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Mistretta, la neuroriabilitazione resta ai Nebrodi: alla Maugeri la gestione per altri nove anni

Per i Nebrodi non è soltanto una delibera amministrativa. È la conferma di un presidio sanitario che, da quasi vent’anni, rappresenta una delle poche risposte ad alta specialità presenti nelle aree interne della Sicilia. L’ASP di Messina ha affidato in via definitiva all’Istituto Clinico Scientifico Maugeri la gestione del reparto di neuroriabilitazione intensiva ad alta specialità dell’ospedale Santissimo Salvatore di Mistretta per i prossimi nove anni.

L’aggiudicazione chiude una lunga fase di precarietà contrattuale e istituzionale. La struttura, negli ultimi anni, era rimasta in piedi attraverso proroghe, tavoli tecnici e procedure di gara non sempre lineari. Oggi, invece, il nuovo affidamento consente di programmare: non solo la continuità dei ricoveri e delle attività ambulatoriali, ma anche investimenti, ammodernamenti e una prospettiva più stabile per pazienti, famiglie e operatori.

Il reparto dispone di 36 posti letto ed è dedicato alla presa in carico di pazienti con gravi cerebrolesioni, esiti di traumi, ictus, malattie neurologiche complesse e patologie neuromotorie invalidanti. A Mistretta opera anche il Centro regionale SLA, punto di riferimento per persone affette da sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del motoneurone. È un servizio che intercetta bisogni sanitari ad alta complessità e che, proprio per questo, non può essere letto come una semplice articolazione periferica dell’offerta ospedaliera.

Il valore dell’operazione supera i 43 milioni di euro. Le risorse serviranno a garantire la gestione del reparto, la continuità occupazionale di 45 professionisti specializzati e interventi di ammodernamento degli spazi e delle tecnologie sanitarie. Il modello scelto è quello del partenariato pubblico-privato: l’ASP mantiene la regia pubblica del servizio, mentre Maugeri prosegue nella gestione specialistica di un’attività che richiede competenze multidisciplinari, personale formato e dotazioni specifiche.

La storia del rapporto tra Maugeri e Mistretta comincia nel 2006. Da allora l’istituto ha gestito l’ala del presidio ospedaliero dedicata alla neuroriabilitazione intensiva, costruendo progressivamente un’esperienza riconosciuta anche fuori dal territorio messinese. Nel 2013 la convenzione tra ASP di Messina e Istituti Clinici Scientifici Maugeri viene formalizzata come riferimento autorizzativo della presenza dell’istituto nel presidio. Nel 2017 arriva un passaggio decisivo: l’accordo per l’ampliamento di 14 posti di riabilitazione, con l’impegno di Maugeri ad adeguare a proprie spese i reparti destinati ad accoglierli.

Ma la strada verso una stabilizzazione è stata lunga. Nel 2022, in vista della scadenza della convenzione, Regione, ASP e vertici Maugeri aprono un tavolo tecnico per valutare un rinnovo di lungo periodo. In quella sede si ragiona anche sul potenziamento dell’offerta: riabilitazione cardio-pneumologica, recupero della piscina terapeutica, ampliamento dei servizi. Progetti rimasti per anni in una zona grigia, tra ipotesi tecniche e difficoltà amministrative.

Nel 2024 la procedura di gara per l’affidamento del servizio non produce l’esito sperato. La gara va deserta, alimentando nuove preoccupazioni sulla tenuta del reparto. Nel luglio 2025 l’ASP dispone una proroga semestrale fino al 31 dicembre dello stesso anno, con uno stanziamento di circa 2,4 milioni di euro. Una soluzione necessaria per evitare interruzioni, ma ancora provvisoria. L’affidamento ora definito cambia il quadro: da una gestione fondata sull’emergenza si passa a una programmazione novennale.

Il dato politico e sanitario è evidente. In un territorio segnato da distanze, fragilità infrastrutturali e progressivo impoverimento dei servizi, la permanenza della neuroriabilitazione a Mistretta rafforza il ruolo dell’ospedale Santissimo Salvatore non come presidio residuale, ma come nodo specialistico della rete regionale. Per molti pazienti neurologici e per le loro famiglie, la possibilità di essere assistiti in Sicilia, senza affrontare lunghi trasferimenti verso altre regioni, rappresenta un elemento determinante di qualità della cura e di dignità della presa in carico.

La neuroriabilitazione intensiva non è una fase accessoria del percorso terapeutico. È spesso il momento in cui si gioca il recupero possibile dopo un evento neurologico grave. Richiede neurologi, fisiatri, fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali, infermieri, psicologi, tecnici e operatori socio-sanitari capaci di lavorare insieme. A Mistretta questo modello si è consolidato negli anni, in particolare attorno alla gestione delle gravi cerebrolesioni e delle malattie neuromotorie.

Particolarmente rilevante è il ruolo del Centro SLA. La presa in carico di una persona affetta da sclerosi laterale amiotrofica non si limita alla diagnosi o al controllo clinico. Comprende monitoraggio respiratorio, valutazione nutrizionale, supporto alla comunicazione, gestione degli ausili, accompagnamento dei caregiver e raccordo con i servizi territoriali. È un lavoro di rete, nel quale la continuità organizzativa diventa parte integrante della cura.

Il nuovo affidamento dovrà ora misurarsi con alcune sfide concrete. La prima è trasformare la stabilità contrattuale in qualità assistenziale misurabile: tempi di accesso, appropriatezza dei ricoveri, integrazione con i reparti per acuti, continuità con il territorio. La seconda riguarda gli investimenti promessi: ambienti, attrezzature, tecnologie riabilitative e servizi ambulatoriali dovranno essere aggiornati in modo coerente con l’impegno economico previsto. La terza è il rapporto con il personale: 45 professionisti rappresentano un patrimonio che va tutelato, formato e messo nelle condizioni di operare con prospettive chiare.

Per Mistretta e per l’area nebroidea, l’aggiudicazione ha anche un valore simbolico. Dopo anni in cui la sanità delle zone interne è stata spesso raccontata attraverso tagli, ridimensionamenti e chiusure, il caso Maugeri indica una direzione diversa: mantenere nei territori periferici servizi ad alta specialità quando questi hanno una funzione reale nella rete regionale. Non tutti gli ospedali possono fare tutto, ma alcuni presidi possono diventare eccellenze mirate. Mistretta, nella neuroriabilitazione, lo è già da tempo.

La conclusione del percorso amministrativo non cancella le criticità del passato, ma offre finalmente un orizzonte. La convenzione storica, nata come risposta specialistica in un presidio periferico, diventa adesso un affidamento strutturato di lunga durata. Per i pazienti neurologici, per le persone con SLA, per le famiglie e per il personale sanitario, la parola chiave è continuità. E in sanità, soprattutto quando si parla di fragilità estreme, continuità significa cura.

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