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Enna verso il quarto Policlinico siciliano: un milione per il progetto

Via libera dell’Ars al finanziamento. Al centro del percorso l’Università Kore e l’ospedale Umberto I. Crisafulli: «Sarà il policlinico dell’area interna».

Un milione di euro per avviare la progettazione del quarto Policlinico universitario della Sicilia e rafforzare il rapporto tra assistenza ospedaliera e formazione medica. Il voto dell’Assemblea regionale imprime un’accelerazione a un percorso atteso da anni, con l’obiettivo di costruire a Enna un polo sanitario universitario al servizio della Sicilia centrale. Il coinvolgimento delle strutture di Caltanissetta rientra nella prospettiva annunciata dal sindaco Mirello Crisafulli.

«Sarà il policlinico dell’area interna – ha dichiarato Crisafulli in conferenza stampa – coinvolgeremo anche le strutture di Caltanissetta perché il Policlinico di Enna è destinato a tutta l’area interna». Un’apertura che attribuisce al progetto una dimensione sovraprovinciale: nelle intenzioni del sindaco, il futuro assetto dovrà rispondere ai bisogni di un territorio più ampio rispetto al solo capoluogo ennese.

La disponibilità dell’Azienda sanitaria provinciale è stata confermata dal direttore sanitario Mario Zappia, che ha spiegato come le risorse stanziate per l’anno in corso serviranno a progettare le azioni essenziali alla nascita del Policlinico.

Il contenuto finanziario del provvedimento permette di precisare la portata del passaggio parlamentare. L’articolo 77 del disegno di legge 1200/A, nel testo pubblicato sul sito dell’Ars, prevede un milione di euro per l’esercizio 2026 in favore dell’Asp di Enna, destinato a tre finalità: progettazione del quarto Policlinico universitario, rafforzamento della formazione medica e potenziamento delle dotazioni tecnologiche dell’ospedale Umberto I. Il finanziamento riguarda dunque la preparazione del progetto e il rafforzamento del sistema esistente; tempi e organizzazione dell’effettiva operatività dovranno trovare definizione nei passaggi successivi.

Il percorso legislativo ha una storia precedente all’annuncio di queste ore. Già l’articolo 41 della legge regionale 22 febbraio 2023, numero 2, aveva affidato all’assessore alla Salute, d’intesa con l’assessore all’Istruzione e con le università interessate, la predisposizione degli atti necessari ad attivare le procedure per la costituzione del quarto Policlinico regionale. Quella norma indicava l’obiettivo generale; il nuovo stanziamento richiama espressamente Enna e individua nell’Asp il destinatario delle risorse.

Un ruolo centrale spetta all’Università Kore, dove è attivo il corso di laurea magistrale in Medicina e chirurgia. Il collegamento con l’Umberto I ha già una base concreta: nei documenti dell’ateneo, l’ospedale ennese è individuato come struttura principale di riferimento per l’integrazione delle attività di didattica, ricerca e assistenza. La prospettiva del Policlinico si inserisce quindi in una collaborazione già avviata, che il nuovo percorso punta a consolidare.

Sul piano politico, il deputato regionale Fabio Venezia ha attribuito il risultato al lavoro condotto insieme all’amministrazione comunale, alla Kore e all’Asp, sottolineando il sostegno delle forze parlamentari. L’assessore regionale Francesco Colianni ha invece rivendicato l’impegno del governo Schifani e della maggioranza, presentando il finanziamento come un investimento sulla sanità e sulla formazione nelle aree interne.

Resta da tradurre in un modello organizzativo l’apertura verso Caltanissetta. L’annuncio di Crisafulli indica una volontà di collaborazione, ma nelle informazioni consultate non sono specificati quali strutture e reparti nisseni saranno coinvolti, con quali funzioni e attraverso quali accordi. Anche il calendario di attivazione e il fabbisogno complessivo di personale e risorse restano aspetti da chiarire.

Per i cittadini, il valore del progetto si misurerà nella capacità di ampliare le prestazioni disponibili, rendere più accessibili le cure e creare condizioni favorevoli alla presenza di professionisti e ricercatori. Sono le potenzialità di un’integrazione più stretta tra università e ospedale: perché diventino risultati verificabili serviranno una programmazione dei servizi, finanziamenti adeguati e tempi definiti.

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