Pagare le tasse arretrate risparmiando su sanzioni e interessi: per molti contribuenti siciliani ci sono diverse possibilità, ciascuna con le proprie regole. Per alcuni debiti verso i Comuni sarà possibile chiedere la rottamazione dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 e pagare anche a rate. Per il bollo auto e altre entrate della Regione, invece, la scadenza è il 31 ottobre 2026, con versamento in un’unica soluzione.
La prima verifica riguarda quindi quale debito si deve pagare, chi lo richiede e a chi è stata affidata la riscossione. La parola “rottamazione” viene utilizzata per misure diverse: conoscere questa distinzione serve a evitare errori e a non perdere le agevolazioni.
Debiti comunali: chi può chiedere la rottamazione
La rottamazione quinquies è stata estesa ai debiti tributari e non tributari delle Regioni e degli enti locali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, indicata anche con la sigla AdER, dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Possono rientrare, per esempio, somme relative a Imu, Tari e altri debiti comunali, anche derivanti da accertamenti. Sono esclusi i debiti derivanti da condanne della Corte dei conti.
L’accesso dipende però dall’adesione dell’ente: il provvedimento doveva essere adottato, pubblicato sul sito istituzionale e trasmesso all’AdER entro il 31 luglio 2026.
Conta inoltre la data in cui il debito è stato affidato alla riscossione. Una tassa riferita a un anno precedente al 2023, ma affidata all’AdER dopo il 31 dicembre 2023, non rientra in questa procedura.
In Sicilia hanno comunicato l’adesione, tra gli altri, Palermo, Messina e Caltanissetta. Sono esempi, non un elenco completo: per ogni Comune occorre controllare gli atti e gli avvisi ufficiali.
Quanto si risparmia e quali somme restano da pagare
Per i debiti tributari ammessi, la rottamazione elimina le sanzioni e gli interessi previsti dalla disciplina. L’imposta originaria resta dovuta, insieme alle eventuali spese di notifica e delle procedure esecutive. Vengono eliminate anche le somme dovute a titolo di aggio, cioè il compenso della riscossione.
Un esempio semplificato: se una posizione comprende 1.000 euro di imposta, 300 euro di sanzioni e 100 euro di interessi, la parte tributaria da versare scende da 1.400 a 1.000 euro. A questa cifra vanno aggiunte le eventuali spese rimaste dovute e, scegliendo il pagamento a rate, gli interessi della dilazione.
Per le multe stradali la regola è diversa: la sanzione di base resta da pagare. Il beneficio riguarda gli interessi, comprese le maggiorazioni previste dalla legge, e l’aggio. La multa, quindi, non viene cancellata.
Domande e pagamenti: il calendario dei debiti locali
Per i debiti degli enti aderenti affidati all’AdER, queste sono le date da segnare.
| Scadenza | Che cosa succede |
|---|---|
| Entro il 15 ottobre 2026 | L’AdER rende disponibili nell’area riservata del proprio sito i dati per individuare i debiti ammessi. |
| Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 | Il contribuente presenta la domanda, esclusivamente online, con le modalità indicate dall’Agenzia. |
| Entro il 28 febbraio 2027 | L’AdER comunica gli importi da pagare e le scadenze del piano. |
| Entro il 31 marzo 2027 | Si paga l’intera somma oppure la prima rata. |
Chi sceglie la dilazione può arrivare a 54 rate bimestrali, cioè una rata ogni due mesi, con un importo minimo di 100 euro per rata.
Le prime cinque scadenze sono 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2027. Dal 2028 si aggiunge la scadenza del 31 gennaio, proseguendo ogni due mesi fino al completamento del piano.
La rateizzazione prevede interessi del 3% annuo dal 1° aprile 2027. Si tratta degli interessi sul pagamento dilazionato, distinti da quelli cancellati con la rottamazione.
