarichi, complessivamente considerati, superavano i 100 mila euro annui: una cifra riferita alla remunerazione delle funzioni, che non va confusa con un importo contestato dalla magistratura contabile.

Il ruolo della Cts aiuta a comprendere la rilevanza istituzionale della vicenda. La Commissione interviene nelle valutazioni ambientali dei progetti sottoposti alla Regione, attraverso pareri che incidono sull’iter di investimenti anche molto consistenti. Secondo i dati pubblicati dall’amministrazione regionale, nel 2025 aveva esaminato 1.106 pratiche, esprimendo 865 pareri positivi relativi a investimenti per oltre sette miliardi di euro. Sono numeri che descrivono il peso dell’organismo, senza implicare alcuna irregolarità nelle pratiche esaminate.

Nell’inchiesta penale, gli investigatori ipotizzano che Armao abbia utilizzato il proprio ruolo e la propria influenza per favorire interessi privati in cambio di denaro. Tra gli ambiti al centro delle ricostruzioni investigative figurano i progetti nel settore delle energie rinnovabili e le attività legate alle cure palliative. Si tratta di ipotesi accusatorie, sulle quali le difese hanno presentato contestazioni e ricostruzioni alternative.

Armao ha respinto gli addebiti. Comparso davanti alla gip il 13 ottobre, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande, rendendo però dichiarazioni spontanee e depositando una memoria difensiva di circa 250 pagine. Secondo la sua versione, il denaro ricevuto dall’avvocato Pierluigi Matta, legato a lui da una conoscenza quarantennale, sarebbe riconducibile a prestiti personali o ad anticipazioni per attività professionali svolte insieme. La difesa ha contestato anche la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, sollevando rilievi su alcune intercettazioni.

Anche Matta ha respinto le accuse attraverso dichiarazioni spontanee e memorie. I suoi legali hanno contestato la corrispondenza tra alcuni passaggi delle trascrizioni e le registrazioni originali. Elementi che rientrano nel materiale ora sottoposto alla valutazione della giudice.

Conclusa la fase degli interrogatori preventivi, si attende la decisione della gip Giuseppa Zampino sulle richieste di misure cautelari avanzate dalla Procura. La giudice si è riservata di esaminare le dichiarazioni e la documentazione depositata dalle difese. Le richieste dei pubblici ministeri restano quindi distinte dai provvedimenti che potranno essere adottati.

Il nuovo fascicolo porta intanto l’attenzione sui contratti di consulenza e sulle risorse pubbliche impiegate per remunerarli. La documentazione acquisita costituisce il punto di partenza degli accertamenti: soltanto i successivi sviluppi potranno chiarire quali specifici rilievi, se ve ne saranno, emergeranno sul piano contabile. Sul versante penale, le accuse rimangono da verificare e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza.

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