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Caro carburanti, lo sconto non arriva nei paesi senza Eni e IP

Dai Nebrodi alle Madonie, dal Calatino all’Ennese, dal Nisseno all’Agrigentino: la presenza discontinua dei distributori aderenti può costringere i residenti a spostarsi per trovare prezzi calmierati. Un sindaco ha chiesto l’intervento del Garante della concorrenza.

Il prezzo del carburante cambia anche in base al luogo in cui si vive. In Sicilia, il tetto introdotto da alcune compagnie non è infatti disponibile in modo uniforme: si applica alle stazioni che aderiscono all’iniziativa, lasciando fuori i territori dove quei marchi non sono presenti o non hanno ancora attivato la misura.

Enilive ha fissato dal 28 settembre un massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio, per una prima durata di trenta giorni. Socar, attraverso la rete IP, sta introducendo il price cap progressivamente. Q8 ha annunciato l’avvio dal 1° ottobre per un mese, con un sistema modulato e senza indicare un prezzo massimo unico.

Una copertura discontinua nelle aree interne

Il problema non riguarda una singola comunità. La presenza irregolare dei distributori aderenti rende più difficile accedere allo sconto in diverse zone dell’Isola, soprattutto dove la rete di rifornimento è meno capillare. La questione interessa i territori dei Nebrodi e delle Madonie, il Calatino e le aree ennesi, nissene e agrigentine, oltre ad altre fasce interne del Palermitano e del Belice.

Una ricognizione delle reti Eni e IP pubblicata da La Sicilia, basata sulle mappe dei distributori, segnala vuoti di copertura in più province. Il risultato è una geografia disomogenea: chi abita vicino a una pompa che applica il tetto può usufruirne, mentre chi vive in un’area non servita deve accontentarsi del prezzo disponibile localmente o raggiungere un altro territorio.

A sollevare formalmente la questione è stato Giovanni Burtone, sindaco e deputato regionale del Pd, che ha scritto al Garante per la concorrenza. Nella sua comunità non ci sono stazioni Eni o IP e l’unico distributore presente appartiene a una compagnia che non ha aderito al price cap. Burtone chiede che siano tutelati anche i cittadini dei Comuni privi di impianti che applicano il tetto.

Il costo dello spostamento per trovare lo sconto

Per gli abitanti delle aree interne, il prezzo più basso può comportare un tragitto aggiuntivo. Il risparmio alla pompa va quindi valutato insieme al tempo e al carburante necessari per raggiungere una stazione aderente, in territori dove l’auto è spesso indispensabile per gli spostamenti quotidiani.

Il caso segnalato al Garante riporta così l’attenzione su un effetto concreto delle misure legate alle singole reti: il beneficio non arriva automaticamente a tutte le famiglie e a tutte le imprese. La distanza dalla pompa aderente può diventare un ulteriore svantaggio per chi vive lontano dai principali assi di collegamento.

Per i trasportatori resta l’attesa del decreto regionale

La protesta contro il caro carburanti coinvolge intanto autotrasportatori, agricoltori e pescatori, con nuove mobilitazioni annunciate per ottobre. Per le imprese di trasporto, la Regione ha comunicato il 25 settembre di aver raggiunto un’intesa sullo schema di un decreto da 15 milioni di euro. Il contributo dovrebbe coprire il 70 per cento della spesa aggiuntiva ammissibile per il gasolio, ma la nota regionale indicava ancora passaggi da completare prima dell’attuazione, tra cui la firma degli assessori e l’esame della Giunta e della commissione competente dell’Ars.

Quel sostegno è destinato agli autotrasportatori e non risolve la difficoltà di accesso al price cap per gli altri cittadini e per le attività delle aree interne. La questione ora è capire se le iniziative di contenimento dei prezzi potranno raggiungere anche i territori in cui le reti aderenti sono assenti o distanti.

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