spot_img
spot_img

Fauna selvatica, la geografia pesa più dei danni: il bando che mette i Nebrodi in svantaggio

Quattro milioni di euro, una graduatoria regionale e 35 punti riservati al Geoparco delle Madonie. Bernadette Grasso chiede a Sammartino di rivedere i criteri. Per alcune aziende, partecipando singolarmente, la soglia minima resta irraggiungibile.

«Dall’esame della tabella dei criteri di selezione emerge una distribuzione dei punteggi fortemente sbilanciata a favore del comprensorio delle Madonie, senza un’adeguata considerazione delle condizioni di emergenza che interessano numerosi altri territori siciliani e, in particolare, l’intera area dei Nebrodi».

È la contestazione che la deputata regionale Bernadette Grasso mette al centro della nota indirizzata oggi, 19 ottobre, all’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino. La richiesta è di rivedere i criteri del nuovo bando per proteggere le aziende agricole dai danni della fauna selvatica. Una misura attesa, ma che assegna possibilità di accesso molto diverse a imprese impegnate ad affrontare lo stesso problema.

Il bando SRD04, Azione 1, approvato l’8 ottobre, mette a disposizione quattro milioni di euro. Finanzia recinzioni, anche elettrificate, dissuasori acustici e luminosi e altri strumenti per impedire agli animali selvatici di entrare nei terreni agricoli. Il contributo copre il 100% delle spese ammesse, per progetti da 75 mila a 300 mila euro. Il limite sale a 500 mila euro quando agricoltori e allevatori partecipano in forma associata.

L’obiettivo è difendere coltivazioni, pascoli e attività produttive, favorendo la convivenza con la fauna selvatica e la tutela dell’ambiente. La questione sollevata da Grasso riguarda il modo in cui vengono scelti i progetti da finanziare.

«Nello specifico, il bando riconosce ben 35 punti agli interventi ricadenti nel Madonie UNESCO Global Geopark, mentre attribuisce soltanto 10 punti alla storicità dei danni effettivamente accertati dalla fauna selvatica», osserva la deputata.

La collocazione geografica pesa quindi tre volte e mezzo il criterio relativo ai danni documentati. A beneficiare dei 35 punti sono gli interventi sulle superfici agricole comprese nel Geoparco delle Madonie. Conta la posizione dei terreni da proteggere: il bando richiede che l’intervento ricada interamente nell’area premiata.

È su questo rapporto che Grasso pone la domanda più diretta: «Non si comprende, pertanto, perché l’appartenenza a un determinato comprensorio geografico debba avere un peso così determinante rispetto all’effettiva esposizione delle aziende agricole ai danni causati dagli animali selvatici».

Il finanziamento è aperto a tutta la Sicilia e le domande ammesse confluiscono in un’unica graduatoria regionale. Le imprese competono dunque per lo stesso fondo: un vantaggio così consistente può incidere molto sulle possibilità di ottenere il contributo.

«Tale impostazione rischia di determinare una disparità sostanziale nell’accesso alle risorse, tanto più significativa in presenza di una graduatoria unica regionale e di una dotazione finanziaria complessiva limitata a quattro milioni di euro», sottolinea Grasso.

Per superare la prima soglia servono almeno 45 punti su 100, raccolti in almeno due categorie di criteri. Raggiungerli non garantisce comunque il finanziamento: bisogna rispettare tutte le altre condizioni e ottenere una posizione utile in graduatoria.

L’esame dei punteggi evidenzia una difficoltà ulteriore. Sommando tutti i criteri diversi dalla localizzazione, una domanda individuale può arrivare al massimo a 35 punti. Una domanda associata può raggiungerne 50, grazie ai 15 punti riservati alle forme collettive.

Per gli interventi esterni al Geoparco delle Madonie, il risultato cambia in base alla possibilità di ottenere gli altri 15 punti territoriali previsti per le aree tutelate indicate dalla tabella, tra cui i siti della Rete Natura 2000.

Interventi fuori dal Geoparco delle MadonieMassimo con domanda individualeMassimo con domanda associata
Senza i 15 punti per le aree tutelate35 punti50 punti
Con i 15 punti per le aree tutelate50 punti65 punti

Si tratta di massimi teorici, ottenibili soddisfacendo tutte le altre condizioni. La conseguenza è chiara: un’azienda con un intervento esterno a entrambe le categorie territoriali premiate, partecipando singolarmente, non può raggiungere la soglia minima di 45 punti. Anche raccogliendo tutti gli altri punteggi disponibili, rimane esclusa dalla possibilità di finanziamento.

