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Schifani in Antimafia per quasi tre ore: il caso Armao accende i riflettori su incarichi e controlli

Quasi tre ore a porte chiuse, una relazione scritta e le risposte alle domande dei commissari. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è stato ascoltato oggi, 15 ottobre, dalla Commissione regionale Antimafia, presieduta da Antonello Cracolici, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle misure adottate dall’amministrazione per prevenire la corruzione. L’audizione è stata secretata: restano quindi riservati i contenuti del confronto e le spiegazioni fornite dal governatore.

Il punto di partenza è l’inchiesta della Procura di Palermo che coinvolge Gaetano Armao, già vicepresidente della Regione ed ex presidente della Commissione tecnica specialistica. Ma il lavoro dell’organismo parlamentare guarda al funzionamento dell’amministrazione nel suo complesso. L’ordine del giorno ufficiale dell’Ars individua infatti un perimetro preciso: i recenti casi di corruzione in rapporto agli incarichi fiduciari e ai sistemi di controllo interni alla Regione.

È questo il passaggio politicamente più rilevante. La verifica investe il modo in cui vengono attribuiti e seguiti gli incarichi, la capacità degli uffici di riconoscere eventuali anomalie e l’efficacia delle procedure chiamate a proteggere le decisioni pubbliche dalle interferenze di interessi privati.

Schifani, atteso per le 12, si è presentato con una relazione predisposta nei giorni precedenti, letta e consegnata ai componenti della Commissione. Successivamente ha risposto alle domande. La riservatezza della seduta impedisce, tuttavia, di attribuirgli valutazioni specifiche sul caso Armao o di stabilire quali documenti e argomenti abbia richiamato per illustrare l’operato del governo. Allo stesso modo, non consente di ricostruire eventuali contestazioni dei commissari o di anticipare le conclusioni dell’istruttoria.

Il ciclo di audizioni proseguirà con gli assessori e i dirigenti generali dei dipartimenti interessati, oltre al responsabile regionale della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Il percorso annunciato consentirà alla Commissione di confrontare il livello delle decisioni politiche con quello dell’attività amministrativa e dei controlli.

L’accertamento delle eventuali responsabilità penali resta affidato alla magistratura. L’istruttoria parlamentare riguarda invece la tenuta delle strutture regionali e le possibili correzioni da apportare. Le ipotesi investigative sul caso Armao dovranno essere verificate nelle sedi competenti; l’ex vicepresidente ha respinto le accuse e dichiarato la propria estraneità ai fatti.

Sul versante delle iniziative del governo, un elemento pubblico è già disponibile. L’8 ottobre la Giunta ha approvato un disegno di legge sulla trasparenza dei rapporti tra interessi privati e amministrazione, elaborato con il coinvolgimento dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Il testo prevede un registro pubblico dei rappresentanti di interessi e un’agenda degli incontri, nella quale indicare partecipanti, finalità e procedimenti coinvolti. Gli obblighi proposti comprendono presidente, assessori, consulenti, dirigenti e organismi regionali con funzioni istruttorie, consultive o valutative.

Uno degli aspetti più significativi riguarda la tracciabilità dei contatti sulle singole pratiche. Secondo quanto illustrato dalla Regione, dovrebbero essere documentate anche le interlocuzioni informali sui tempi dei procedimenti, sull’assegnazione dei fascicoli, sulla scelta degli istruttori e sulle valutazioni tecniche. Si tratta di un disegno di legge approvato dall’esecutivo: quel passaggio, da solo, non rende operative le disposizioni proposte.

La portata di questa iniziativa andrà misurata sulla sua capacità di rendere verificabili i rapporti che precedono una decisione amministrativa. Sapere chi incontra chi, per quale interesse e in relazione a quale procedimento può aiutare a individuare pressioni improprie e a ricostruire le responsabilità delle scelte. L’efficacia dipenderà però anche da chi dovrà verificare le registrazioni, dalla completezza delle informazioni e dalle conseguenze delle eventuali omissioni.

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