Sette misure cautelari nell’indagine della Procura europea. Al centro delle accuse un intreccio tra politica, imprese e un carabiniere: affidamenti pubblici, pagamenti periodici, assunzioni e informazioni riservate.
Un circuito di relazioni nel quale gli appalti pubblici sarebbero diventati occasione di guadagno privato, le disponibilità economiche degli imprenditori avrebbero alimentato compensi ricorrenti e i rapporti politici avrebbero favorito l’accesso ai lavori. È il quadro accusatorio dell’operazione Nexus, l’inchiesta coordinata dall’ufficio di Palermo della Procura europea, che ieri, 14 ottobre, ha portato la Digos a eseguire sette misure cautelari personali a Siracusa.
Tra gli indagati figura anche il sindaco Francesco Italia, la cui posizione va distinta da quelle delle persone raggiunte dai provvedimenti. Agli arresti domiciliari è finita Concetta Carbone, vicepresidente del Consiglio comunale ed ex assessora alle Pari opportunità e ai Diritti sociali. Per il carabiniere Salvatore Strazzulla, in servizio all’epoca dei fatti nella sezione di polizia giudiziaria della Procura di Catania, è stata disposta la custodia in carcere.
Ai domiciliari anche l’imprenditore Massimo Boscarino. Gli altri quattro provvedimenti riguardano Giuseppe Boscarino, due omonimi Salvatore Boscarino e Tino Bugliarello, destinatari del divieto, per dodici mesi, di esercitare attività imprenditoriali che consentano di richiedere contributi europei o statali. Le misure sono state disposte dalla gip del Tribunale di Siracusa Antonella Coniglio, su richiesta dei procuratori europei.
La ricostruzione investigativa si fonda in larga parte su telefonate, messaggi vocali, conversazioni registrate nell’auto di Strazzulla e intercettazioni effettuate attraverso un captatore informatico sul telefono di Carbone. Materiale dal quale, secondo l’accusa, emergerebbe un’organizzazione capace di mettere in relazione interessi imprenditoriali, disponibilità amministrative e consenso elettorale.
Il punto centrale è la presunta continuità dei rapporti: i magistrati ipotizzano un meccanismo nel quale ciascuno avrebbe avuto una funzione e un’utilità da ricavare.
Uno degli interventi sotto esame è l’ampliamento dell’ostello destinato ai lavoratori migranti e stagionali di Cassibile. Secondo la ricostruzione accusatoria, gli affidamenti avrebbero favorito imprese riconducibili alla famiglia Boscarino attraverso un rapporto privilegiato con esponenti dell’amministrazione e con il tecnico comunale incaricato di seguire il procedimento.
In questo contesto vengono collocate le presunte utilità destinate a Carbone, tra cui 10 mila euro e sostegno elettorale, e i pagamenti che avrebbe ricevuto l’ingegnere Michele Dell’Aira, responsabile unico del procedimento.
Una conversazione del 9 febbraio 2025, registrata nell’abitazione di Carbone, assume particolare rilievo. Strazzulla e l’esponente politica parlano del tecnico e di somme che gli sarebbero state versate con regolarità: 200 euro alla settimana per circa cinque anni. È uno dei passaggi attraverso i quali gli investigatori ricostruiscono l’ipotesi di una remunerazione stabile, collegata agli incarichi e ai lavori ottenuti.
Gli affidamenti vengono inoltre ricondotti a una fase nella quale il Comune era privo del Consiglio comunale, sciolto per vicende legate ai bilanci. Un elemento richiamato nella ricostruzione dell’indagine sul contesto in cui sarebbero maturate le assegnazioni.
La posizione di Dell’Aira resta distinta da quelle dei sette destinatari dei provvedimenti eseguiti: secondo quanto riportato sull’ordinanza, la gip ha ritenuto necessario procedere all’interrogatorio preventivo prima di decidere sulla misura richiesta nei suoi confronti.
Al centro della rete di rapporti descritta dagli investigatori ci sarebbe Strazzulla, al quale viene attribuita una funzione di collegamento tra gli imprenditori e gli interlocutori politici e amministrativi.
Il militare avrebbe contribuito a procurare occasioni di lavoro alle imprese, ricevendo in cambio somme di denaro. Le conversazioni riportate delineano pagamenti con frequenza settimanale o mensile, ma anche compensi legati al raggiungimento di obiettivi specifici.
In un dialogo del 2 febbraio 2025, Strazzulla e Giuseppe Boscarino discutono di mille euro al mese. In altri passaggi, parlando con la moglie, il carabiniere collega la disponibilità di denaro per le spese familiari ai rapporti con l’imprenditore. Per l’accusa, sono elementi che contribuirebbero a spiegare la natura economica del legame e l’interesse a mantenerlo nel tempo.
