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San Giorgio, vent’anni senza acqua potabile: nuova diffida al Comune e appello alla Prefettura

Il 12 settembre avevamo documentato un’accesa assemblea cittadina sul problema dell’acqua potabile nella frazione San Giorgio di Gioiosa Marea, svoltasi il giorno precedente e promossa da un gruppo di cittadini, tra cui l’ing. Antonio Vincenti.

A seguito della riunione, l’ing. Vincenti si è fatto promotore dell’invio, il 17 settembre, di quattro PEC indirizzate al Comune di Gioiosa Marea, all’ASP di Messina e alla Protezione Civile regionale, per richiedere informazioni e interventi sulla persistente non potabilità dell’acqua.

La risposta del Comune

Il Comune è stato l’unico ente a rispondere nei termini previsti, ribadendo la continuità del divieto dal 2006 e fornendo alcune informazioni sul funzionamento del potabilizzatore e sullo stato degli interventi. La risposta, tuttavia, non chiarisce compiutamente le ragioni tecniche dell’ultima ordinanza, la n. 76 del 17 settembre 2026.

Il provvedimento conferma infatti il divieto di utilizzo potabile delle acque del serbatoio di San Giorgio, vigente dal 15 settembre 2006, richiamando la non conformità dell’acqua ai limiti di legge, senza indicare puntualmente quali parametri risultino fuori limite, con quali valori e sulla base di quali analisi.

Nella nota comunale, il responsabile del Settore Tecnico precisa che il divieto di utilizzo potabile non è mai stato revocato e che le successive ordinanze hanno mantenuto la misura «in via prudenziale e cautelativa». La stessa nota collega il rendimento del potabilizzatore alla salinità delle acque provenienti dai pozzi Palazzetto e Sena, influenzata anche dall’andamento delle piogge.

I rapporti di prova

Il Comune allega inoltre tre rapporti di prova, dai quali emergono differenze significative tra due punti di campionamento:

I DATI DEI RAPPORTI DI PROVA

ParametroIn ingresso al serbatoioIn uscita dal serbatoio
Conduttività852 µS/cm1.897 µS/cm
Durezza6,8 °F39,9 °F

Dati che meritano un approfondimento tecnico per comprenderne le cause e verificare le condizioni effettive dell’acqua distribuita. I rapporti, pur dichiarando la conformità rispetto ai parametri analizzati, non riportano tra questi cloruri, sodio e solfati, particolarmente rilevanti per approfondire il problema della salinità.

Pozzi, rendimento e cronoprogramma

La nota riferisce inoltre che i nuovi pozzi Cicero e Gilormo e la riattivazione del pozzo Currò non sono ancora entrati in esercizio, poiché i lavori risultano in corso e non consegnati al Comune. Il rendimento idrico indicato nei prospetti comunali presenta valori mensili compresi, nel 2025, tra circa il 31% e il 46%.

Di fatto, però, la risposta non contiene un cronoprogramma degli interventi necessari a superare definitivamente il divieto di utilizzo potabile, elemento essenziale per dare ai cittadini una prospettiva concreta.

Per dovere di cronaca, va ricordato che il problema dell’acqua salmastra a San Giorgio precede di molti anni l’insediamento dell’attuale amministrazione La Galia. Diverse amministrazioni hanno affrontato la questione senza riuscire a risolverla definitivamente. Per i cittadini, tuttavia, il problema resta quotidiano, indipendentemente da chi abbia amministrato il Comune nel corso degli anni.

Alla risposta parziale del Comune si aggiunge il mancato riscontro dell’ASP e della Protezione Civile regionale alle richieste di informazioni ambientali, nonostante il decorso del termine ordinario di 30 giorni.

Le nuove iniziative

Si è quindi deciso di procedere con una nuova fase di iniziative amministrative. Il 21 ottobre l’ing. Vincenti ha trasmesso quattro nuove comunicazioni ufficiali:

LE QUATTRO COMUNICAZIONI DEL 21 OTTOBRE

Comune di Gioiosa Marea: diffida per l’attivazione, entro 48 ore dalla ricezione, di un approvvigionamento sostitutivo di acqua potabile e richiesta di un programma per il ripristino della potabilità entro il 30 ottobre.

ASP di Messina: richiesta urgente di valutazione sanitaria aggiornata, individuazione delle eventuali non conformità, dei provvedimenti correttivi e delle condizioni necessarie per revocare il divieto.

Protezione Civile regionale: richiesta di verifica dello stato degli interventi ME_18 e ME_19, finanziati complessivamente per 164.780 euro, con particolare attenzione all’aggiudicazione del secondo stralcio e alla continuità dei finanziamenti in vista delle scadenze previste.

Prefettura di Messina: richiesta di promuovere urgentemente un tavolo tecnico tra gli enti competenti, con impegni, responsabilità e scadenze verbalizzate.

Dopo vent’anni di divieto, la comunità di San Giorgio attende una soluzione che vada oltre la reiterazione delle ordinanze e le dichiarazioni di intenti. La nuova iniziativa punta a trasformare le richieste dei cittadini in un percorso amministrativo concreto, con atti ufficiali, responsabilità individuate e tempi verificabili.

L’obiettivo dichiarato non è alimentare uno scontro con le istituzioni, ma ottenere finalmente il ripristino di un servizio essenziale: l’acqua potabile nelle case dei cittadini di San Giorgio.

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