La Sicilia prepara i termovalorizzatori, ma Palermo continua ad avere bisogno di nuovi spazi in discarica. A Bellolampo, dove il governo Schifani prevede uno dei due impianti per il recupero energetico dei rifiuti, Rap ha pubblicato la gara per realizzare la vasca VII bis. Due interventi che procedono nello stesso sito e che pongono una questione concreta: come garantire lo smaltimento durante la transizione e quanto durerà ancora la dipendenza dalle discariche.
Il portale ufficiale della partecipata comunale conferma che la procedura aperta è stata pubblicata il 7 settembre 2026, con un importo a base di gara di 13.065.734,83 euro. Le offerte dovranno arrivare entro le 12 del 13 ottobre 2026. L’aggiudicazione avverrà secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che considera insieme qualità tecnica e prezzo.
Secondo la ricostruzione del Quotidiano di Sicilia, il costo complessivo dell’intervento sfiora 17,5 milioni di euro, mentre il disciplinare assegna fino a 70 punti all’offerta tecnica e 30 a quella economica. Le migliorie riguardano organizzazione del cantiere, contenimento delle emissioni durante i lavori, controlli digitali sulla realizzazione del fondo e sistemi di raccolta del percolato. È una distinzione essenziale: l’importo della gara e il costo complessivo dell’opera sono grandezze diverse e non rappresentano somme già spese.
La nuova vasca sorgerà accanto alla settima. La documentazione progettuale riportata dal quotidiano indica circa 1,5 milioni di metri cubi di capacità utile, con una durata stimata di quattro anni e mezzo, calcolata su conferimenti medi di circa 750 tonnellate al giorno, riferiti a Palermo, Ustica e aeroporto Falcone Borsellino. Questa autonomia dipende dunque dai quantitativi effettivamente conferiti: non è una scadenza certa, né decorre dalla pubblicazione del bando. Il sindaco Roberto Lagalla aveva collegato l’ampliamento alla possibilità di guadagnare tempo per rafforzare la raccolta differenziata.
Sul versante regionale, il programma annunciato prevede due termovalorizzatori, a Palermo e Catania, ciascuno con una capacità di trattamento indicata in 300 mila tonnellate annue di combustibile solido secondario, il Css. L’impianto occidentale è previsto a Bellolampo. L’ampliamento della discarica mostra quindi che la prospettiva del recupero energetico si accompagna, nell’immediato, alla necessità di assicurare ulteriore capacità di smaltimento.
Intanto resta aperto il confronto sull’iter ambientale. In una nota del 19 agosto, quindici associazioni e organizzazioni, tra cui Legambiente, WWF, Italia Nostra, Cgil e Federconsumatori, hanno chiesto più tempo per esaminare 184 elaborati integrativi relativi ai due impianti. Secondo i firmatari, i 15 giorni assegnati a partire dall’11 agosto erano insufficienti rispetto alla complessità della documentazione. Contestata anche l’audizione fissata per il 24 agosto, prima della conclusione del termine per le osservazioni. Le organizzazioni avevano inoltre richiesto un’inchiesta pubblica per ampliare il confronto sui progetti.
Mentre procede la conferenza di servizi nell’ambito del procedimento autorizzatorio regionale, i promotori hanno annunciato una conferenza stampa all’Ars per venerdì 11 settembre. Al centro, presunte carenze progettuali e contestazioni sugli atti amministrativi: rilievi delle organizzazioni, la cui fondatezza dovrà essere valutata nelle sedi competenti.




