Camion e trattori sulla Palermo-Agrigento, presidi nel capoluogo e difficoltà nei rifornimenti. A Milano il confronto con il Governo: attesi nuovi aiuti anche per i trasporti marittimi.
La protesta contro il caro carburante continua a rallentare il trasporto delle merci in Sicilia, mentre dal Governo arriva l’impegno a rendere disponibili 430 milioni di euro già stanziati per l’autotrasporto. Matteo Salvini annuncia l’avvio delle erogazioni entro questa settimana e ulteriori risorse, ma le imprese attendono tempi certi e impegni formalizzati prima di fermare la mobilitazione.
Nella mattinata di oggi, 20 ottobre, oltre quaranta mezzi, tra camion, tir e trattori, hanno occupato le corsie della statale 189 Agrigento-Palermo, all’altezza del bivio Tumarrano, nel territorio di San Giovanni Gemini. Il presidio riunisce autotrasportatori e agricoltori delle province di Agrigento e Caltanissetta: vengono fermati i mezzi commerciali pesanti, mentre è consentito il transito delle automobili. Polizia, carabinieri e vigili urbani seguono la situazione.
Accanto ai manifestanti sono presenti il sindaco di San Giovanni Gemini, Dino Zimbardo, il primo cittadino di Vallelunga Pratameno e la deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina. Zimbardo ha descritto le difficoltà delle aziende citando una spesa di 1.500 euro per un rifornimento da 600 litri: un esempio, nelle sue parole, di costi ormai difficili da sostenere.
A Palermo proseguono intanto i presidi davanti al porto e nella zona di via Oreto, in prossimità dell’accesso all’A19. Le conseguenze raggiungono anche la distribuzione alimentare: nel Catanese, a Gravina, sono state documentate carenze di frutta, verdura e carne. Segnali concreti delle difficoltà nelle consegne, soprattutto per i prodotti freschi e deperibili.
Sul fronte istituzionale, in Prefettura a Milano è iniziato il tavolo con le associazioni nazionali, alla presenza di Salvini e del viceministro Edoardo Rixi. Nel pomeriggio è previsto un confronto con le rappresentanze territoriali delle proteste nel Mezzogiorno. L’appuntamento nazionale è stato anticipato rispetto alla convocazione originaria del 27 ottobre.
Intervenendo a Rtl 102.5, il ministro ha indicato come priorità lo sblocco dei 430 milioni destinati al credito d’imposta per il settore, spiegando che l’obiettivo è superare gli ostacoli burocratici e avviare le erogazioni già in settimana, «perché molte imprese non possono aspettare». Si tratta di risorse nazionali già previste a bilancio: l’annuncio riguarda la loro disponibilità effettiva per le aziende, mentre gli aiuti aggiuntivi restano da quantificare.
Un altro punto riguarda il Marebonus, per il quale Salvini ha annunciato disponibilità di cassa. Il programma di incentivi oggi denominato Sea Modal Shift sostiene le imprese che imbarcano i mezzi e trasferiscono parte del viaggio dalla strada al mare. Nella vertenza pesa anche il costo delle emissioni: il sistema europeo ETS è stato esteso al trasporto marittimo dal 2024 ed è al centro delle critiche del ministro.
Il Comitato Trasportatori Siciliani, coordinato da Salvatore Bella, ha legato la revoca del fermo alla sottoscrizione di un protocollo con impegni ufficiali. Tra le richieste figurano lo sblocco dei contributi per il trasporto marittimo e ulteriori coperture contro il caro gasolio. Il confronto di Milano dovrà dunque chiarire importi, modalità di accesso e scadenze: gli elementi sui quali le imprese valuteranno la ripresa delle attività.