Accanto alle somme periodiche, le intercettazioni documentano discussioni sulle percentuali da chiedere in relazione ai lavori. In una conversazione del 25 dicembre 2024, Giuseppe Boscarino e Strazzulla ragionano su quote variabili in funzione dell’importo degli appalti e sulla necessità di mantenere riservata l’esistenza del gruppo.
Un altro episodio riguarda lavori stradali a Ferla. Durante un viaggio verso Noto, l’8 maggio 2025, Boscarino riferisce al militare di un accordo con l’imprenditore Tino Bugliarello. Nella lettura attribuita alla gip, il compenso previsto sarebbe stato pari al 7 per cento dell’importo dei lavori, oltre a 5 mila euro.
Anche in questo caso si tratta della ricostruzione degli inquirenti, che dovrà essere verificata nel contraddittorio con le difese.
Tra le utilità esaminate figurano poi lavori di ristrutturazione in un immobile di Carbone, eseguiti, secondo l’ipotesi investigativa, da Massimo Boscarino. Alcune conversazioni riguardano la comunicazione di un Iban e l’effettuazione di un bonifico.
Il sospetto degli investigatori è che si volesse dare una rappresentazione formalmente regolare del pagamento, almeno parziale, degli interventi. È questo il significato attribuito dall’accusa agli scambi intercettati: il ricorso a un bonifico, considerato isolatamente, non costituisce di per sé un elemento illecito.
L’attenzione del presunto gruppo si sarebbe rivolta anche a ulteriori opportunità di finanziamento. Il 25 maggio 2025, parlando con Massimo Boscarino, Strazzulla riferisce alcune dichiarazioni che attribuisce a Carbone su una parte dei progetti delle Aree urbane funzionali, indicate con la sigla FUA.
La conversazione si concentra sulla possibilità di procedere mediante affidamenti diretti. Nella prospettiva accusatoria, quel dialogo indicherebbe l’interesse a individuare in anticipo nuovi lavori sui quali esercitare un’influenza. Si tratta, nello specifico, di parole riferite dal militare al proprio interlocutore.
Un ulteriore filone riguarda il presunto scambio tra opportunità occupazionali e sostegno elettorale. Nelle conversazioni compare la Tekra, società operante nel servizio di raccolta dei rifiuti, in relazione alla ricerca di posti di lavoro.
In un passaggio dell’aprile 2025, Strazzulla domanda se vi siano ulteriori possibilità di assunzione. In un’altra conversazione, a giugno, collega esplicitamente la prospettiva di un impiego alla disponibilità a raccogliere cinquanta voti per una futura consultazione.
Secondo la lettura investigativa, il lavoro sarebbe stato utilizzato come strumento per costruire consenso. La presenza del nome della società nelle conversazioni riportate non consente, da sola, di attribuire responsabilità ai suoi vertici.
Particolarmente delicato è infine il capitolo delle informazioni riservate. Strazzulla avrebbe sfruttato la propria posizione nella polizia giudiziaria per comunicare notizie su attività investigative e persone coinvolte in accertamenti.
Le conversazioni richiamate comprendono riferimenti a un’indagine su Ortigia e a possibili conseguenze giudiziarie per alcuni soggetti. Per gli investigatori, l’accesso a informazioni non pubbliche avrebbe accresciuto il peso del militare all’interno della rete di relazioni.
In questo contesto viene riportato anche uno scambio di messaggi con il sindaco Francesco Italia, avvenuto all’alba del 24 febbraio 2025, giorno dell’operazione antimafia Mercurio. Italia, che non era coinvolto in quel blitz, chiede al carabiniere se sia tutto a posto; il militare risponde con una battuta sull’arrivo di un elicottero. Lo scambio documenta un rapporto tra i due, ma non può essere assunto, isolatamente, come dimostrazione di un accordo illecito.
Nelle ricostruzioni compaiono inoltre contatti con Michelangelo Giansiracusa e Corrado Figura, che, sulla base delle informazioni riportate, non risultano indagati.
L’inchiesta prospetta dunque un intreccio nel quale affidamenti, denaro, relazioni istituzionali e promesse occupazionali si sarebbero sostenuti reciprocamente. Un quadro accusatorio articolato, sul quale resta necessario distinguere il contenuto delle conversazioni, l’interpretazione degli investigatori e le responsabilità individuali da accertare.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. Le misure cautelari non costituiscono una condanna e tutti gli indagati sono presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.





