Accorciare le distanze tra i pazienti dei Nebrodi e gli specialisti, mettendo in collegamento le strutture sanitarie del territorio con i centri ospedalieri di riferimento. È l’obiettivo del progetto di telemedicina da 480 mila euro, che prevede un servizio di teleconsulto all’ospedale di Mistretta e il potenziamento della telecardiologia a supporto dei presidi di continuità assistenziale, le guardie mediche.
L’Asp di Messina, attraverso i distretti sanitari di Sant’Agata di Militello e Mistretta, guidati dal direttore Bruno Natale, sta predisponendo l’organizzazione necessaria all’attivazione. L’entrata a regime è attesa nei prossimi mesi. Restano da conoscere la data precisa di avvio, la distribuzione operativa delle apparecchiature e le modalità con cui i singoli presidi utilizzeranno i collegamenti.
Il progetto ha una storia amministrativa che parte da lontano. L’intervento “Nebrodi telemedicina”, identificato dal codice AINEB24, era già inserito nella strategia dell’Area interna approvata dalla Regione nel dicembre 2019, riferita a un territorio di 21 comuni. Inizialmente previsto sul PO FESR Sicilia 2014-2020, il finanziamento è passato attraverso il Piano di sviluppo e coesione ed è stato successivamente trasferito sul Programma operativo complementare Sicilia 2014-2020, come documenta il decreto regionale del marzo 2026.
Anche l’acquisto delle dotazioni ha superato la fase di gara. L’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea riporta la procedura come aggiudicata, con un valore finale complessivo di 336.274,84 euro al netto dell’Iva. Questa cifra riguarda il contratto di fornitura; i 480 mila euro rappresentano invece il finanziamento complessivo dell’intervento.
A Mistretta è prevista una piattaforma trasportabile per il teleconsulto multispecialistico, con stazioni di controllo e strumenti capaci di collegarsi alle apparecchiature diagnostiche. La configurazione descritta nella scheda progettuale comprende un dispositivo utilizzabile al letto del paziente e una postazione remota, con collegamenti audio e video. Il medico che assiste la persona potrà così condividere le informazioni cliniche con altri professionisti.
Il funzionamento del teleconsulto si comprende con un esempio: un medico deve approfondire un caso e può confrontarsi con uno specialista che si trova in un’altra struttura, mettendo a disposizione esami, immagini e referti. Le indicazioni dell’Agenas definiscono questa prestazione come un confronto clinico a distanza tra professionisti. Quando è utile, anche il paziente può partecipare al collegamento. Le decisioni rimangono affidate ai medici, che valutano il caso sulla base delle informazioni disponibili.
Il beneficio atteso è poter ottenere un contributo specialistico con maggiore facilità, limitando, quando clinicamente appropriato, gli spostamenti necessari al solo consulto. Le visite in presenza e gli eventuali trasferimenti restano parte del percorso di cura, secondo la valutazione dei sanitari.
La seconda componente riguarda cinque monitor-defibrillatori multiparametrici, apparecchiature che consentono di rilevare più parametri del paziente e trasmettere tracciati cardiaci e informazioni cliniche ai centri di riferimento della rete IMA, dedicata all’infarto miocardico acuto.
In termini pratici, il tracciato dell’elettrocardiogramma acquisito nel presidio territoriale può raggiungere gli specialisti della rete ospedaliera, che affiancano il medico sul posto nella valutazione. I centri “hub” sono le strutture di riferimento per le cure specialistiche. Il risultato perseguito è ridurre i ritardi nella valutazione e favorire l’inserimento del paziente nel percorso assistenziale appropriato, in raccordo con il sistema dell’emergenza.
La telecardiologia si inserisce in un percorso di investimenti già avviato. Nel maggio 2026 la Regione ha preso atto del quadro economico finale di un precedente e distinto intervento dell’Asp di Messina per la diagnosi rapida dell’infarto, rivolto ai presidi di continuità assistenziale di 15 comuni delle aree interne dei Nebrodi e di altre due città. Un precedente che aiuta a leggere il nuovo progetto come un ulteriore potenziamento dei collegamenti sanitari territoriali.
Per i centri montani il valore di questi strumenti sta nella possibilità di rendere più accessibili competenze specialistiche spesso distanti. Il Ministero della Salute individua proprio nel miglioramento dell’assistenza nelle aree interne e nella collaborazione tra ospedale e territorio alcune delle principali funzioni della telemedicina.
La fase decisiva sarà adesso quella organizzativa: disponibilità degli specialisti, collegamenti affidabili, personale formato e procedure condivise. Per i cittadini il risultato si misurerà nella possibilità concreta di ricevere assistenza, nei tempi di risposta e nella continuità del servizio. Il finanziamento e le apparecchiature costituiscono la base; l’attivazione quotidiana dei collegamenti dovrà tradurli in un beneficio per il territorio.





