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Criminalità giovanile, maxi operazione della Polizia di Stato: coinvolte anche Catania, Messina e Palermo

Oltre mille agenti impegnati in 44 province italiane. In Sicilia riflettori su Catania, Messina e Palermo. Arresti, sequestri di droga, armi e denaro, oltre a quasi mille profili social inneggianti alla violenza individuati dagli investigatori.

La Polizia di Stato ha portato a termine una delle più vaste operazioni degli ultimi anni contro la criminalità giovanile, coinvolgendo contemporaneamente 44 province italiane, tra cui le tre principali realtà siciliane di Palermo, Catania e Messina. L’attività, coordinata dal Servizio Centrale Operativo (SCO), ha visto impegnati oltre mille operatori delle Squadre Mobili, dei Reparti Prevenzione Crimine e di altri uffici della Polizia di Stato, con l’obiettivo di colpire gruppi e singoli responsabili di reati contro la persona, il patrimonio, lo spaccio di droga e il possesso illecito di armi.

Il bilancio dell’operazione è particolarmente significativo: 539 persone arrestate o sottoposte a fermo, 954 denunciate, oltre 703 chilogrammi di sostanze stupefacenti sequestrate, decine di armi recuperate e quasi 188 mila persone controllate nelle principali aree della movida e dello spaccio.

In Sicilia coinvolte Palermo, Catania e Messina

Tra le province interessate figurano Palermo, Catania e Messina, dove le Squadre Mobili hanno partecipato al dispositivo nazionale coordinato dallo SCO. L’intervento si inserisce in un piano di contrasto ai fenomeni di devianza giovanile che negli ultimi mesi hanno registrato un incremento anche attraverso l’utilizzo dei social network come strumento di esibizione e propaganda di condotte violente.

Le indagini hanno riguardato giovani, spesso organizzati in gruppi, ritenuti responsabili di aggressioni, risse, rapine, estorsioni, furti, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi. In numerosi casi le azioni violente venivano filmate e diffuse online dagli stessi autori.

Oltre 500 arresti e quasi mille denunce

Nel dettaglio sono stati arrestati o sottoposti a fermo 492 maggiorenni e 47 minorenni, mentre sono stati denunciati in stato di libertà 791 adulti e 163 minori per reati che spaziano dalla ricettazione al possesso di armi fino allo spaccio di droga.

Complessivamente gli agenti hanno identificato e controllato 187.956 persone, delle quali 19.489 minorenni, concentrando i servizi nelle aree considerate maggiormente esposte ai fenomeni criminali: piazze dello spaccio, zone della movida, stazioni ferroviarie, centri commerciali e luoghi di aggregazione giovanile.

Sequestrati oltre 700 chili di droga e decine di armi

L’operazione ha consentito di sequestrare un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti: 41 chilogrammi di cocaina, 660 chilogrammi di cannabinoidi, 2 chilogrammi di ketamina, circa mille pastiglie di ossicodone, oltre a ecstasy, MDMA, shaboo, benzodiazepine e numerosi bilancini di precisione utilizzati per il confezionamento delle dosi.

Durante le perquisizioni sono stati inoltre sequestrati 49 armi da fuoco, con relativo munizionamento, 87 armi bianche e 95 oggetti atti ad offendere, tra cui spray urticanti, taser, manganelli telescopici, mazze da baseball, coltelli e strumenti da scasso.

Recuperati anche numerosi beni ritenuti provento di furto, tra cui gioielli, telefoni cellulari e 307 mila euro in contanti.

Controlli anche su centri per minori e locali della movida

L’attività ispettiva ha interessato 1.182 immobili, compresi 24 centri di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, oltre a 117 sale giochi, 543 esercizi commerciali e numerosi luoghi di ritrovo frequentati dai giovani.

Le verifiche hanno portato alla contestazione di 506 sanzioni amministrative, soprattutto per consumo di sostanze stupefacenti e somministrazione di alcolici a minori.

Monitorati anche i social network

Uno degli aspetti più rilevanti dell’operazione ha riguardato il monitoraggio del web. Gli investigatori hanno individuato 973 profili social contenenti messaggi di incitamento all’odio, alla violenza e all’utilizzo di armi, compresi contenuti offensivi nei confronti delle forze dell’ordine. Due profili sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per il possibile oscuramento.

Alcuni degli interventi più significativi

Tra le attività concluse nell’ambito dell’operazione figurano l’identificazione di quattro giovani, due dei quali minorenni, ritenuti responsabili della brutale aggressione a un uomo a Viareggio; l’arresto a Milano di due ragazze di 15 e 17 anni accusate di una rapina aggravata ai danni di una giovane, episodio ripreso e successivamente pubblicato sui social; e le indagini svolte a Roma sui disordini avvenuti nei pressi del Colosseo, culminate nell’identificazione di diversi partecipanti e nel sequestro di materiale pirotecnico e di un’arma tipo nunchaku.

L’operazione rappresenta uno dei più importanti interventi coordinati degli ultimi mesi contro i fenomeni di criminalità giovanile, con una strategia che ha affiancato all’azione repressiva un’attenta attività di monitoraggio del web e dei social network, sempre più utilizzati come strumenti di esibizione e promozione della violenza.

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