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Capo d’Orlando senz’acqua, Ingrillì attiva il C.O.C.: autobotti per scongiurare il blackout idrico

Portata drasticamente ridotta dalla sorgente di Favara, condotte datate e oltre 50 mila presenze in città. Il Comune corre ai ripari con autobotti e interventi in somma urgenza, mentre l’emergenza riapre il tema della fragilità della rete idrica.

CAPO D’ORLANDO – L’acqua torna a scorrere a singhiozzo in alcune zone di Capo d’Orlando, ma l’emergenza resta alta. A Scafa alta l’erogazione è stata parzialmente ripristinata, mentre la rete idrica cittadina continua a fare i conti con una drastica riduzione della portata. I disagi interessano diverse aree e, nel pieno della stagione turistica, il rischio è quello di un vero e proprio blackout idrico.

Di fronte alla situazione, il sindaco Franco Ingrillì ha firmato l’ordinanza n. 57 dell’8 agosto, dichiarando lo stato di emergenza e disponendo l’attivazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), la struttura prevista dal Piano comunale di Protezione civile chiamata a coordinare gli interventi nelle situazioni di particolare criticità.

Il nodo della sorgente di Favara e delle vecchie condotte

All’origine dell’emergenza c’è il malfunzionamento dell’approvvigionamento proveniente dalla sorgente di Favara, nel territorio di Torrenova, che alimenta la rete idrica orlandina. La portata risulta drasticamente ridotta e a rendere ancora più complicata la situazione contribuiscono le condizioni delle condotte comunali, ormai datate e non più in grado, nelle attuali condizioni, di assicurare un flusso sufficiente verso i serbatoi delle zone collinari. Una combinazione particolarmente critica in questi giorni, quando la domanda d’acqua raggiunge i livelli più elevati dell’anno.

Autobotti per alimentare i serbatoi di Scafa e Certari

Per evitare il collasso del sistema, il Comune ha fatto ricorso alle autobotti messe a disposizione da enti locali e ditte private, utilizzate per rifornire i serbatoi di Scafa e Certari. Un’operazione che sta consentendo di garantire almeno una parziale continuità nell’erogazione. Gli autisti coinvolti hanno assicurato immediata disponibilità, permettendo di tamponare una situazione che, senza l’approvvigionamento straordinario, avrebbe potuto assumere proporzioni ancora più pesanti.

Capo d’Orlando sotto pressione: oltre 50 mila presenze

A pesare sull’emergenza c’è anche il boom di presenze tipico del periodo estivo. In questi giorni, tra residenti, turisti e proprietari di seconde case, Capo d’Orlando supera le 50 mila presenze, arrivando a moltiplicare più volte la propria popolazione ordinaria. Hotel, B&B, case vacanze e abitazioni sono occupati e il fabbisogno idrico cresce inevitabilmente. In un sistema già sottoposto a forte pressione, anche una significativa riduzione dell’approvvigionamento può quindi trasformarsi rapidamente in una crisi diffusa.

C.O.C. attivo e interventi in somma urgenza

Con l’ordinanza viene autorizzato anche il ricorso alle procedure previste dall’articolo 140 del decreto legislativo 36/2023, relativo agli interventi in somma urgenza. Il C.O.C. avrà il compito di coordinare il monitoraggio della rete e le operazioni di rifornimento attraverso le autobotti, con l’obiettivo di scongiurare l’interruzione generalizzata del servizio e fornire supporto ai cittadini e alle strutture ricettive delle aree maggiormente colpite.

Legambiente: «Il problema viene da lontano»

Sulla vicenda è intervenuta anche Legambiente Nebrodi, che sui social ha posto l’accento sulle fragilità strutturali del sistema: condotte vecchie, manutenzione insufficiente e una rete che mostra difficoltà a sostenere i picchi di domanda estivi.

Secondo l’associazione, l’emergenza di questi giorni non dovrebbe essere letta esclusivamente come un episodio contingente. Senza una programmazione strutturale e investimenti capaci di rendere il sistema più efficiente e resiliente, situazioni del genere rischiano infatti di trasformarsi nella “nuova normalità” delle estati orlandine.

L’emergenza riapre il problema strutturale

La crisi arriva mentre la Regione Siciliana ha avviato interventi per la modernizzazione delle infrastrutture fognarie e depurative, con investimenti che interessano anche Capo d’Orlando.

Ma quanto sta accadendo in questi giorni mette soprattutto in evidenza un problema che va oltre la gestione dell’emergenza: una località turistica che in agosto supera le 50 mila presenze non può permettersi che l’equilibrio dell’approvvigionamento idrico dipenda da una rete vulnerabile e dal ricorso alle autobotti.

L’attivazione del C.O.C. serve adesso a evitare il peggio. Superata la fase critica, però, resterà da affrontare la questione più importante: capire quali interventi strutturali siano necessari affinché la prossima estate Capo d’Orlando non si ritrovi nuovamente a fare i conti con la stessa emergenza.

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