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Palermo, certificati necroscopici dietro pagamento: 19 misure cautelari

Obbligo di presentazione per 17 referenti di imprese funebri, sospensione per due medici legali dell’Asp. L’indagine riguarda i certificati per decessi avvenuti nelle abitazioni.

Diciannove misure cautelari sono state eseguite questa mattina a Palermo nell’ambito dell’inchiesta sui presunti pagamenti per ottenere certificati necroscopici senza gli accertamenti medico-legali previsti. Il provvedimento del gip riguarda 17 referenti di imprese funebri e due medici legali dell’Asp.

Per i referenti delle agenzie funebri è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I due medici, Gioacchino Passalacqua e Benedetto Fogazza, sono stati sospesi per un anno: Passalacqua dal servizio presso l’Asp, dove è ancora in attività; Fogazza dalla professione medica, essendo in pensione. Disposto anche il sequestro preventivo di somme ritenute dagli inquirenti profitto delle condotte contestate. I nomi dei 17 referenti delle imprese funebri non sono stati resi noti.

I certificati rilasciati senza gli accertamenti

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Palermo e condotta nel 2024 dalla sezione Anticorruzione della Squadra mobile, si è avvalsa di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli impresari si sarebbero recati di buon mattino nelle abitazioni private dei due medici e avrebbero versato loro denaro per ottenere rapidamente la documentazione necessaria a proseguire le pratiche funebri.

I certificati sarebbero stati rilasciati sul momento, senza che i sanitari svolgessero gli accertamenti medico-legali richiesti. Tra i documenti contestati figurano quelli necessari per il trasporto delle salme da un Comune a un altro, per l’inumazione e per la cremazione.

Si tratta di atti successivi alla constatazione del decesso, che può essere effettuata da qualsiasi medico, ma che in determinate circostanze richiedono un ulteriore controllo medico-legale da parte dell’Asp. Un passaggio che serve anche a rilevare eventuali elementi riconducibili a una morte violenta. Per questo i due professionisti sono ritenuti, allo stato, gravemente indiziati di corruzione e di diversi falsi ideologici.

Nelle ricostruzioni investigative diffuse a fine agosto si parlava di somme comprese tra 15 e 170 euro per singola certificazione e di 29 misure cautelari chieste dalla Procura. Il gip ne ha disposte 19.

Il terzo filone sul settore funebre

Il nuovo provvedimento è il terzo filone d’indagine della Squadra mobile sul presunto sistema corruttivo nel settore delle onoranze funebri a Palermo. I precedenti accertamenti avevano riguardato la gestione delle salme nelle camere mortuarie del Policlinico e dell’ospedale Cervello, con misure cautelari personali e interdittive. Per l’inchiesta sul Cervello sono stati inoltre notificati 32 avvisi di conclusione delle indagini preliminari a imprenditori funebri palermitani.

Le contestazioni contenute nell’ordinanza dovranno ora essere verificate nel corso del procedimento. Le misure cautelari non costituiscono una dichiarazione di colpevolezza: per tutti gli indagati vale la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.

Immagine apertura generata con AI al solo scopo illustrativo. I soggetti sono anonimi e non rappresentano persone specifiche

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