Più risorse per sostenere le attività produttive in difficoltà, ma un nuovo rinvio per diversi interventi destinati ai giovani, agli universitari e ai piccoli Comuni. È l’effetto della revisione delle variazioni di bilancio all’Assemblea regionale siciliana: il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, ha comunicato lo stralcio di 52 norme, nell’ambito del percorso concordato con il presidente della Regione, Renato Schifani.
Le disposizioni escluse riguardano complessivamente 136 milioni di euro di spesa prevista. Una revisione consistente, che modifica le priorità del provvedimento e rimanda una parte delle risposte attese dai territori.
Il significato dello stralcio va chiarito: le norme vengono tolte dalla manovra attualmente in discussione e il loro esame viene rinviato alla prossima legge di stabilità, come annunciato dalla Regione. La possibilità di riproporle, però, non equivale alla garanzia che saranno approvate con gli stessi contenuti e le stesse risorse.
Il governo regionale motiva questa scelta con la necessità di rafforzare gli interventi considerati più urgenti. Nel pacchetto annunciato figurano 15 milioni di euro per il settore cerealicolo, 9 milioni per le marinerie e 15 milioni per l’autotrasporto. Sono inoltre previsti 6 milioni per il carburante agricolo e altri 6 milioni per i servizi Asacom, che assicurano assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli studenti con disabilità. Si tratta degli stanziamenti indicati nell’intesa, mentre il disegno di legge deve ancora completare il percorso parlamentare.
A rimanere fuori da questo passaggio sono anche proposte che avrebbero dovuto sostenere lo studio, favorire l’occupazione e contrastare lo spopolamento:
- Il fondo contro lo spopolamento, che prevedeva una quota del 40% riservata ai Comuni con meno di tremila abitanti.
- Uno stanziamento complessivo di 500 mila euro per le imprese agricole giovanili o femminili, attraverso contributi a fondo perduto.
- Le premialità nei bandi regionali per le aziende che assumono giovani sotto i trent’anni o persone disoccupate da oltre un anno.
- Il contributo da 400 euro per l’acquisto di libri universitari, previsto dalla proposta sul cosiddetto reddito di merito.
- Le risorse straordinarie per le indennità dei tirocini universitari curriculari.
Per i potenziali beneficiari, dunque, questi interventi restano in attesa di una nuova discussione. Il rinvio assume un peso particolare per i piccoli centri delle aree interne: sostenere chi studia, chi cerca lavoro o chi vuole avviare un’attività significa anche creare condizioni che consentano di rimanere nel proprio territorio.
Lo stralcio interessa inoltre altre proposte di spesa. Interventi sul monitoraggio dei viadotti, sulla regolarizzazione catastale del demanio forestale e sulla valorizzazione del patrimonio culturale. Nel confronto politico, il Movimento 5 Stelle ha sostenuto l’eliminazione di finanziamenti giudicati frammentati o non prioritari. La questione è quindi anche di merito: stabilire quali interventi rispondano a bisogni collettivi e quali producano benefici troppo limitati rispetto alle risorse impiegate.
Il prossimo passaggio sarà dunque decisivo anche per le misure escluse. Il rinvio alla legge di stabilità dovrà tradursi in scelte verificabili: quali interventi recuperare, con quali finanziamenti e in quali tempi. Per giovani, studenti e piccoli Comuni, è da queste decisioni che dipenderà la possibilità di trasformare le proposte rimaste sulla carta in sostegni effettivi.





