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Bimba morta per difterite a Palermo, genitori indagati per omicidio colposo

La Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati i genitori di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di quattro anni morta giovedì scorso all’ospedale Civico dopo avere contratto la difterite. L’ipotesi di reato è omicidio colposo per omissione.

L’inchiesta, coordinata dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro e dal procuratore Maurizio de Lucia, dovrà accertare se la mancata vaccinazione obbligatoria abbia avuto un ruolo determinante nella morte della piccola. Secondo quanto emerso finora, i genitori avrebbero scelto di non vaccinarla perché convinti che un vaccino avesse provocato l’autismo in un familiare.

L’iscrizione dei due coniugi nel registro degli indagati costituisce un atto di garanzia: consentirà loro di nominare difensori e consulenti in vista dell’autopsia, prevista mercoledì 26 agosto all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo. Sarà l’esame autoptico a chiarire definitivamente le cause del decesso e il rapporto tra la malattia, l’assenza di copertura vaccinale e la morte.

Anche gli altri figli della coppia non sarebbero stati vaccinati e hanno ricevuto la profilassi dopo la morte della sorella. Parallelamente, la Procura per i minorenni, guidata da Claudia Caramanna, ha aperto un fascicolo civile per valutare la responsabilità genitoriale e disposto verifiche urgenti nelle scuole materne ed elementari della zona nord di Palermo.

Il cuginetto positivo sta migliorando

È risultato positivo alla difterite anche un cuginetto di Anna Rosa, ricoverato all’Ospedale dei Bambini. Il direttore sanitario dell’Arnas Civico, Domenico Cipolla, ha riferito che il piccolo sta migliorando e presenta immunoglobuline antidifteriche in quantità protettiva. Rimane in isolamento e sotto osservazione.

Sulla sua storia vaccinale sono circolate inizialmente informazioni contrastanti. Le ricostruzioni più recenti riferiscono che il bambino avrebbe ricevuto i primi cicli vaccinali; gli inquirenti stanno comunque acquisendo la documentazione necessaria per ricostruire con certezza il suo stato di immunizzazione.

Le indagini riguardano anche la presenza di altri minori non vaccinati nell’ambito familiare e nel quartiere, per valutare eventuali rischi per la salute pubblica e ricostruire la catena dei contagi.

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