Il piano va rispettato: si perdono i benefici in caso di mancato o insufficiente pagamento di due rate, anche non consecutive, oppure dell’unica o dell’ultima rata. Per l’unica e l’ultima rata è prevista una tolleranza di cinque giorni. La perdita dell’agevolazione fa tornare esigibile il debito residuo senza gli sconti della definizione, tenendo conto delle somme già versate.
Bollo auto siciliano: pagamento entro il 31 ottobre, senza rate
La Regione Siciliana ha attivato una propria definizione agevolata, resa operativa dal decreto firmato dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino.
Per il bollo auto la misura riguarda le annualità dal 2016 al 2024 già iscritte a ruolo e la tassa relativa al 2025. Si versa la tassa dovuta senza sanzioni e interessi.
La procedura indicata dalla Regione è semplice: non occorre presentare una domanda. Il contribuente può rivolgersi a una delegazione Aci o a un’agenzia di pratiche auto autorizzata, indicando la targa e l’anno da regolarizzare.
Il pagamento deve avvenire entro il 31 ottobre 2026, in un’unica soluzione: questa misura non consente rateizzazioni.
L’agevolazione regionale comprende anche tasse sulle concessioni regionali e diverse entrate patrimoniali, come affitti di immobili della Regione e alcuni canoni, per adempimenti rimasti insoluti, in tutto o in parte, al 31 dicembre 2025. Per queste posizioni gli uffici competenti predispongono gli avvisi PagoPA, scaricabili dal portale regionale dei pagamenti con Spid o Cie.
I Comuni possono prevedere anche agevolazioni proprie
Accanto alla rottamazione gestita dall’AdER, la legge di bilancio 2026 consente a Regioni ed enti locali di introdurre proprie definizioni agevolate, riducendo o eliminando interessi e sanzioni sulle entrate ammesse.
Per un cittadino questo significa che un debito escluso dalla procedura AdER potrebbe rientrare in un diverso provvedimento comunale. Occorre però che l’ente abbia approvato un regolamento applicabile proprio a quella posizione.
Questa possibilità è definita “a regime”: l’ente può utilizzarla anche successivamente, nei limiti della legge e dei propri equilibri di bilancio. Il cittadino deve comunque rispettare le scadenze fissate dal singolo regolamento.
Debiti ammessi, annualità, domande e numero delle rate possono quindi cambiare da Comune a Comune. Da questo strumento sono esclusi Irap, addizionali ai tributi erariali e compartecipazioni, cioè quote di tributi statali attribuite agli enti territoriali.
La rottamazione nazionale ha un calendario diverso
La rottamazione quinquies introdotta dalla legge n. 199 del 30 dicembre 2025 riguarda, sul versante nazionale, specifici debiti affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023: imposte non versate risultanti dalle dichiarazioni e dai controlli automatici o formali, contributi Inps non pagati con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento, oltre alle sanzioni stradali di competenza delle Prefetture, con benefici limitati alle componenti ammesse.
Per questa procedura la domanda doveva essere presentata entro il 30 aprile 2026. Il pagamento in unica soluzione o della prima rata aveva scadenza il 31 luglio 2026.
Chi ha già aderito con pagamento rateale deve continuare a seguire il proprio piano: la seconda rata scade il 30 settembre 2026. La finestra autunnale prevista per i debiti locali non riapre i termini della domanda nazionale.
Da dove cominciare
Il primo passo è recuperare la cartella o l’avviso ricevuto e individuare l’ente che richiede il pagamento. Per i debiti comunali, l’ufficio tributi può indicare quale agevolazione sia stata approvata e dove trovare il regolamento.
Se la posizione rientra nella rottamazione locale gestita dall’AdER, occorre verificare i debiti ammessi nell’area riservata e presentare la domanda tra il 16 ottobre e il 15 dicembre. Per il bollo siciliano, invece, ci si può rivolgere agli sportelli autorizzati, rispettando il termine del 31 ottobre.
L’adesione del Comune rende disponibile l’agevolazione; per ottenerla, il contribuente deve completare gli adempimenti previsti.





