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Andrea Messina lascia la Dc e passa con De Luca: Schifani perde un altro alleato

Andrea Messina lascia la Democrazia Cristiana e aderisce a Sud chiama Nord. L’annuncio è arrivato questa mattina, 15 ottobre, durante una conferenza stampa all’Assemblea regionale siciliana con Cateno De Luca. L’adesione politica è già effettiva, mentre l’ingresso formale nel gruppo parlamentare è previsto per il 1° novembre, per ragioni tecnico-amministrative.

La scelta ha un peso che va oltre il trasferimento di un deputato. Messina è stato assessore alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica nel governo Schifani: il suo approdo all’opposizione segna quindi una rottura con la coalizione della quale ha condiviso responsabilità e percorso. Con il suo ingresso, Sud chiama Nord porterà a quattro la propria rappresentanza parlamentare, aggiungendolo a Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto.

Nelle motivazioni dell’ex assessore si intrecciano il rapporto con il presidente della Regione e le divisioni interne alla Dc. Messina ha spiegato di avere rispettato la scelta di Schifani di escluderlo dalla giunta, pur non condividendone decisione e modalità. Dopo l’uscita dal governo era rimasto nel gruppo parlamentare, prima di maturare la convinzione di intraprendere un’altra strada.

A pesare sono stati anche i contrasti tra Samorì e il gruppo siciliano guidato da Carmelo Pace. Messina ha rivendicato di non essersi schierato con nessuna delle due componenti, manifestando disagio per una conflittualità che rendeva difficile spiegare sul territorio la direzione del partito. Un addio accompagnato dalla volontà dichiarata di non rinnegare l’esperienza precedente.

L’ex sindaco di San Giovanni la Punta ha indicato nell’attenzione ai Comuni e agli amministratori locali una delle ragioni dell’avvicinamento a De Luca. L’obiettivo dichiarato è continuare a rappresentare le esigenze dei territori attraverso una maggiore condivisione di programmi e metodo politico.

Per il leader di Sud chiama Nord, l’adesione costituisce il primo risultato di un’operazione più ampia. De Luca ha riferito di interlocuzioni con altri cinque o sei parlamentari, fissando al 30 novembre il termine del percorso di ampliamento legato al progetto Liberi e Forti e al cosiddetto “Governo di Liberazione della Sicilia”. Alla conferenza stampa ha partecipato anche l’ex assessore regionale al Turismo Mimmo Rotella, che ha espresso sostegno all’iniziativa. I contatti annunciati restano, al momento, distinti da ulteriori adesioni formalizzate.

L’operazione si inserisce in una strategia che De Luca sviluppa su due piani. Sul versante nazionale rivendica un’intesa con il centrodestra; in Sicilia conferma invece la propria candidatura alla presidenza della Regione e l’autonomia delle sue scelte. Secondo quanto dichiarato in conferenza stampa, l’accordo nazionale gli lascia libertà di movimento nell’Isola e non comporta un sostegno all’attuale schieramento di governo regionale.

Per Schifani si tratta di un indebolimento politico, che da solo non dimostra la perdita della maggioranza in Aula. La portata della defezione dipenderà anche da ciò che accadrà nelle prossime settimane e dall’eventuale seguito dei colloqui annunciati da De Luca.

La lettura politica è comunque chiara: Sud chiama Nord punta a trasformare le divisioni degli altri partiti in nuove adesioni e in una presenza più forte nei territori. Il centrodestra siciliano deve ora misurarsi anche con la capacità di trattenere i propri rappresentanti e ricomporre i contrasti interni, mentre uno dei suoi ex assessori ha già scelto di costruire altrove il proprio futuro.

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