Alla Chiesa Madre, alunni della primaria e della secondaria protagonisti di un incontro dedicato al Santo Moro e ai valori di uguaglianza, solidarietà e pace.
SAN FRATELLO – La vita di San Benedetto come punto di partenza per riflettere sulla libertà, sulla dignità umana e sui principi della Costituzione. È il percorso proposto dai bambini e dai ragazzi della scuola primaria e secondaria dell’Istituto Comprensivo di Acquedolci, protagonisti, martedì scorso nella Chiesa Madre di San Fratello, del convegno “Benedetto: esempio di Libertà che si fa seme di Costituzione”.
L’iniziativa, inserita nel programma delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla nascita del Santo Moro e già proposta nel precedente anno scolastico, è stata fortemente voluta da don Cirino Versaci, con il coordinamento e il sostegno della dirigente scolastica Calogera Oddo. Un appuntamento che ha intrecciato storia, tradizione religiosa ed educazione civica, coinvolgendo la comunità attraverso il lavoro degli studenti.
All’incontro hanno partecipato, insieme al parroco e alla dirigente, il maggiore Angelo Salici, della Compagnia dei Carabinieri di Santo Stefano di Camastra, docenti, genitori e alunni.
Attraverso una narrazione corale, accompagnati dalla mediatrice Antonia, i giovani protagonisti hanno ripercorso il contesto storico della Sicilia del Cinquecento, soffermandosi sulla schiavitù e sulle condizioni nelle quali maturò la vicenda familiare di Benedetto.
Al centro del racconto, le figure dei genitori Cristoforo e Diana e il tema della libertà del figlio. La ricostruzione proposta dagli alunni ha richiamato anche il principio del partus sequitur ventrem, secondo cui la condizione del bambino seguiva quella della madre, per evidenziare il significato della nascita libera di Benedetto in una società segnata da profonde disuguaglianze.
Da questo passaggio gli studenti hanno sviluppato una riflessione sul presente, accostando l’eredità spirituale e umana del Santo ai valori fondamentali della Costituzione repubblicana. Uguaglianza, solidarietà, diritto alla salute, tutela dell’ambiente e ripudio della guerra sono diventati i temi di un percorso capace di collegare la memoria religiosa della comunità alle responsabilità di ogni cittadino.
Gli episodi tramandati dalla tradizione devozionale, dalla moltiplicazione del pane alla cura dei malati, insieme all’attenzione verso gli emarginati e alla mitezza davanti alle offese, sono stati riletti come occasioni per interrogarsi sul rispetto degli altri e sull’aiuto a chi si trova in difficoltà.
Il filo conduttore dell’incontro è stato proprio questo: riconoscere nella figura di San Benedetto un riferimento che continua a parlare alla comunità, anche attraverso gesti quotidiani di ascolto, accoglienza e solidarietà. I ragazzi hanno dato voce a una riflessione sul valore del silenzio e dell’attenzione all’altro, contrapponendoli alla superficialità e all’indifferenza.
La serata si è conclusa con un messaggio di speranza e di pace, affidato alla figura del Santo Moro e al suo legame con San Fratello. Un lungo applauso e il grido corale «Viva San Benedetto! Viva San Fratello!» hanno salutato gli studenti, protagonisti di un’esperienza che ha unito scuola, parrocchia e comunità.




