Sulle autostrade siciliane il confronto tra controllori e gestore entra in una fase delicata. Alle indicazioni tecniche per ridurre i rischi sulla A18 Messina-Catania e sulla A20 Messina-Palermo, il Consorzio per le Autostrade Siciliane avrebbe risposto presentando le proprie osservazioni e chiedendo un tavolo con il Ministero delle Infrastrutture. Nel frattempo, secondo quanto riferisce il deputato regionale di Sud chiama Nord Pippo Lombardo, non saranno emanate nuove ordinanze per introdurre le ulteriori limitazioni alla velocità indicate nella relazione dell’ingegnere Placido Migliorino del 9 ottobre.
È questo il passaggio politicamente più rilevante emerso dalla ricostruzione dell’audizione diffusa dal parlamentare: il Cas ritiene di dover attendere un chiarimento ministeriale prima di modificare le condizioni di circolazione. Una scelta che porta al centro del dibattito la gestione della sicurezza durante l’attesa, oltre al merito delle contestazioni tecniche.
Stando a Lombardo, il Consorzio ha trasmesso il 12 ottobre una nota di controdeduzioni, chiedendo di discutere le conclusioni degli accertamenti. Il direttore generale avrebbe quindi spiegato che, fino al confronto richiesto, il traffico potrà proseguire nelle condizioni attuali, senza ulteriori restrizioni alla velocità.
La posizione attribuita al Cas va letta per ciò che rappresenta: la ricostruzione resa pubblica da un esponente politico intervenuto sull’audizione. Per valutare compiutamente le ragioni del Consorzio occorre conoscere il contenuto delle controdeduzioni e capire quali rilievi vengano contestati, con quali argomenti e sulla base di quali verifiche.
Il problema, però, è già chiaramente individuabile. Quali elementi consentono di ritenere sufficienti le misure attuali, mentre gli accertamenti ministeriali chiedono un rafforzamento delle precauzioni?
A rendere più significativo questo interrogativo è il contenuto della comunicazione ministeriale riportata nei giorni scorsi dalla stampa. Il direttore generale del Ministero Sergio Moschetti, richiamando i sopralluoghi effettuati dal 5 al 9 ottobre, ha chiesto al concessionario di individuare e adottare rapidamente misure restrittive o di mitigazione del rischio, prevedendo anche l’interdizione al traffico qualora ritenuta necessaria. La comunicazione indicava il 12 ottobre come termine entro il quale informare il Ministero delle misure scelte.
Si tratta di una richiesta che lascia al gestore l’individuazione delle soluzioni, ma che, nella formulazione riportata, sollecita una risposta operativa. È su questo terreno che dovrà misurarsi il confronto: capire se le osservazioni del Cas dimostrino l’adeguatezza delle condizioni esistenti oppure se restino necessari ulteriori provvedimenti.
Tra gli elementi riferiti da Lombardo ce n’è uno che merita particolare attenzione. Durante l’audizione, il Consorzio avrebbe sostenuto che le condizioni delle infrastrutture sono sostanzialmente immutate da oltre vent’anni. Una considerazione che, sempre secondo il deputato, sarebbe stata condivisa dall’assessore presente e utilizzata per mettere in discussione la necessità di introdurre adesso nuove limitazioni.
Il protrarsi di una situazione, tuttavia, non costituisce di per sé una dimostrazione della sua adeguatezza. Se una criticità è risalente, occorre spiegare come sia stata valutata nel tempo, quali interventi siano stati realizzati e perché le precauzioni già adottate vengano considerate sufficienti anche alla luce delle verifiche più recenti. L’anzianità del problema rende queste domande ancora più pertinenti.
Sul fronte delle risorse, intanto, esiste un provvedimento concreto. L’8 ottobre la Regione Siciliana ha annunciato 13,3 milioni di euro per quattordici interventi di manutenzione e mitigazione del rischio sulla A18 e sulla A20, finanziati attraverso la riprogrammazione dei fondi Poc 2014-2020. Il programma comprende lavori su pavimentazione, segnaletica, giunti dei viadotti, barriere di sicurezza, attenuatori d’urto e gallerie. Nella stessa comunicazione, l’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò aveva dichiarato scongiurata la chiusura delle due autostrade e indicato l’obiettivo di tradurre le prescrizioni ministeriali in interventi concreti.
Il finanziamento è un passaggio necessario. La sua efficacia, però, si misurerà nell’avvio dei cantieri, nelle opere completate e nelle criticità effettivamente risolte. Resta quindi da chiarire come verrà governata la fase che separa lo stanziamento delle somme dalla conclusione dei lavori.
Per chi percorre quotidianamente queste arterie, soprattutto lungo la fascia tirrenica messinese e i collegamenti dei Nebrodi, la questione ha conseguenze immediate. Nuove restrizioni possono incidere sui tempi di viaggio, sul lavoro e sul trasporto delle merci. Anche per questo le decisioni devono essere motivate e comunicate con precisione, indicando i tratti interessati, le ragioni delle misure e la loro durata prevista.
Il tavolo tecnico può servire a risolvere le divergenze tra Ministero e Consorzio. Perché sia utile anche ai cittadini, dovrà produrre indicazioni comprensibili: quali rischi sono stati accertati, quali protezioni sono già efficaci, quali interventi mancano e quando saranno conclusi.





