La Procura ha chiesto misure cautelari per nove indagati. Il Gip si pronuncerà dopo gli interrogatori preventivi, fissati tra il 12 e il 13 ottobre. Le accuse sono ancora provvisorie e tutti gli indagati sono presunti innocenti.
Il 2 ottobre la Procura di Palermo ha disposto perquisizioni in abitazioni, studi legali e uffici pubblici nell’ambito di un’indagine per corruzione. La Procura ha spiegato che le perquisizioni servivano a evitare la dispersione delle prove dopo la notifica degli inviti a rendere interrogatorio preventivo, connessi alla richiesta di misure cautelari. Si tratta dunque di richieste ancora sottoposte alla valutazione del Gip: al momento non risulta che il giudice abbia disposto gli arresti. Per Gaetano Armao l’interrogatorio è fissato il 13 ottobre; gli altri sono convocati tra il 12 e il 13.
Il comunicato della Procura indica nove indagati: Giuseppe Argirò, Gaetano Armao, Benedetta Veruska Pierpaola Costanzo, Giuseppe Geremia Lombardo, Mario Lupo, Marco Malacarne Gentile, Pietro Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla. Le ipotesi di reato sono corruzione per l’esercizio della funzione e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Per Armao la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere. La stessa richiesta per Matta e gli arresti domiciliari per due manager del gruppo Cva e per Luigi Zancla.
Il filone Cva e le consulenze contestate
Secondo la ricostruzione degli atti, le condotte contestate si collocherebbero tra luglio 2025 e febbraio 2026. Un primo filone riguarda i rapporti con i vertici di Cva e Cva Eos, attive nel settore energetico. Gli inquirenti ipotizzano che Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile abbiano affidato a Matta una consulenza fittizia e che quest’ultimo abbia poi consegnato ad Armao denaro in contanti. Le ricostruzioni parlano di circa 147.500 euro.
Sempre secondo le contestazioni riportate, Armao avrebbe agevolato i contatti dei manager con i dipartimenti regionali Ambiente ed Energia, partecipato a incontri sulle pratiche d’interesse delle società e contribuito a stabilirne tempi e modalità di trattazione. Gli atti, come riassunti, gli attribuirebbero inoltre la condivisione anticipata di informazioni e l’indicazione dei funzionari incaricati di specifiche procedure, tra cui VIA, PAUR e verifiche sull’osservanza delle prescrizioni. Sono accuse relative a condotte che dovranno essere valutate nel procedimento, non accertamenti giudiziari definitivi.
Seap Bio Energy e il progetto di Aragona
Un secondo filone riguarda Seap Bio Energy e il progetto per una piattaforma di selezione dei rifiuti e produzione di biometano e compost ad Aragona. Secondo le contestazioni riportate, Armao avrebbe ricevuto denaro attraverso Matta e avrebbe individuato i funzionari cui assegnare l’istruttoria per la valutazione ambientale.
La documentazione regionale conferma che il 10 maggio 2021 fu espressa una VIA positiva per il progetto Seap Bio Energy, limitata a specifiche linee e capacità di trattamento e subordinata al rispetto di prescrizioni ambientali. Questo dato descrive l’iter amministrativo: da solo non prova né esclude le condotte contestate nell’inchiesta.
Il passaggio sulla scuola richiede una verifica documentale prima di essere pubblicato come fatto accertato. La VIA del 2021 avrebbe imposto la delocalizzazione dell’istituto E. Fermi e che, dopo un ricorso, un successivo decreto del maggio 2026 avrebbe sostituito tale prescrizione con controlli semestrali su polveri e odori. Tuttavia, il decreto regionale consultato conferma la VIA positiva ma non consente di verificare autonomamente questa specifica sequenza. Inoltre, la sentenza n. 702/2024 reperita sul trasferimento della scuola riguarda Seap Depurazione Acque e un impianto per il trattamento di rifiuti liquidi; la scheda disponibile riferisce che il ricorso della società fu dichiarato inammissibile e la domanda risarcitoria infondata.
Il filone sanitario e il ruolo attribuito a Iacolino
Un terzo episodio riguarda Samo Onlus e Luigi Zancla. Secondo quanto emerso, pare sarebbe stato contestato un pagamento di 6 mila euro, con Matta nel ruolo di intermediario. Armao, che in quel periodo era anche consigliere giuridico del presidente della Regione, avrebbe convocato Salvatore Iacolino, allora dirigente dell’area sanitaria regionale, affinché non si desse corso agli atti esecutivi di un decreto relativo all’ampliamento degli accreditamenti. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’intervento avrebbe favorito Samo. Iacolino non compare tra i nove indagati di questo procedimento: il suo nome è richiamato in relazione all’incontro che gli sarebbe stato chiesto di svolgere.
La contestazione a Giuseppe Lombardo
Un distinto capo riguarda il deputato regionale Giuseppe Geremia Lombardo, esponente Mpa e componente della commissione Sanità dell’Ars. Secondo la ricostruzione delle contestazioni, avrebbe prestato particolare attenzione a questioni di bilancio e agli ambiti delle cure domiciliari e palliative, nell’interesse di società o enti collegati a Zancla e Mario Lupo. La presunta contropartita sarebbe stata la promessa di un’assunzione per una donna a lui politicamente vicina. È corretto parlare di promessa o utilità contestata, non di assunzione effettivamente avvenuta.
La funzione della Cts e le difese
La Commissione tecnica specialistica regionale è un organo collegiale: il decreto regionale del 2024 la descrive come composta da 60 commissari esterni e le attribuisce istruttorie tecniche per procedure come VIA, PAUR e AIA, a supporto delle autorizzazioni ambientali. Perciò, nel testo, è più preciso dire che la Cts esamina tecnicamente le procedure e formula pareri o valutazioni istruttorie, non che da sola rilascia ogni autorizzazione.
Armao ha definito l’imputazione provvisoria “priva di fondamento”. Ha sostenuto che la Cts esprime pareri collegiali e in larga parte unanimi, ha dichiarato di non esserne presidente dal 9 agosto e di aver rassegnato le dimissioni da consigliere giuridico di Renato Schifani. Lombardo ha detto di non aver ancora potuto visionare gli atti e di essere fiducioso di chiarire la propria posizione; ha inoltre annunciato le dimissioni dalle commissioni Bilancio e Sanità dell’Ars. Sono dichiarazioni difensive e vanno riportate come tali.
Le reazioni politiche dell’opposizione — tra cui le critiche di M5S e Controcorrente e la presa di posizione del segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo — appartengono al dibattito politico. Barbagallo ha accompagnato le critiche al governo con un richiamo alla prudenza, osservando che l’indagine è in fase preliminare. Queste valutazioni non costituiscono elementi di prova né sostituiscono la presunzione d’innocenza, richiamata dalla stessa Procura.




