Nuova tegola giudiziaria per l’ex presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS), Gianfranco Miccichè, condannato dai giudici della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per danno erariale. La magistratura contabile ha stabilito che l’esponente politico dovrà risarcire l’amministrazione pubblica con 31.103 euro. A questa cifra si aggiungono altri 11.660 euro da pagare in solido con il suo storico autista, Maurizio Messina.
Dettagli della sentenza
Al centro del procedimento l’utilizzo improprio e sistematico dell’auto di rappresentanza per fini strettamente personali durante il mandato di Miccichè alla guida di Palazzo dei Normanni. Il verdetto, dunque, colpisce duramente anche il dipendente dell’ARS Maurizio Messina, l’ex autista, è stato condannato a versare singolarmente 13.591 euro (somma che segue un’altra condanna inflittagli di recente per danno d’immagine all’istituzione). Le spese legali, quantificate in 1.669 euro, gravano su entrambi i condannati e dovranno essere restituite allo Stato.
I viaggi contestati: dalla spesa alla droga
Le indagini condotte dalla Procura regionale della Corte dei Conti hanno portato a galla decine di trasferte totalmente estranee ai compiti istituzionali. Secondo i giudici, l’auto blu veniva impiegata come un mezzo privato sulla tratta Palermo-Cefalù per trasportare non solo i familiari del politico e il personale della sua segreteria, ma anche generi alimentari, piante e farmaci. Lo scenario più grave emerso dall’inchiesta riguarda però sette specifici episodi nei quali la vettura di servizio sarebbe stata utilizzata per andare a acquistare sostanze stupefacenti.
Il fronte penale
La condanna contabile rappresenta solo il primo capitolo giudiziario di questa vicenda. I medesimi fatti sono infatti al vaglio della magistratura ordinaria: Gianfranco Miccichè dovrà presto affrontare un processo penale in cui è chiamato a difendersi dalle pesanti accuse di peculato e truffa.





