Dopo l’incidente del 26 settembre, cresce la preoccupazione per il collegamento tra la Marina e il centro montano. I cittadini segnalano protezioni mancanti o da verificare e chiedono sopralluoghi, interventi e tempi certi.
La preoccupazione più forte riguarda i ragazzi che percorrono quella strada per andare a scuola. Ma la sicurezza della SP 168, nel tratto che collega Marina di Caronia al centro montano, interessa un’intera comunità: lavoratori, famiglie, automobilisti e motociclisti che ogni giorno affrontano curve strette, tornanti e tratti affacciati sulle scarpate. Dai cittadini arriva una richiesta precisa: verificare le condizioni delle protezioni, individuare le criticità e rendere pubblico un programma di interventi.
A riportare l’attenzione sulla provinciale è stato l’incidente del 26 settembre, avvenuto a circa cento metri dal bivio con la Statale 113. Un’automobile proveniente dal paese è uscita di strada, ha sfondato il guardrail ed è precipitata nella scarpata. Il conducente ha riportato soltanto alcune escoriazioni ed è riuscito a risalire autonomamente lungo il pendio. Un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

Le segnalazioni riguardano anche altri punti del percorso: tratti che, secondo i residenti, sarebbero privi di protezioni adeguate, vecchi muri lungo la carreggiata ed elementi in cemento dei quali viene chiesto di accertare l’effettiva capacità di trattenere un veicolo. Preoccupazioni che richiedono una risposta tecnica, attraverso un controllo esteso all’intero collegamento tra la Marina e il paese.
Su questa strada transita anche il trasporto degli studenti. Il Comune ha pubblicato il piano aggiornato del servizio scolastico urbano per la primaria e la secondaria relativo all’anno 2026/2027: un servizio essenziale per le famiglie del territorio. La presenza dei mezzi che accompagnano i ragazzi rende ancora più importante valutare le condizioni del percorso, soprattutto nei punti esposti e durante la stagione invernale, quando pioggia, fondo bagnato e visibilità ridotta possono rendere più difficile la guida.
Il nodo è l’adeguatezza delle protezioni presenti. Su questo punto occorre evitare equivoci: anche le barriere in calcestruzzo comunemente chiamate New Jersey possono essere dispositivi di ritenuta. La loro efficacia dipende però dalle caratteristiche del sistema, dalla corretta installazione e dalla compatibilità con la strada e con il traffico che la percorre. La sola presenza di elementi in cemento non consente quindi di stabilire se un tratto sia adeguatamente protetto.
La verifica deve riguardare allo stesso modo i guardrail e i vecchi muri lungo il margine stradale. Occorre accertarne condizioni, continuità e funzione, chiarendo quali protezioni siano effettivamente idonee e dove servano sostituzioni o nuove installazioni. È questo il passaggio necessario per trasformare le segnalazioni dei cittadini in un quadro documentato delle criticità e delle priorità.

L’appello arriva mentre Caronia piange Gino Lupica, l’operaio di 52 anni morto il 9 ottobre sulla A20, nel territorio di Capo d’Orlando, nei pressi del viadotto Vina. Il mezzo sul quale viaggiava insieme a un collega, rimasto ferito, è uscito dalla carreggiata ed è precipitato nell’area sottostante. Le cause e la dinamica dell’incidente sono oggetto di accertamento.
Quella tragedia ha colpito profondamente il paese e rafforzato l’attenzione verso la sicurezza degli spostamenti quotidiani. Il ruolo eventualmente avuto dalle protezioni nell’incidente dovrà essere chiarito dagli accertamenti; la richiesta sulla provinciale riguarda invece verifiche preventive, da effettuare prima che si ripetano altre uscite di strada.

Sul fronte autostradale, l’8 ottobre la Regione Siciliana ha annunciato 13,3 milioni di euro per quattordici interventi sulla A18 e sulla A20, destinati a barriere, pavimentazioni, giunti, segnaletica e gallerie. Un programma del quale andranno seguiti l’avvio e l’attuazione. Per il collegamento tra Caronia Marina e il centro montano serve un percorso altrettanto riconoscibile, riferito alle specifiche condizioni della provinciale.
Le richieste dei cittadini partono da un sopralluogo lungo tutto il tratto, con particolare attenzione ai tornanti, alle curve con scarsa visibilità, alle protezioni mancanti o interrotte e ai punti maggiormente esposti sulle scarpate. Al controllo delle barriere deve accompagnarsi quello della pavimentazione e della segnaletica. Gli esiti dovrebbero consentire di stabilire dove intervenire subito, quali lavori programmare e quali eventuali misure adottare nell’attesa.

L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Cuffari, ha già sollecitato gli organismi competenti. Ora è importante rendere conoscibile il seguito di quelle iniziative: le richieste trasmesse, le risposte ricevute, i sopralluoghi concordati e gli interventi previsti. Alla Città Metropolitana di Messina e agli altri enti coinvolti, ciascuno per le proprie competenze, viene chiesto di dare continuità alle segnalazioni con decisioni verificabili.
Per chi vive a Caronia, quei pochi chilometri significano accesso alla scuola, al lavoro e ai servizi. Le famiglie chiedono di sapere quali condizioni di sicurezza siano garantite oggi e con quali tempi verranno affrontate le criticità. Una risposta concreta comincia da verifiche documentate e impegni pubblici, e si misura nei lavori realizzati.





