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Mistretta, una folla per Al Bano: la grande musica non ha età

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Un numero preciso, al momento, non c’è. E per raccontare quello che è successo ieri sera a Mistretta non serve avventurarsi nella gara delle cifre. Bastava guardare piazza San Felice, attraversare il corso principale, provare a farsi strada tra la gente: Al Bano ha richiamato un pubblico enorme, di tutte le età, arrivato dall’intero circondario, trasformando il concerto nell’evento più partecipato dell’anno in città.

Una serata che ha portato nel cuore di Mistretta il movimento delle grandi occasioni. La piazza, il corso, gli spazi intorno al concerto restituivano l’immagine di una città capace di attrarre e accogliere, diventando per una sera il punto d’incontro di un territorio ben più ampio dei suoi confini.

Il concerto, organizzato dal Comitato del Santissimo Ecce Homo, si inserisce nei festeggiamenti che culmineranno domenica prossima con la processione. Un appuntamento che ha dato alla festa una straordinaria partecipazione popolare, accompagnando l’attesa del suo momento religioso più sentito.

Il pubblico ha scelto, senza guardare la carta d’identità

Il successo della serata suggerisce anche una riflessione sulle scelte artistiche e sulla facilità con cui, talvolta, vengono giudicate. Davanti al nome di un cantante con una lunga carriera alle spalle, c’è sempre chi si ferma all’età, come se bastasse un dato anagrafico a misurarne la capacità di riempire una piazza.

Il pubblico di Mistretta ha offerto una risposta molto concreta. A richiamarlo è stato il peso di una storia artistica affermata in Italia e all’estero, una voce riconoscibile, un repertorio entrato nella vita di più generazioni. Le canzoni attraversano gli anni insieme alle persone: si legano a una stagione, a una famiglia, a qualcuno con cui le abbiamo ascoltate. Quando quel legame resta vivo, ritrovarsi davanti a un palco diventa un’esperienza che riguarda anche il presente.

Al Bano appartiene a quella parte della musica italiana che ha saputo costruire una familiarità duratura con il pubblico. La presenza di spettatori di ogni età racconta proprio questo: la capacità di un artista di raggiungere anche chi non ha vissuto gli anni dei suoi primi successi.

Qualche aspettativa è rimasta, comprensibilmente, insoddisfatta sul fronte della scaletta. Molti erano arrivati con il desiderio di ripercorrere il repertorio di Al Bano e hanno accolto con un pizzico di delusione lo spazio dedicato a brani di altri autori. Una scelta che può dividere i gusti, soprattutto quando il legame con le canzoni dell’artista è così forte da diventare il motivo stesso del viaggio. Una sfumatura nel bilancio di una serata di grande successo, che nulla toglie alla risposta del pubblico e alla riuscita della manifestazione.

Un precedente significativo, qualche anno fa, si era già visto a Torrenova, con Loredana Bertè, capace di riempire piazza Mare. Anche allora, un’artista dalla lunga carriera aveva dimostrato quanto possa essere ampio e attuale il richiamo di un nome entrato nella memoria collettiva. Sono risposte di pubblico che meritano attenzione, soprattutto quando si deve scegliere a chi affidare il momento musicale più importante di una festa.

Il lavoro che rende possibile una grande serata

Una piazza così affollata mette in evidenza il richiamo dell’artista, ma restituisce anche la misura del lavoro necessario per accoglierlo. L’organizzazione impeccabile è uno dei risultati da riconoscere al Comitato del Santissimo Ecce Homo e al Comune di Mistretta, protagonisti di un impegno che ha trovato nella riuscita della manifestazione la sua conferma più evidente.

Chi assiste a un concerto vede soprattutto il palco. Dietro ci sono preparativi, responsabilità, scelte e persone che dedicano tempo alla festa. È un lavoro spesso poco visibile, che merita di essere ricordato quando tutto funziona e migliaia di aspettative individuali diventano una serata condivisa.

Al Comitato va il merito di avere creduto in un appuntamento capace di parlare a un pubblico vasto e di averne curato la realizzazione. Al Comune quello di avere sostenuto una manifestazione che ha dato centralità alla città, contribuendo alla sua buona riuscita. La collaborazione ha prodotto un risultato riconoscibile da tutti: Mistretta piena di gente, accogliente, protagonista.

Una festa che tiene insieme la comunità

Dentro i festeggiamenti dell’Ecce Homo, la musica trova uno spazio che ha un significato preciso. La festa religiosa è anche il tempo in cui una comunità torna a incontrarsi, riceve chi arriva dai paesi vicini e rinnova il piacere di stare nei propri luoghi. La serata di ieri ha dato forza a questa dimensione, facendo della piazza uno spazio condiviso tra generazioni e provenienze diverse.

Domenica, con la processione, i festeggiamenti raggiungeranno il loro momento centrale. Intanto resta l’immagine di un corso nel quale si procedeva a fatica e di piazza San Felice gremita per Al Bano. Il conteggio delle presenze potrà forse arrivare. Il significato della serata era già chiaro guardando Mistretta: un grande artista ha chiamato, un intero territorio ha risposto e una città si è fatta trovare pronta.

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