Hacker nei sistemi di refrigerazione: in Sicilia segnalati circa venti supermercati colpiti

Alterati a distanza i sistemi di refrigerazione, con alimenti deteriorati. Casi tra Catania, Palermo e Ragusa; l’Agenzia per la cybersicurezza richiama le imprese alle misure di protezione.

L’ondata di attacchi informatici contro gli impianti di refrigerazione della grande distribuzione coinvolge anche la Sicilia. Secondo una prima ricognizione di Federdistribuzione Sicilia, sarebbero circa venti i supermercati interessati, soprattutto nelle province di Catania, Palermo e Ragusa. A riferirlo è Giovanni Arena, delegato responsabile dell’associazione nell’Isola e amministratore delegato del gruppo Arena. Un bilancio ancora provvisorio, mentre proseguono gli accertamenti sulle intrusioni e sulle loro conseguenze.

I casi nei supermercati a marchio Coop

Tra gli episodi segnalati ci sono quelli che riguardano almeno quattro punti vendita a marchio Coop gestiti dal gruppo Radenza: tre a Catania e uno a Palermo. Il direttore generale Giuseppe Spadaro ha spiegato che la manomissione dei parametri di funzionamento ha provocato il riscaldamento dei banchi e il deterioramento degli alimenti. L’incursione, secondo il suo racconto, è avvenuta alle quattro del mattino; il gruppo ha contattato l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e avviato le verifiche sull’entità dei danni.

Successivamente Spadaro ha riferito all’Adnkronos che il problema è stato circoscritto. Coop ha inoltre precisato che gli episodi siciliani hanno interessato esercizi che utilizzano l’insegna in franchising, al di fuori della propria gestione diretta, sulla cui rete prosegue il monitoraggio.

Il coinvolgimento del gruppo Arena

Arena descrive un fenomeno esteso a diverse realtà della distribuzione siciliana. Nella sua ricostruzione, gli accessi non autorizzati hanno interessato i sistemi utilizzati dai servizi di telegestione e assistenza per controllare gli impianti a distanza, consentendo di modificare le temperature. Quanto al gruppo Arena, presente con le insegne Decò e SuperConveniente, l’amministratore delegato riferisce un coinvolgimento indiretto attraverso tre supermercati in franchising. Secondo Arena, in questi esercizi non sarebbero stati rispettati i protocolli di sicurezza previsti.

Il controllo remoto e le misure di sicurezza

Il punto critico è dunque il controllo remoto delle apparecchiature. Nel bollettino dedicato alla filiera del freddo, l’Agenzia per la cybersicurezza spiega che sistemi obsoleti, interfacce accessibili direttamente da Internet e protezioni insufficienti degli accessi possono permettere agli intrusi di intervenire sui parametri degli impianti. Le conseguenze possono riguardare anche i cicli di sbrinamento e gli allarmi, con interruzioni della refrigerazione e deterioramento delle merci.

L’Acn chiede agli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare, della refrigerazione industriale e della manutenzione di verificare con urgenza quali sistemi siano esposti online. Le indicazioni comprendono la separazione delle reti di controllo da quelle aziendali ordinarie, collegamenti remoti protetti, autenticazione a più fattori e aggiornamento o sostituzione degli apparati non più supportati. Il bollettino precisa inoltre che il ritorno alla temperatura corretta, da solo, non dimostra che gli alimenti abbiano mantenuto condizioni di conservazione adeguate.

Le segnalazioni in Italia e la riunione a Palazzo Chigi

Le segnalazioni italiane si estendono oltre l’Isola. L’Agenzia ha comunicato di avere ricevuto la notifica di un incidente da un’azienda toscana della ristorazione collettiva e di avere rilevato un attacco a un’impresa emiliana produttrice di surgelati, che al momento della comunicazione non risultava ancora notificato. È stato intensificato il monitoraggio per individuare ulteriori casi.

Sul fronte istituzionale, per il 3 novembre alle 11.30 è stata convocata a Palazzo Chigi una riunione coordinata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, con il direttore dell’Acn e i vertici delle agenzie di intelligence. L’obiettivo annunciato è fare il punto sugli attacchi ai sistemi di refrigerazione commerciale.

L’ondata europea e la posizione dell’Ue

Il quadro europeo comprende segnalazioni di problemi agli impianti in Belgio, Svezia, Irlanda, Estonia, Finlandia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo, dopo gli attacchi che in ottobre avevano colpito numerosi supermercati francesi. In diversi esercizi è stato necessario eliminare prodotti compromessi dall’aumento delle temperature. Le verifiche sulla natura dei singoli episodi restano in corso.

Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha definito il ripetersi degli attacchi un tentativo deliberato di ostacolare la catena di approvvigionamento e indebolire la fiducia dei consumatori. Ha però precisato che, allo stato, la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari dell’Unione non risulta a rischio, pur in presenza di sprechi e danni concreti per le imprese. Hansen ha annunciato che porterà la questione al collegio dei commissari.

Gli accertamenti della Polizia postale

Per i casi siciliani, la Polizia postale sta lavorando per ricostruire l’origine delle intrusioni, quantificarne gli effetti e verificare eventuali legami con gli episodi registrati all’estero. Questi collegamenti restano quindi un punto da accertare nelle indagini.

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