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Messina-Catania, 180 milioni per il raddoppio Giampilieri-Fiumefreddo: la manovra punta sulla ferrovia ionica

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La previsione comprende 140 milioni nel biennio 2027-2028 e altri 40 nel 2029. I cantieri sono già aperti: secondo Rfi, la nuova linea potrà ridurre di circa mezz’ora i tempi di viaggio tra le due città

La ferrovia Messina-Catania torna al centro della programmazione nazionale. Nella manovra di bilancio per il 2027 sono previste risorse per 180 milioni di euro destinate al raddoppio della tratta Giampilieri-Fiumefreddo, uno degli interventi più attesi per migliorare i collegamenti lungo la costa ionica siciliana.

La somma è articolata in 140 milioni per il biennio 2027-2028 e ulteriori 40 milioni per il 2029. Si tratta di una previsione inserita nella manovra, ancora soggetta all’esame parlamentare: per conoscere gli stanziamenti definitivi e le condizioni di utilizzo delle risorse occorrerà attendere l’approvazione del testo.

I 180 milioni non rappresentano il costo complessivo dell’opera, né coincidono con l’avvio di nuovi cantieri: i lavori sono già in corso e si inseriscono in un investimento molto più ampio, che Rete ferroviaria italiana ha quantificato in circa 2,3 miliardi di euro, comprensivi anche di fondi Pnrr.

Una nuova linea di 42 chilometri

Il progetto prevede la realizzazione di circa 42 chilometri di ferrovia a doppio binario, su un tracciato diverso da quello attuale e collocato più a monte rispetto alla linea costiera. Circa l’85 per cento del percorso si svilupperà in sotterraneo, attraverso sette gallerie.

L’obiettivo è superare i limiti dell’attuale tratto a binario unico, che condiziona la capacità della linea e la gestione degli incroci tra i treni. Secondo Rfi, il raddoppio consentirà di aumentare la capacità e la velocità del collegamento, migliorare la regolarità della circolazione e creare le condizioni per sviluppare anche un servizio di tipo metropolitano.

La società stima inoltre una riduzione di circa 30 minuti dei tempi di percorrenza tra Messina e Catania. Si tratta di un beneficio previsto a completamento dell’intervento, che dovrà poi tradursi in servizi e orari effettivamente disponibili per i viaggiatori.

Nel piano commerciale pubblicato da Rfi nell’ottobre 2025, l’attivazione del raddoppio era collocata oltre il 2029. Il progetto prevedeva nuove stazioni e fermate a servizio di Fiumefreddo-Calatabiano, Alcantara-Giardini Naxos, Taormina, Sant’Alessio-Santa Teresa, Nizza-Alì e Itala-Scaletta.

A che punto sono i lavori

L’intervento procede attraverso diversi cantieri e scavi in galleria. Nel febbraio scorso è stato abbattuto il diaframma della canna pari della galleria Forza d’Agrò, lunga circa 2,5 chilometri. La fresa utilizzata per lo scavo, chiamata “Alessia”, è stata successivamente trasferita in vista dei lavori per la galleria Letojanni.

A giugno il Gruppo FS ha inoltre comunicato il completamento dello scavo della prima canna della galleria Scaletta, lunga oltre 2,7 chilometri, e l’avvio delle attività preparatorie per la Letojanni. Nello stesso aggiornamento risultavano impegnate altre frese nelle gallerie Taormina e Sciglio.

Sono passaggi significativi per un’opera complessa, ma il completamento delle singole canne non coincide con l’apertura della linea: restano da realizzare e completare gli altri scavi, le opere ferroviarie e gli impianti necessari alla circolazione.

Il nodo delle stazioni e della linea storica

Il nuovo tracciato potrebbe cambiare anche il modo in cui i centri della riviera ionica raggiungono la ferrovia. La maggiore velocità del collegamento dovrà infatti confrontarsi con l’accessibilità delle nuove fermate, con i collegamenti locali e con le esigenze dei pendolari.

Resta inoltre un tema di interesse per i Comuni attraversati: il futuro della linea storica costiera. In un’interrogazione presentata all’Assemblea regionale siciliana nel febbraio 2026 venivano chiesti chiarimenti su un possibile mantenimento in esercizio e sul coinvolgimento degli enti locali. Una questione sulla quale serviranno indicazioni aggiornate e condivise con i territori.

Le risorse per le ferrovie e l’incognita del caro materiali

Il finanziamento per la Giampilieri-Fiumefreddo rientra in un quadro nazionale che comprende risorse per manutenzione straordinaria, sicurezza, tecnologie e grandi opere ferroviarie. Tra gli interventi indicati figurano anche il Terzo valico dei Giovi, l’accesso alla galleria di base del Brennero, la circonvallazione di Trento e alcune tratte della Napoli-Bari.

Sul settore delle costruzioni pesa intanto la questione del caro materiali. L’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, ha chiesto interventi per compensare gli aumenti dei costi e dare maggiore certezza alle imprese impegnate nelle opere pubbliche. Nei mesi scorsi il presidente Antonio Ciucci ha richiamato l’attenzione sui ristori ancora attesi dalle aziende.

Per la Sicilia orientale, la previsione di nuove risorse rappresenta dunque un passaggio da seguire insieme all’avanzamento dei cantieri e al confronto sulla sostenibilità economica delle opere pubbliche. Non risultano, sulla base delle informazioni disponibili, elementi per affermare che il cantiere Giampilieri-Fiumefreddo sia fermo o direttamente a rischio per il caro materiali.

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