La richiesta di riesame riguarda quindi anche l’effettiva accessibilità della misura. Nella nota, Grasso richiama le difficoltà delle aziende nebroidee, comprese quelle che lavorano fuori dal perimetro del Parco dei Nebrodi, e le segnalazioni provenienti dalla Valle dell’Alcantara.

«In numerosi casi, gli imprenditori agricoli si trovano costretti a sostenere ripetutamente spese per il ripristino dei terreni danneggiati, la protezione delle colture e la salvaguardia degli allevamenti, con conseguenze che rischiano di compromettere la continuità delle stesse attività produttive».

Sulle Madonie, intanto, il provvedimento è stato accolto con soddisfazione dal presidente dell’Ente Parco, Giuseppe Ferrarello, che ha invitato le imprese a partecipare. Nel comunicato dell’Ente, la nascita del bando viene ricondotta al confronto avviato con Sammartino e i 35 punti sono presentati come un’opportunità importante per il comprensorio.

Le aziende madonite hanno pieno diritto a ricevere attenzione e sostegno. La richiesta di Grasso è che la stessa attenzione venga garantita agli agricoltori degli altri territori che affrontano condizioni simili.

«Non si tratta di mettere in discussione il riconoscimento delle peculiarità ambientali e territoriali delle Madonie, bensì di garantire che tale riconoscimento non si traduca in un ingiustificato svantaggio per le imprese agricole degli altri comprensori siciliani», precisa la deputata.

È questo il tema dell’equità: a condizioni comparabili di rischio, danno e valore ambientale dovrebbero corrispondere possibilità comparabili di sostegno. Alla Regione spetta spiegare le ragioni del vantaggio territoriale e verificare se il suo peso sia proporzionato agli obiettivi del bando.

Anche alcune cifre circolate nella protesta richiedono una precisazione. Il bando non stabilisce che saranno finanziate soltanto 13 aziende. Tredici progetti da 300 mila euro utilizzerebbero 3,9 milioni, lasciando altri 100 mila euro disponibili. Il numero effettivo dipenderà dagli importi ammessi; inoltre, una domanda associata può coinvolgere più imprese. Resta comunque legittimo interrogarsi sulla capacità di quattro milioni di euro di rispondere alle necessità dell’intera Sicilia.

C’è poi la spesa minima di 75 mila euro. Un intervento meno costoso, anche se utile a proteggere una piccola azienda, resta escluso. È un altro elemento da valutare se si vuole rendere la prevenzione accessibile a un numero più ampio di agricoltori. Il fondo potrà essere aumentato, come prevede il bando, ma soltanto se saranno disponibili ulteriori risorse.

La proposta di Grasso indica una direzione precisa: «Ritengo che la selezione dei progetti debba essere maggiormente orientata alla reale necessità degli interventi, all’entità dei danni subiti, alla vulnerabilità delle produzioni agricole e all’effettiva efficacia delle misure di prevenzione proposte».

Un riequilibrio dovrebbe quindi considerare quanto un’azienda sia esposta alle incursioni, quali produzioni rischi di perdere e quanto siano utili le protezioni progettate. Trattandosi di prevenzione, conta anche la possibilità di evitare danni futuri.

L’avviso regionale rinvia a una successiva comunicazione le date di apertura e chiusura delle domande sul portale SIAN. Una risposta tempestiva consentirebbe alle imprese di conoscere con chiarezza le proprie possibilità prima di sostenere i costi della progettazione.

La nota si conclude con una richiesta esplicita a Sammartino: «Le chiedo di disporre un riesame dei criteri di selezione e della relativa attribuzione dei punteggi, al fine di garantire una distribuzione delle risorse più equilibrata e più rispondente alle effettive esigenze dei territori».

L’immagine in apertura con Bernadette Grasso e Luca Sammartino è stata generata con l’intelligenza artificiale a scopo illustrativo e non documenta un incontro realmente avvenuto.

Autore

spot_img
spot_img

Ultime News

Related articles