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Agrigento, svolta in Eventopoli: chiesto il carcere per il deputato Pisano

La Procura di Agrigento ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Calogero, detto Lillo, Pisano, deputato nazionale di Fratelli d’Italia, nell’ambito dell’inchiesta conosciuta come “Eventopoli”. Per Antonino Insalaco, avvocato e dirigente del Comune, e Giuseppe Librizzi, dirigente dell’assessorato regionale al Turismo, sono state invece richieste misure interdittive. Tutti e tre hanno ricevuto l’invito a comparire davanti al giudice per le indagini preliminari per l’interrogatorio preventivo: le richieste dell’accusa devono ancora essere valutate e non equivalgono a provvedimenti già disposti.

È il nuovo passaggio di un’indagine sull’impiego di denaro pubblico destinato alla promozione turistica e culturale della città. Le ipotesi di reato indicate dalla Procura comprendono, a vario titolo, associazione per delinquere, peculato, truffa aggravata ai danni della Regione Siciliana e del Comune di Agrigento, falso ideologico e finanziamento illecito al candidato alle elezioni politiche. Il periodo natalizio del 2022 rappresenta uno dei principali nuclei degli accertamenti.

Gli ultimi sviluppi coinvolgono anche Costantino Ciulla, ex assessore comunale alla Cultura e attuale consigliere di opposizione di Fratelli d’Italia, indicato tra gli indagati. Secondo quanto riferito da Grandangolo, Pisano è atteso sabato 31 ottobre davanti al gip Michele Dubini, assistito dagli avvocati Mattia Caleca e Silvio Miceli. Le richieste cautelari rese note riguardano il deputato e i due dirigenti.

QuadroChiaro aveva seguito la vicenda diventata pubblica il 30 marzo 2026, con la notizia di sei avvisi di garanzia. Oltre a Pisano erano emersi i nomi di Fabrizio La Gaipa, amministratore della Dmo Valle dei Templi; Salvatore Prestia, allora direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello; sua moglie Laura Cozzo, rappresentante di un’associazione culturale; Calogero Casucci, legato a un’altra associazione; e Antonio Migliaccio, ex autista del parlamentare e rappresentante di un’associazione culturale. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Giovanni Di Leo e dalla sostituta Elettra Consoli, riguardava presunte irregolarità nelle rendicontazioni presentate per ottenere finanziamenti pubblici.

La prima conseguenza sul piano amministrativo furono le dimissioni di Prestia dalla direzione della Fondazione. Il consiglio di amministrazione ne prese atto, dichiarandosi estraneo alla gestione amministrativa e contabile contestata e sostenendo che, qualora le accuse fossero confermate, il Teatro Pirandello avrebbe subito un danno economico e d’immagine.

Il cuore economico dell’indagine riguarda il rapporto tra contributi richiesti, spese effettivamente sostenute e documenti utilizzati per giustificarle. Nelle ricostruzioni emerse a marzo compaiono tre progetti del Natale 2022: “Xena Akragantos”, “Natale destinazione Agrigento” e “Destinazione Agrigento Costa del Mito”. Per le iniziative sarebbero stati richiesti finanziamenti per complessivi 602 mila euro. Secondo l’accusa, parte delle rendicontazioni sarebbe stata generica, incompleta o fondata su documentazione non veritiera, con spese riproposte in più richieste. Il presunto danno indicato in quella fase era di almeno 300 mila euro, una stima investigativa ancora da verificare nel procedimento.

Tra gli episodi finiti all’attenzione degli inquirenti c’è il concerto di Achille Lauro per il Capodanno 2023, in piazza Marconi. L’ipotesi è che alcune spese, comprese quelle relative al compenso dell’artista e al noleggio dei bagni chimici, siano state rendicontate due volte per ottenere finanziamenti distinti. Al cantante non vengono attribuite responsabilità: le contestazioni riguardano la gestione dei contributi e la documentazione contabile presentata dagli organizzatori.

Nella ricostruzione accusatoria assumono rilievo anche i rapporti fra gli enti beneficiari e le associazioni coinvolte. Prestia avrebbe avuto un ruolo nella gestione di più realtà associative; Pisano, già funzionario e vice capo di gabinetto vicario dell’assessorato regionale al Turismo, avrebbe favorito l’accesso ai finanziamenti. Sono i ruoli ipotizzati dagli investigatori, sui quali dovrà svilupparsi il confronto con le difese.

Un ulteriore filone riguarda 30 mila euro trasferiti a Pisano con due bonifici del 5 agosto 2022, prima delle elezioni politiche di settembre. Secondo la ricostruzione pubblicata da Grandangolo, i versamenti partirono dai conti personali di Prestia e Cozzo, con la causale “prestito personale”. Per la Procura, però, il denaro sarebbe provenuto da associazioni beneficiarie di risorse pubbliche e sarebbe servito a finanziare la campagna elettorale del futuro deputato. È questo il passaggio sul quale si concentra l’ipotesi di finanziamento illecito.

La successione delle date chiarisce un aspetto essenziale: i bonifici precedono gli eventi natalizi. Il filone elettorale riguarda quindi movimenti anteriori al Natale 2022, all’interno di accertamenti che, secondo gli aggiornamenti della Procura riportati dalla stampa, comprendono finanziamenti per manifestazioni organizzate a partire dal 2021.

Gli investigatori hanno esaminato documenti, flussi finanziari e situazioni patrimoniali di enti e associazioni ritenute in larga parte riconducibili all’entourage del parlamentare. Sono state ascoltate numerose persone informate sui fatti ed è stato interrogato un indagato. Nel fascicolo confluiscono anche intercettazioni che, secondo quanto precisato dalla Procura, non hanno riguardato né coinvolto direttamente Pisano. Gli accertamenti sono stati svolti dalla sezione di polizia giudiziaria della Procura e dai carabinieri del Nucleo investigativo di Agrigento.

La vicenda giudiziaria si inserisce in un percorso politico già segnato da una rottura con Fratelli d’Italia. Nel settembre 2022 Pisano era stato sospeso dopo la diffusione di vecchi post inneggianti a Hitler. Eletto comunque alla Camera, aveva aderito a Noi Moderati, per poi rientrare in FdI nel 2026.

Pisano respinge le accuse. Già a marzo aveva contestato la ricostruzione giornalistica e dichiarato di confidare negli accertamenti della magistratura. Dopo la nuova convocazione ha annunciato che esaminerà l’atto con i propri avvocati per valutare le iniziative difensive. «Affronto questo passaggio conscio della mia estraneità ai fatti contestati», ha affermato, ribadendo fiducia nella magistratura e la convinzione di poter chiarire ogni aspetto nelle sedi competenti.

Il prossimo passaggio sarà dunque il confronto davanti al gip. L’interrogatorio preventivo consente all’indagato di esporre la propria posizione prima della decisione sulla richiesta cautelare, con l’assistenza del difensore e la possibilità di conoscere gli atti depositati. Il giudice dovrà valutare gli elementi dell’accusa e quelli presentati dalla difesa. Per Pisano, qualora fosse disposta una misura privativa della libertà, la sua esecuzione richiederebbe inoltre l’autorizzazione della Camera dei deputati, prevista dall’articolo 68 della Costituzione.

Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

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