A poche centinaia di metri dal Muro della Bellezza di Fiumara d’Arte c’è chi continua a costruire il proprio monumento all’inciviltà. Elettrodomestici, vecchi mobili, sacchetti e residui alimentari: in contrada Rocca d’Aquila, nel territorio di Mistretta, lungo la strada provinciale 176, si ripresenta lo spettacolo indecente di una discarica a cielo aperto.
Uno sfregio al paesaggio e a chi quel territorio lo abita, lo attraversa e prova a mantenerlo dignitoso. Perché un vecchio mobile sul ciglio della strada non ci arriva da solo. Qualcuno lo carica, lo trasporta e sceglie di abbandonarlo. È un gesto deliberato: liberare casa propria scaricando sulla collettività il peso della propria maleducazione.
Il Comune di Mistretta, nel recente passato, è intervenuto più volte per bonificare l’area. Eppure, a breve distanza dalle operazioni di pulizia, i rifiuti sono tornati ad accumularsi, in una situazione descritta come persino peggiore della precedente. Una sequenza esasperante: qualcuno sporca, il Comune ripulisce e qualcun altro ricomincia. Con risorse e lavoro impiegati per rimediare a comportamenti che non hanno alcuna giustificazione.

Adesso, però, al degrado si aggiunge un problema concreto di sicurezza. I residui alimentari attirano ogni sera maiali selvatici, che rovistano tra i sacchetti e trascinano la spazzatura fino alla sede stradale. La vicinanza di una curva rende la loro presenza particolarmente insidiosa per chi percorre la provinciale: gli automobilisti possono trovarsi davanti animali e rifiuti con poco spazio per reagire.
Chi scarica avanzi di cibo in quel punto contribuisce dunque a creare una situazione che può avere conseguenze ben più gravi dello spettacolo offerto ai passanti. Una frenata improvvisa, una sterzata per evitare un animale, un ostacolo incontrato all’uscita della curva: non occorre aspettare un incidente per prendere sul serio il pericolo.
E sia chiaro, la colpa non è certo dei maiali selvatici: loro seguono il richiamo del cibo. La responsabilità di aver trasformato quel tratto di strada in un punto di attrazione per gli animali appartiene ad altri “maiali”: quelli che abbandonano gli scarti.
La vicinanza al Muro della Bellezza rende il contrasto ancora più amaro. Da una parte un’opera d’arte, dall’altra elettrodomestici, scarti e immondizia. Ma il rispetto dei luoghi dovrebbe valere ovunque, anche lontano da monumenti e itinerari culturali. Nessuna contrada è un retrobottega dove nascondere ciò che non si vuole più tenere in casa.
Le bonifiche restano necessarie, ma la loro ripetizione dimostra che da sole non bastano. Servono controlli mirati, strumenti di vigilanza adeguati e sanzioni nei confronti dei responsabili individuati. Chi continua a scaricare deve smettere di considerare quel posto una comoda soluzione e la pulizia pubblica un servizio a disposizione della propria inciviltà.




