Per le comunità siciliane colpite dal ciclone Harry, il prossimo passaggio nella richiesta di sostegno europeo è fissato per mercoledì 21 ottobre. Il Parlamento europeo voterà a Strasburgo la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea, con una proposta che destina all’Italia 74.884.983 euro per gli interventi di emergenza e ripristino in Sicilia, Sardegna e Calabria. Una somma complessiva di quasi 75 milioni, da ripartire tra le tre regioni interessate dagli eventi meteorologici dello scorso gennaio.
Il provvedimento arriva in Aula dopo il consenso unanime della commissione Bilanci del Parlamento europeo: 34 voti favorevoli, nessun contrario e nessuna astensione. Un primo via libera che avvicina l’assegnazione del contributo, mentre resta da completare il percorso istituzionale necessario a rendere disponibili le risorse.
L’intervento europeo punta a sostenere il recupero delle infrastrutture e il funzionamento dei servizi essenziali. Viabilità, reti idriche ed energetiche, strutture pubbliche e operazioni di emergenza costituiscono alcuni degli ambiti ai quali potrà essere destinato il finanziamento. Il sostegno all’Italia rientra in una proposta più ampia, presentata dalla Commissione europea il 17 settembre, che mobilita circa 489 milioni di euro anche per Portogallo, Spagna e Malta, colpiti dalle tempeste e dalle alluvioni dei primi mesi dell’anno.
La portata delle conseguenze lasciate da Harry emerge dalle stime trasmesse dalle autorità italiane: quasi tre miliardi di euro di danni diretti nelle tre regioni. Il contributo europeo rappresenta quindi una componente del sostegno necessario al recupero dei territori. L’Italia ha presentato la domanda di accesso al Fondo il 10 aprile; secondo quanto riferito dall’europarlamentare Pasquale Tridico, non sono stati richiesti anticipi e l’importo previsto sarà corrisposto a conclusione dell’iter.
Attorno alla richiesta di aiuti si è sviluppata un’iniziativa politica trasversale. Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci e Pasquale Tridico hanno sollecitato l’attivazione del Fondo sin dalle prime fasi dell’emergenza, rivolgendosi alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e al commissario Raffaele Fitto. Sul fronte di Forza Italia e del Partito popolare europeo, Marco Falcone ha promosso iniziative a sostegno delle aree danneggiate, con particolare attenzione alla Sicilia orientale. Anche Giuseppe Lupo, del Partito democratico, ha chiesto attraverso un’interrogazione un intervento urgente delle istituzioni europee.
Il voto di mercoledì sarà dunque un passaggio rilevante. La procedura prevede l’approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio, cui seguirà la decisione della Commissione relativa al pagamento.
Per la Sicilia, la fase successiva riguarderà soprattutto la quota effettivamente assegnata, gli interventi finanziati e i tempi di utilizzo. È su questi elementi che si misurerà l’efficacia del sostegno: dalla riparazione delle infrastrutture danneggiate al recupero dei servizi, fino al ritorno a condizioni di sicurezza nei territori colpiti.





