Santo Stefano di Camastra guarda al Marocco: nasce l’asse della ceramica nel Mediterraneo

Missione istituzionale tra Sicilia e Nord Africa: al centro materia prima, formazione e scambi culturali. Coinvolti il Comune, il Distretto della Ceramica e il Liceo Artistico stefanese

Dalle sponde tirreniche della Sicilia alle storiche città della ceramica marocchina. Si apre una nuova prospettiva di cooperazione internazionale per Santo Stefano di Camastra, che nei giorni scorsi è stata protagonista di una missione istituzionale in Marocco dedicata allo sviluppo del settore ceramico e alle opportunità di collaborazione tra le due realtà del Mediterraneo.

L’iniziativa, promossa su invito delle autorità marocchine, ha visto la partecipazione dei sindaci delle principali città siciliane della ceramica, dei vertici del Distretto Regionale della Ceramica e di una rappresentanza delle istituzioni scolastiche regionali ad indirizzo artistico.

Per Santo Stefano di Camastra erano presenti il sindaco Francesco Re, anche componente del Consiglio Nazionale Ceramico, l’assessore al Turismo Alessandro Amoroso e il dirigente del Liceo Artistico Regionale ad indirizzo ceramico, professor Calogero Antoci.

Alessandro Amoroso, Francesco Re, Calogero Antoci

Un dialogo tra due tradizioni millenarie

La missione ha consentito di avviare un confronto diretto con il mondo dell’artigianato marocchino, realtà che rappresenta una delle espressioni più significative della cultura manifatturiera del Nord Africa.

Nel corso degli incontri istituzionali sono stati affrontati temi che riguardano non soltanto la promozione culturale delle produzioni artistiche, ma anche aspetti concreti legati alla competitività del comparto e alla formazione delle nuove generazioni di artigiani.

L’obiettivo condiviso è arrivare alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa che possa trasformare il dialogo avviato in una collaborazione stabile e strutturata.

La questione strategica dell’argilla

Tra i temi emersi durante la missione vi è quello dell’approvvigionamento delle materie prime.

Il Marocco dispone infatti di importanti giacimenti di argilla, elemento fondamentale per la produzione ceramica. Una possibile collaborazione in questo ambito potrebbe consentire di individuare nuove opportunità per le imprese artigiane siciliane, sempre più chiamate a confrontarsi con i costi delle materie prime e con le dinamiche dei mercati internazionali.

Si tratta di un aspetto che potrebbe avere ricadute dirette sulla sostenibilità economica delle produzioni e sulla capacità competitiva delle aziende del settore.

Formazione e nuove professionalità

Uno dei punti centrali del progetto riguarda il coinvolgimento delle scuole e delle istituzioni formative.

L’idea è quella di promuovere programmi di scambio tra studenti e studentesse delle rispettive realtà scolastiche, con l’obiettivo di favorire la crescita professionale delle figure specializzate richieste dal settore: tornianti, decoratrici, tecnici di laboratorio e operatori qualificati della produzione artistica.

Un percorso che guarda al futuro di un comparto che, sia in Sicilia sia in Marocco, si confronta con la necessità di garantire il ricambio generazionale e di trasmettere competenze artigianali che rappresentano un patrimonio culturale ed economico di grande valore.

Mostre, fiere e musei: la cultura come ponte

La collaborazione punta inoltre alla promozione congiunta delle eccellenze ceramiche delle due sponde del Mediterraneo attraverso la partecipazione condivisa a mostre, fiere ed eventi nazionali e internazionali.

Tra le ipotesi emerse vi è anche quella di realizzare uno scambio di opere e manufatti da esporre nei rispettivi musei italiani e marocchini, creando occasioni di conoscenza reciproca e di valorizzazione delle identità artistiche locali.

Un’iniziativa che si inserisce in una visione più ampia della diplomazia culturale, nella quale l’artigianato diventa strumento di dialogo tra territori accomunati da una lunga tradizione manifatturiera.

I prossimi passi

Al rientro dalla missione, i rappresentanti della delegazione siciliana intendono coinvolgere gli assessorati regionali competenti, in particolare quelli alle Attività Produttive e alla Formazione, per predisporre una bozza di protocollo che traduca gli impegni assunti in azioni operative.

«Abbiamo avviato un percorso concreto di collaborazione – spiegano Francesco Re, Calogero Antoci e Alessandro Amoroso – che può offrire risposte ai bisogni degli artigiani e, allo stesso tempo, creare opportunità di crescita e qualificazione professionale per i giovani».

Per Santo Stefano di Camastra, capitale siciliana della ceramica artistica, la missione marocchina rappresenta così un tassello di una strategia che punta a rafforzare il ruolo del territorio all’interno delle reti internazionali della manifattura artistica, coniugando tradizione, innovazione e formazione.

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