Il “Manzoni-Aversa” ha aperto il nuovo anno con il primo Collegio dei docenti. Dalla proposta della dirigente Maria Grazia Antinoro all’azione del sindaco Sebastiano Sanzarello e al contributo del provveditore Leon Zingales: adesso la sfida è trasformare l’unità amministrativa in autentica continuità educativa
A Mistretta è nato il primo Istituto omnicomprensivo della provincia di Messina. Il primato ha un indubbio valore simbolico, ma la portata della novità va ben oltre il dato formale: scuole appartenenti a tutti gli ordini e gradi vengono riunite in un’unica istituzione, capace di accompagnare bambini e ragazzi dalla scuola dell’infanzia fino alla conclusione dell’istruzione secondaria di secondo grado.
Il nuovo Istituto omnicomprensivo “Manzoni-Aversa” ha preso ufficialmente avvio questa mattina, 1° settembre, con il primo Collegio dei docenti, ospitato al Cine-Teatro Falcone Borsellino. La nuova istituzione scolastica riunisce l’Istituto superiore “Alessandro Manzoni” e i plessi dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado presenti a Mistretta, in precedenza inseriti nell’Istituto comprensivo Tusa-Mistretta.
Non si tratta di trasferire classi o alunni in un unico edificio: le sedi scolastiche restano quelle esistenti. A cambiare sono l’autonomia, l’organizzazione e soprattutto la possibilità di progettare un percorso formativo unitario.
Una trasformazione che restituisce a Mistretta un centro decisionale scolastico e rafforza un presidio essenziale per un’area interna dei Nebrodi, nella quale la presenza dei servizi pubblici incide direttamente sulla possibilità delle famiglie di restare e dei giovani di costruire il proprio futuro nel territorio.
Un percorso costruito tra scuola e istituzioni
La nascita dell’Omnicomprensivo è il risultato di un percorso avviato dalla dirigente scolastica Maria Grazia Antinoro che, insieme agli Organi Collegiali dell’IS Manzoni, ha individuato nella verticalizzazione una risposta concreta alla perdita di autonomia del precedente Istituto comprensivo “Tommaso Aversa” e, insieme, un’opportunità di sviluppo per l’intera comunità scolastica.
Quella visione è diventata una proposta istituzionale grazie all’amministrazione guidata dal sindaco Sebastiano Sanzarello. Il 10 ottobre 2025 il Consiglio comunale approvò all’unanimità la richiesta di costituzione dell’Istituto omnicomprensivo, facendo propria l’istanza e trasmettendola agli organismi competenti. Il successivo inserimento nel Piano regionale di dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2026-2027 ha reso possibile la nascita della nuova autonomia.
Determinante è stato anche il lavoro dell’Ufficio scolastico territoriale di Messina. La presenza del provveditore Leon Zingales al primo Collegio dei docenti non ha avuto il carattere di una semplice partecipazione formale: ha rappresentato l’esito di un cammino istituzionale nel quale l’istanza del territorio è stata compresa, accompagnata e condotta fino alla sua realizzazione.

Dalla “scienza” alla “sapienza”
Nel suo intervento Zingales ha affidato alla nuova scuola un’indicazione che contiene già un programma educativo: in un Istituto omnicomprensivo ciascun docente non può limitarsi a insegnare la propria scienza, ma deve contribuire a costruire un percorso di sapienza.
La distinzione è tutt’altro che astratta. La scienza è il sapere rigoroso di ogni disciplina, con i suoi contenuti, i suoi linguaggi e i suoi metodi. La sapienza nasce quando quei saperi smettono di rimanere separati e diventano strumenti per comprendere se stessi, gli altri e il mondo. Non è una somma di nozioni, ma conoscenza capace di trasformarsi in giudizio, coscienza, misura e orientamento nella vita.
È il significato più profondo dell’educazione: non soltanto trasmettere informazioni o preparare a una verifica, ma contribuire alla formazione integrale della persona. La scuola insegna che cosa conoscere; l’educazione deve anche aiutare a capire per quale uomo, per quale società e per quale futuro quella conoscenza debba essere impiegata.
La vera sfida comincia adesso
L’Omnicomprensivo, tuttavia, non diventerà una comunità educativa soltanto perché scuole diverse sono state riunite sotto una stessa denominazione e una medesima dirigenza. La vera prova comincia ora e riguarda la capacità di tradurre il nuovo assetto in scelte didattiche concrete.
Serviranno curricoli verticali, obiettivi condivisi e un dialogo stabile tra docenti che lavorano con età, metodi ed esigenze differenti. Occorrerà rendere più armonici i passaggi dall’infanzia alla primaria, dalla primaria alla scuola media e da questa alle superiori, evitando che ogni cambiamento di ordine scolastico sia vissuto dall’alunno come una ripartenza o una frattura.
Sarà necessario mettere in comunicazione professionalità diverse, seguire nel tempo la crescita di ciascun ragazzo e costruire un orientamento che non si riduca alla scelta dell’indirizzo di studi, ma accompagni gradualmente la scoperta di capacità, interessi e aspirazioni.
La nuova organizzazione potrà inoltre favorire una programmazione più coerente, l’impiego condiviso di laboratori e competenze, il confronto tra insegnanti e una più forte collaborazione con famiglie, associazioni ed enti locali. Ma perché queste possibilità diventino risultati occorreranno progettazione, coordinamento e disponibilità al cambiamento. L’unità amministrativa, da sola, non garantisce l’unità educativa.
Proprio qui risiede il valore collettivo dell’operazione. In un territorio segnato dal calo demografico e dalla progressiva riduzione dei servizi, difendere la scuola non significa soltanto conservare uffici o numeri di organico. Significa mantenere vivo un luogo nel quale una comunità trasmette conoscenze, costruisce legami e prepara il proprio futuro.
L’Omnicomprensivo potrà diventare uno strumento contro la marginalità soltanto se saprà essere una scuola aperta al territorio e, nello stesso tempo, capace di offrire ai suoi studenti opportunità formative all’altezza dei centri più grandi.
Da oggi il bambino che entra in una scuola dell’infanzia di Mistretta e il giovane che si prepara al diploma appartengono alla stessa storia educativa. È questo il compito più difficile e più affascinante affidato al “Manzoni-Aversa”: fare in modo che, lungo tutti quegli anni, ogni docente insegni pienamente la propria disciplina senza dimenticare di essere parte di un’unica costruzione del sapere e della persona.
Il primo Istituto omnicomprensivo della provincia di Messina è dunque nato. Il primato resterà negli atti; la sua importanza, invece, sarà misurata dalla qualità del percorso che riuscirà a costruire per gli studenti e dalla capacità di trasformare una scelta di dimensionamento scolastico in una vera politica educativa per Mistretta e per i Nebrodi.




