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“La Sicilia non inciampa”, il nuovo romanzo di Alessandro Pruiti Ciarello: quando la memoria diventa un’indagine sul potere e sul silenzio

Ci sono romanzi che raccontano una storia. E poi ci sono romanzi che, attraverso una storia, interrogano un’intera epoca. La Sicilia non inciampa (chi striscia non cade) – La consegna del silenzio, ultima opera di Alessandro Pruiti Ciarello, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Pubblicato da Casa Editrice Kimerik, il libro si presenta come un romanzo di formazione, ma già dalle prime pagine supera rapidamente i confini del genere per trasformarsi in una narrazione che intreccia memoria familiare, vicende storiche, apparati dello Stato e riflessione politica. La stessa scheda editoriale definisce l’opera come un incontro fra romanzo di formazione, saga familiare, racconto politico e controstoria italiana, costruito attraverso stratificazioni narrative, omissioni e il progressivo riaffiorare di verità rimaste a lungo sepolte.

Un protagonista che cresce insieme ai dubbi

Il centro della vicenda è Francesco Sirico, ragazzo nato nei Nebrodi che cresce in una famiglia autorevole, immerso in un mondo fatto di valori assoluti, tradizioni e silenzi.

L’infanzia trascorsa tra Castania e Tortorici non rappresenta soltanto uno scenario geografico, ma diventa il luogo simbolico dove si forma la sua identità. Il borgo, i nonni, la famiglia, i riti della Sicilia interna e il prestigio quasi sacrale del nonno Antonino costruiscono un universo apparentemente solido, destinato però a incrinarsi lentamente. È proprio questa capacità di descrivere il paesaggio umano prima ancora di quello fisico a rappresentare uno degli elementi più convincenti dell’opera.

La scelta di entrare nella Polizia non nasce da una vocazione eroica, ma da una combinazione di delusione sentimentale, ricerca di un equilibrio personale e bisogno di dare una direzione alla propria esistenza. Una scelta profondamente umana, lontana dagli stereotipi del romanzo d’azione.

Quando la Storia irrompe nella vita quotidiana

Uno dei momenti centrali del libro è rappresentato dalla notte di Sigonella, nell’ottobre del 1985.

Pruiti Ciarello sceglie una prospettiva originale: Francesco non è uno dei protagonisti della crisi internazionale, ma un semplice poliziotto che si ritrova improvvisamente dentro uno degli episodi più delicati della storia della Repubblica.

La grande politica viene osservata dal basso, attraverso ordini contraddittori, tensione operativa, paura e smarrimento. È proprio questa scelta narrativa a rendere credibile la scena: il lettore vive gli eventi non attraverso i protagonisti istituzionali, ma attraverso gli occhi di un uomo comune trascinato dentro la Storia.

Il cuore del romanzo: il silenzio come eredità

Ma sarebbe riduttivo considerare La Sicilia non inciampa soltanto un romanzo storico. Il vero nucleo della narrazione emerge quando Francesco scopre progressivamente il passato del nonno Antonino Sirico, figura fino ad allora percepita come modello morale assoluto.

Attraverso documenti, fascicoli e verità rimaste nascoste per decenni, il protagonista comprende che la propria educazione è stata costruita sopra un terreno molto più ambiguo di quanto avesse immaginato.

Il confine tra criminalità, ragion di Stato, interesse politico e fedeltà alle istituzioni si rivela improvvisamente poroso. La scoperta non distrugge semplicemente il mito del nonno: lo rende più complesso, tragico e profondamente umano. È probabilmente il passaggio più intenso dell’intero romanzo.

Un romanzo sull’identità italiana

La forza dell’opera risiede soprattutto nella capacità di parlare della Sicilia senza cadere nei cliché.

La Sicilia di Pruiti Ciarello non è soltanto una terra geografica, ma diventa una metafora del rapporto tra memoria, potere e identità nazionale.

L’autore affronta temi complessi come il silenzio come forma di trasmissione familiare; la famiglia come luogo di educazione ma anche di mistificazione; la doppia appartenenza; il rapporto tra individuo e Stato; la sovranità nazionale;la forza dei documenti nel riscrivere la memoria; la costruzione dell’identità attraverso ciò che viene taciuto più che attraverso ciò che viene raccontato.

Una scrittura densa e cinematografica

Dal punto di vista stilistico, il romanzo sceglie un registro alto, riflessivo, a tratti volutamente solenne. Secondo la valutazione dello Studio Editoriale Kimerik, l’autore raggiunge i risultati migliori quando lascia parlare i luoghi, i simboli, i silenzi e i dettagli concreti, evitando spiegazioni eccessive. È proprio in questi momenti che il racconto acquista maggiore intensità emotiva e narrativa.

Un’opera ambiziosa che invita a riflettere

La Sicilia non inciampa (chi striscia non cade) – La consegna del silenzio non è un romanzo destinato a chi cerca una semplice successione di eventi. È una narrazione che richiede attenzione, perché procede per accumulo, ritorni, rivelazioni e continui scavi nella memoria familiare e collettiva. La vicenda personale di Francesco Sirico diventa così il punto d’incontro fra educazione, trauma storico e zone d’ombra dello Stato, fino a trasformare il silenzio stesso in materia narrativa.

Con questa opera Alessandro Pruiti Ciarello propone un romanzo di ampio respiro che intreccia storia, identità e coscienza civile. Un libro che pone interrogativi più che offrire risposte, accompagnando il lettore in un percorso dove la memoria non è soltanto ricordo, ma uno strumento per comprendere il presente e interrogare il rapporto, spesso complesso, tra verità, potere e responsabilità.

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