Degenze brevi, assistenza infermieristica e servizi territoriali: le due strutture puntano a rendere più sicuro il ritorno a casa dopo un ricovero e a seguire i pazienti più vicini al luogo in cui vivono.
C’è una fase delicata, nella vita di molti pazienti, in cui il ricovero in un reparto per acuti può concludersi, ma tornare a casa senza un sostegno sanitario sarebbe ancora prematuro. È soprattutto a questo bisogno che risponde il nuovo Ospedale di Comunità di Sant’Agata di Militello, inaugurato insieme alla Casa della Comunità Hub. Due strutture con compiti diversi e complementari, che l’Asp di Messina annuncia contestualmente in funzione per rafforzare l’assistenza nel comprensorio dei Nebrodi.
Gli interventi rientrano nella Missione 6 Salute del PNRR, all’interno del programma di potenziamento della rete territoriale. Alle inaugurazioni illustrate dall’Azienda sanitaria hanno partecipato la direzione strategica, i sindaci dei centri interessati, rappresentanti istituzionali, delle forze dell’ordine e della Chiesa. Per Sant’Agata era presente il sindaco Bruno Mancuso.

Il nuovo Ospedale di Comunità è destinato a ricoveri brevi di pazienti a bassa intensità clinica, che hanno comunque bisogno di assistenza e sorveglianza continuative. La sua funzione è accompagnare il passaggio tra le cure ospedaliere e il domicilio, offrendo una risposta adeguata quando la gestione domestica non è ancora sufficiente.
Il percorso può svilupparsi in entrambe le direzioni. Da un lato, la struttura accoglierà persone dimesse dai reparti ospedalieri o riabilitativi che necessitano ancora di cure infermieristiche; dall’altro, potrà assistere pazienti fragili e cronici provenienti da casa, quando un peggioramento delle condizioni richieda un sostegno sanitario senza rendere necessario il ricovero in un ospedale per acuti. Sono le due funzioni indicate come step-down e step-up: rendere più sicure le dimissioni e prevenire ricoveri impropri.
Secondo quanto comunicato dall’Asp, l’accesso avverrà attraverso la Centrale Operativa Territoriale, la COT, chiamata a coordinare il percorso assistenziale. Tra i bisogni a cui la struttura dovrà rispondere figurano la somministrazione delle terapie, la gestione di dispositivi e presidi sanitari e gli interventi riabilitativi o rieducativi utili a recuperare o conservare l’autonomia.
Un ruolo è previsto anche per la preparazione dei familiari e dei caregiver, le persone che assistono quotidianamente il paziente. Imparare a gestire correttamente una terapia o un presidio può infatti diventare una parte essenziale del percorso verso il rientro a casa.
La Casa della Comunità Hub avrà invece la funzione di punto di riferimento per l’accesso ai servizi territoriali. Il modello annunciato comprende un Punto unico di accesso, équipe multidisciplinari, attività infermieristiche, ambulatori dedicati alle patologie croniche e il coinvolgimento di psicologi e assistenti sociali. L’obiettivo è mettere in relazione le diverse competenze attorno ai bisogni della persona, raccordando assistenza sanitaria e sostegno sociale.
La distinzione tra i due presidi aiuta a comprenderne l’utilità: l’Ospedale di Comunità offre una degenza temporanea; la Casa della Comunità organizza l’accesso e la presa in carico sul territorio. Entrambi si inseriscono nella riforma dell’assistenza territoriale descritta dal Ministero della Salute, che individua nelle cure intermedie uno strumento per favorire dimissioni protette e percorsi più vicini al domicilio.
I lavori a Sant’Agata sono stati diretti dall’architetto Sandro Miraudo e dall’ingegnere Claudio La Rosa, con il supporto del geometra Cristian Barone. La supervisione è stata affidata al direttore dell’Uoc Tecnico, ingegnere Salvatore Trifiletti, e alla referente unica aziendale per il PNRR, dottoressa Elisa Mastrantonio.
La direzione strategica dell’Asp — composta dal direttore generale Giuseppe Cuccì, dal direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi e dal direttore amministrativo Giancarlo Niutta — indica nella continuità delle cure il risultato da perseguire, attraverso un collegamento stabile tra ospedale, medici di famiglia, servizi sociali e assistenza domiciliare.
Con Sant’Agata, l’Azienda annuncia il completamento dei sei Ospedali di Comunità programmati: gli altri sono a Patti, Barcellona Pozzo di Gotto, Taormina e, in due sedi, a Messina. Il piano provinciale comprende inoltre venti Case della Comunità, tra hub e spoke. Per quella di Montalbano Elicona, già aperta secondo l’Asp, viene annunciata a breve l’inaugurazione. Nel medesimo quadro di interventi sui Nebrodi è stato presentato anche il recupero del chiostro storico dell’ospedale San Salvatore di Mistretta.
Per i cittadini, il passaggio decisivo sarà poter tradurre questa nuova organizzazione in percorsi semplici e prestazioni accessibili. La comunicazione sull’apertura non dettaglia la dotazione di personale, i posti letto effettivamente attivati e gli orari dei singoli servizi di Sant’Agata: informazioni necessarie per descrivere compiutamente l’offerta disponibile. La misura del cambiamento sarà nella capacità di accompagnare i pazienti tra una fase e l’altra delle cure, dando alle famiglie un riferimento concreto nel momento del bisogno.





