Si è celebrato e concluso dinanzi al Tribunale di Patti – Collegio penale – il processo a carico di C.G., di anni 47, accusato di maltrattamenti in famiglia ai danni della ex convivente.
La donna si era rivolta ai Carabinieri di Caronia denunciando gravissimi episodi di aggressione subiti nel corso della convivenza. A seguito dell’attività di indagine, l’imputato è stato citato a giudizio con l’accusa di aver sottoposto la compagna a continue vessazioni psicologiche e verbali.
Secondo l’accusa formulata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti, l’uomo, nel corso della relazione durata due anni, avrebbe minacciato e aggredito verbalmente e fisicamente la compagna, anche in presenza dei figli minori.
Nel dibattimento, dopo le testimonianze della persona offesa, dei figli e di altri testimoni, il Pubblico Ministero ha chiesto la condanna dell’imputato a due anni ed un mese di reclusione.

La difesa, rappresentata dall’Avv. Daniele Corrao, ha sostenuto che non ricorrevano i presupposti e gli elementi del reato specifico e grave contestato. Durante il processo sono emerse criticità nel rapporto di coppia, evidenziando la genericità del racconto della persona offesa e sostenendo che gli episodi erano conseguenza di conflittualità reciproca.
L’Avv. Corrao ha sottolineato che le condotte contestate non erano idonee a provocare uno stato di soggezione o prevaricazione, elementi essenziali del reato di maltrattamenti, ma rappresentavano scontri e liti in un clima di alta animosità.
Inoltre, la difesa ha evidenziato l’assenza del requisito della abitualità delle condotte, trattandosi di episodi isolati nel tempo e mai in presenza dei figli, chiedendo l’esclusione della relativa aggravante.
Il Collegio penale del Tribunale di Patti – Presidente dott.ssa Monica Marino, a latere dott.ssa Ceccon e dott.ssa Vona – ha accolto le richieste della difesa, assolvendo l’imputato dal reato di maltrattamenti in famiglia aggravati per insussistenza del fatto. È stato invece riconosciuto un solo episodio di percosse, per il quale è stata comminata una multa di 300 euro.
Sono previsti novanta giorni per il deposito delle motivazioni.




